A Ferragosto i rappresentanti dei lavoratori chiedono qualità del lavoro per chi è impiegato nei centri commerciali
Nella settimana di Ferragosto crescono le proteste dei rappresentanti dei lavoratori per le aperture, talvolta anche il 15 agosto, di centri commerciali e grande distribuzione. Il 10 agosto il sindacato Filcams Cgil Toscana ha fatto sapere che è stato proclamato uno sciopero e l’astensione dal lavoro nei negozi e negli esercizi commerciali della Toscana per sabato 15 agosto.
Ieri, attraverso un comunicato, Filcams Cgil hanno ribadito che "centri commerciali e grande distribuzione non possono continuare a vivere di lavoro povero. È tempo di restituire dignità a chi lavora mentre il Paese è in vacanza".
Anche nel periodo estivo ipermercati e centri commerciali continuano a essere affollati. Per molti sono luoghi climatizzati dove trascorrere qualche ora nelle giornate più calde. Per decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori, invece, rappresentano il luogo in cui l'estate significa turni più intensi, ritmi di lavoro più pesanti e la rinuncia al diritto al riposo, sottolineano le rappresentanze sindacali.
Filcams Cgil: "il consumo estivo si regge sulle spalle di chi, l'estate, non riesce a viverla"
"È il grande paradosso del commercio italiano: il consumo estivo si regge sulle spalle di chi, l'estate, non riesce a viverla", spiega la nota.
"Il commercio è uno dei pilastri dell'economia del Paese. Nel 2023 contava oltre un milione di imprese, il 21,7% del totale nazionale, e quasi tre milioni di occupati, pari al 18,6% dell'occupazione complessiva. Ma dietro questi numeri si nasconde una trasformazione profonda. Tra il 2018 e il 2025 gli esercizi commerciali al dettaglio sono diminuiti del 14,4%, mentre la grande distribuzione tende a concentrarsi in un numero sempre più ridotto di grandi strutture. Meno negozi, meno occupazione di prossimità e una crescente pressione sulle lavoratrici e sui lavoratori della Gdo, chiamati a garantire servizi sempre più estesi con organici spesso insufficienti", afferma Filcams Cgil, aggiungendo che il problema non riguarda soltanto l'organizzazione del lavoro. Riguarda anche la qualità dell'occupazione.
L'ultimo rapporto Istat sulla struttura delle retribuzioni certifica che oltre un milione e 255 mila lavoratrici e lavoratori percepiscono meno di 9 euro lordi l'ora.
Tra il 2018 e il 2024 la quota dei dipendenti con basse retribuzioni è aumentata dal 9,8% al 10,7%. A essere maggiormente colpite sono le donne, i giovani sotto i 29 anni e chi possiede un titolo di studio più basso: esattamente il profilo prevalente nel commercio e nella grande distribuzione. Le donne con basse retribuzioni raggiungono il 12,2%, contro il 9,6% degli uomini, sottolineano le rappresentanze sindacali.
"Filcams Cgil denuncia da anni un modello occupazionale fondato su contratti di 20 ore settimanali, spesso imposti e non scelti. I numeri lo confermano su scala nazionale: nel commercio il 38,2% dei dipendenti lavora part time (849.120 su 2.221.670 totali), con una incidenza nettamente superiore rispetto alla media generale dell'economia italiana ferma al 27,4%", si legge nella nota.
"Non possiamo continuare ad accettare che il diritto allo svago e al tempo libero di milioni di persone venga garantito attraverso il sacrificio permanente di chi lavora nel commercio", osserva, Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil.
"Dietro ogni centro commerciale aperto a Ferragosto ci sono lavoratrici e lavoratori che chiedono semplicemente salari dignitosi, orari sostenibili, stabilità occupazionale e il diritto a conciliare lavoro e vita privata. È arrivato il momento di rimettere al centro la qualità del lavoro e di superare un modello che produce lavoro povero e precarietà. Occorre riaprire il confronto sulle aperture festive e restituire valore al lavoro nel commercio, attraverso la contrattazione e un nuovo equilibrio tra esigenze delle imprese e diritti delle persone".
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