Davide Cenci raggiunge il traguardo del centenario e punta all'espansione nel lifestyle
La settimana scorsa Davide Cenci ha celebrato i cento anni di attività con un evento istituzionale e di settore presso la sede storica di via di Campo Marzio a Roma, alla presenza di rappresentanti dell'imprenditoria, della moda e delle istituzioni locali.
L'appuntamento nella capitale segue le celebrazioni già avviate nelle scorse settimane sulla piazza di New York, a conferma della presenza internazionale consolidata dell'insegna. L'azienda familiare, giunta alla terza generazione, segna questo anniversario delineando un piano di sviluppo che prevede l'estensione del marchio verso nuovi segmenti di mercato, inclusi la ristorazione e l'accoglienza.
Il percorso dell'insegna è iniziato nel 1926 con l'apertura del primo punto vendita romano dedicato alla camiceria e pigiameria da parte del fondatore Davide Cenci. Nel secondo dopoguerra, sotto la direzione della seconda generazione guidata da Paolo e Germano Cenci, la società ha avviato l'importazione di marchi internazionali e ha strutturato, negli anni Cinquanta, la prima linea proprietaria di abbigliamento formale e casual. Lo sviluppo retail ha registrato tappe strategiche con il debutto sul mercato estero a New York, in Madison avenue nel 1982, e il successivo ingresso a Milano nel 1991.
Sotto il profilo industriale e di prodotto, la produzione a marchio proprio si è consolidata nel corso degli anni Duemila attraverso la linea "Dal 1926", affiancata progressivamente da categorie accessorie quali occhialeria, fragranze e accordi di co-branding selettivi. La strategia futura mira a un posizionamento integrato che vada oltre il segmento tessile e abbigliamento: "negli ultimi anni abbiamo investito molto sulle collezioni, cercando le eccellenze nei tessuti e nella sartoria. Oggi la nostra ambizione è costruire un vero e proprio mondo Davide Cenci, nel quale la consulenza non si esaurisca nell'abbigliamento, ma diventi un'esperienza più ampia, capace di seguire i nostri clienti in diversi momenti della loro vita", conclude Giacomo Cenci.
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