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Scomparsa Isa Stoppi, la top model degli anni Sessanta

Scritto da Isabella Naef

16 nov 2020

Sì è spenta a Milano ieri, Isa Stoppi, una delle modelle più conosciute negli anni Sessanta. Famosa per avere "due laghi al posto degli occhi" come disse Richard Avedon, è stata musa anche di Gian Paolo Barbieri, che la ritrasse come una dea bionda con un boa attorno al collo e trasformò quella immagina in una icona della storia della moda.

Le luci della ribalta per la modella si accesero grazie alla celebre editor di Vogue, Diana Vreeland.

"Italiana, anzi emiliana d’origine con un touch mitteleuropeo, nata nella Libia coloniale, radici di cui porta dentro una nostalgia lieve e struggente. Quasi senza volerlo ha saputo imporsi nello scenario internazionale della fotografia di moda in un momento in cui lo chic non era un’opinione, ma un’esigenza assoluta", recita la monografia, "Isa Stoppi, The Book" pubblicata a fine 2016 a Milano da Silvana Editore.

Il volume ripercorre la carriera della splendida modella che ebbe un grande successo in America e in particolare a New York, affermandosi come icona glamour e sofisticata nelle copertine di moda tra la metà degli anni sessanta e il decennio successivo. Ritratta dai più grandi fotografi di moda di quegli anni per "Vogue" e "Harper's Bazaar", da Avedon che si rammaricava che a scoprirla fosse già stato Gian Paolo Barbieri a Irving Penn, da Hiro a Henry Clarke, con cui ha realizzato un celebre shooting a tema orientalista-gypset in India, tra tigri ed elefanti, fino allo spensierato e sperimentale Jacques Henri Lartigue, Isa Stoppi ha saputo incantare il pubblico grazie alla sua bellezza algida ed elegante, luminosa e irraggiungibile. Il volume, con oltre duecento immagini di repertorio, offre un ritratto ammaliante di questa splendida icona del Novecento.

Il libro è di Cesare Cunaccia (autore) e a cura di Alessia Glaviano.

Foto: La copertina di "Isa Stoppi, The Book"