Walter Van Beirendonck mette in discussione il peso dei gruppi del lusso alla Paris fashion week

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Walter Van Beirendonck Credits: WLT
Scritto da Florence Julienne

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Scegliendo di non sfilare alla Paris Fashion week di giugno 2026, lo stilista belga Walter Van Beirendonck lancia una provocazione al mondo della moda.

Walter Van Beirendonck è entrato ufficialmente nel calendario della Paris fashion week homme nel gennaio 1997. In un'intervista rilasciata a The Impression, in occasione dei suoi quarant'anni di carriera, e ripresa dal suo ufficio stampa parigino Totem Fashion, esprime uno sguardo molto critico sull'attuale industria della moda.

Secondo lui, i grandi gruppi oggi privilegiano il marketing, la redditività e il continuo ricambio dei direttori artistici, a scapito della creatività.

Ritiene che la moda stia perdendo la sua anima e difende con forza il ruolo degli stilisti indipendenti, che considera i veri motori dell'innovazione.

La creatività è diventata una variabile al servizio di una strategia commerciale

Secondo lui, l'equilibrio si è invertito. Un tempo, una casa di moda era costruita attorno a un designer e alla sua visione. Oggi, i grandi gruppi privilegerebbero il marketing piuttosto che la creatività.

Concretamente, questo significa che: le collezioni devono innanzitutto rispondere alle aspettative del mercato e degli azionisti; i prodotti sono pensati per essere facilmente vendibili e generare volumi importanti; lo storytelling, le campagne marketing, i social network e le collaborazioni assumono talvolta altrettanta, se non maggiore, importanza dell'abito stesso.

Per Van Beirendonck, il rischio è che il designer non sia più colui che guida il marchio, ma semplicemente colui che esegue una strategia decisa dalle direzioni marketing o finanziarie.

Sfilata WLT per i 40 anni, giugno 2026, Anversa Credits: WLT

Pressione finanziaria e critica al ritmo imposto ai direttori artistici

Oggi, un designer può essere portato a produrre: diverse collezioni principali all'anno, pre-collezioni, capsule collection, collaborazioni, sfilate e contenuti continui per i social network. Questo ritmo lascia pochissimo tempo alla ricerca o alla sperimentazione.

Secondo Walter Van Beirendonck, la creatività ha bisogno di tempo. Quando si chiede a un designer di produrre senza sosta, finisce naturalmente per riciclare idee o rispondere a imperativi commerciali.

Sfilata WLT per i 40 anni, giugno 2026, Anversa Credits: WLT

Dal mercato dei direttori artistici alla perdita dell'anima

Negli ultimi anni, le maison cambiano direttore artistico a una velocità senza precedenti: Gucci, Chanel, Dior, Balenciaga, Bottega Veneta, Valentino, Loewe, ecc. I designer a volte rimangono solo due o tre anni.

Questo è probabilmente uno degli argomenti che lo infastidisce di più. Per lui, questa instabilità impedisce una vera costruzione artistica.

Ricorda che stilisti come Yves Saint Laurent, Martin Margiela, Rei Kawakubo o Dries Van Noten hanno sviluppato un linguaggio personale nel corso di diversi decenni.

Oggi, molti non hanno nemmeno il tempo di consolidare la loro visione prima di essere sostituiti. Eppure la moda dovrebbe sorprendere, interrogare la società, raccontare una storia, provocare un'emozione e far progredire la cultura.

Ritiene che gran parte dell'industria oggi cerchi di limitare i rischi. Le collezioni diventano più consensuali, più calibrate, più facilmente consumabili. In altre parole, sono meno capaci di creare sorpresa.

Gli indipendenti come laboratorio della moda

Walter Van Beirendonck ha sempre lavorato in modo indipendente. Secondo lui, è in queste strutture che nascono le vere innovazioni.

Perché un indipendente può: correre dei rischi, proporre qualcosa che non piacerà a tutti, difendere una visione personale senza dover sedurre immediatamente milioni di consumatori.

Ritiene che molte idee lanciate da questi piccoli designer vengano poi riprese diversi anni dopo dalle grandi maison.

Nei suoi recenti interventi, lancia un messaggio ai giovani che iniziano: la longevità nasce da un'identità forte, non da un adattamento costante alle aspettative del mercato.

Il suo messaggio è coerente con tutta la sua carriera. Non dice loro "Cercate ciò che funzionerà", ma piuttosto: "Sviluppate il vostro linguaggio; non copiate le tendenze; restate fedeli alla vostra visione; accettate che il successo possa richiedere tempo; lavorate sodo".

Risultato: Wlt ha celebrato i suoi quarant'anni ad Anversa invece che a Parigi

Il suo legame con Anversa, città dove ha costruito la sua carriera, è dovuto in particolare al suo ruolo di insegnante all'Accademia Reale di Belle Arti.

Per la sua sfilata di anniversario, lo stilista ha riaperto i suoi archivi, risalendo fino alle sue prime creazioni degli anni '80. Lui, che ha sempre cercato di superare i limiti dei materiali, delle stampe e delle tecniche, considera la sperimentazione essenziale per il suo lavoro.

Attraverso silhouette rappresentative della sua evoluzione, ripercorre una carriera fatta di alti e bassi, ma sottolinea di non aver mai saltato una sola stagione, cosa che considera un vero successo.

La sua nuova collezione segna, a suo dire, un'evoluzione verso qualcosa di più spirituale e pacato, influenzata in particolare dal suo interesse per l'India.

Anniversario
Walter Van Beirendonck