Un anno senza Giorgio Armani
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E' trascorso già un anno dalla scomparsa di Giorgio Armani ma rimane indelebile la sua impronta nella moda italiana e nello stile internazionale. Per l'Italia, però, non è stato solo uno stilista che ha fatto grande il ready to wear, il made in Italy e lo sport (non va dimenticato che dal 2008 Armani è il patron della squadra di Pallacanestro dell'Olimpia), ma è stato un benefattore che ha fatto importanti donazioni durante i mesi bui del Covid, che ha raccontato quanto fosse fondamentale l'impegno e l'abnegazione, e anche la pignoleria, per raggiungere risultati eccezionali.
Giorgio Armani è stato amato e apprezzato dal fashion system e dalla gente comune
In ogni posto d'Italia dove lo stilista di origini piacentine abbia posseduto una casa, da Milano a Pantelleria, passando per Forte dei Marmi, continua a essere ricordato con affetto. La sua vita si è conclusa con un gesto di affetto proprio nei confronti della località versiliese dove lui un tempo trascorreva dei periodi di riposo e dove possedeva una bellissima casa: il 27 agosto del 2025, infatti, Giorgio Armani annunciò di aver raggiunto l’accordo per l’acquisizione de La Capannina di Franceschi srl di Forte dei Marmi, il leggendario locale fondato nel 1929 da Achille Franceschi e dal 1977 acquisito e gestito da Gherardo e Carla Guidi. La Capannina riaprirà per la stagione estiva 2027.
Proprio a metà agosto sono stati celebrati i 41 anni dalla scomparsa di Sergio Galeotti, architetto e stilista italiano che, insieme ad Armani, nel 1975 fondò uno dei marchi che ha fatto e continua a fare la storia della moda. A lui, in particolare, è stato dedicato l'acquisto della Capannina, locale dove sbocciò la loro amicizia.
"Sergio lo conobbi alla fine di una giornata di mare, al famoso locale La Capannina. Era un ragazzo fragile ma accattivante, da buon toscano di Pietrasanta", raccontava Giorgio Armani, nel suo libro "Per amore" edito da Rizzoli.
I due si conobbero nel 1966: "incrociai Sergio in macchina, mi piacque subito il suo sorriso toscano, e diventammo subito amici" ha ricordato lo stilista in una intervista rilasciata a Aldo Cazzullo e Paola Pollo sul Corriere della sera. Fu proprio lui a dargli la spinta che gli serviva per cominciare l'avventura nel mondo della moda: "mi disse: tu hai un potenziale importante. Sergio aveva visto i miei vestiti, si era reso conto che potevo arrivare più lontano. Allora il mondo della moda a Milano era gestito da persone un po’ adulte. Io ero giovane, avevo stimoli diversi".
Nato a Pietrasanta il 26 luglio del 1945, Galeotti si spense a Milano il 14 agosto 1985.
A Pantelleria, dove possiede una residenza, Armani è stato ugualmente molto amato. Sempre disposto a salutare chiunque gli si avvicinasse e a fare autografi a turisti e a persone del luogo.
E' in libreria la nuova biografia autorizzata di Giorgio Armani
A ricordare la grandezza di Armani è da poco stato pubblicato un libro, per Marsilio Editori, che si intitola "Giorgio secondo Armani, La vita oltre il successo" ed è scritto da Roberta Filippini
"I ricordi e le riflessioni che Giorgio Armani aveva scelto di consegnare all'autrice, la giornalista Roberta Filippini, con il consenso delle persone a lui care, sono riversati in questo libro", si legge in una nota.
È un racconto che parte da una famiglia italiana di provincia, attraversa le temperie della guerra e del dopoguerra, approda a Milano dove il giovane Giorgio Armani trova con fortuna e fatica la propria strada, affermandosi nella moda con idee nuove, un lungo tirocinio, l'aiuto e l'affetto di chi vede in lui qualcosa di speciale.
Nell'affidare all'autrice le sue sensazioni e le sue scoperte intime, le convinzioni e le scelte professionali, Armani non si cela dietro al suo enorme successo. L'immagine del grande stilista si viene formando tra incontri, amore e dolore, decisioni coraggiose. Il creativo e l'imprenditore si saldano in una esperienza unica, fatta di volontà e impegno, di gioie e riconoscimenti, ma anche di rimpianti e rinunce. "Le parole di Armani e le tante testimonianze narrano non solo una formidabile vicenda di stile e innovazione, ma una straordinaria personalità umana il cui valore resta a tutti in eredità", spiega la nota.
L’autrice Roberta Filippini, giornalista, ha lavorato a lungo per l’Ansa, dove è stata responsabile del settore moda.