Zara crea la sua “casita” e lancia “The Fold-er”: una sezione editoriale con influencer e trendsetter

La catena di moda “eleva” l'esperienza di acquisto online con una nuova sezione in stile rivista digitale, con “rubriche editoriali” curate da figure di spicco del mondo della moda.
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Laura Roso Vidrequin, con un “total look” Zara per “The Fold-er”. Credits: Zara.
Scritto da Jaime Martinez

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Madrid – Novità in casa Zara. Nell'ambito delle sue strategie per offrire continuamente “la migliore esperienza possibile ai nostri clienti”, per usare le parole di Óscar García Maceiras, ceo di Inditex, la catena di punta della multinazionale spagnola della moda ha appena lanciato “The Fold-er”. Una nuova sezione all'interno delle sue piattaforme online, concepita come una rivista digitale, con contenuti curati da influencer e note trendsetter.

Già attiva e accessibile a livello globale, sia dal negozio online sia dall'app ufficiale di Zara, la nuova sezione editoriale della catena si presenta come un'ulteriore area all'interno —almeno per il momento— della sua divisione donna. Categoria in cui la troveremo disponibile accanto alle sezioni “novità”, “tendenze”, “collezione”, “scarpe e accessori”, “profumi” o a quella riservata all'iniziativa di rivalorizzazione e di capi di seconda mano “Zara pre-owned”. A queste divisioni si aggiunge ora, come novità, il capitolo “The Fold-er”, che acquisisce fin da subito un valore strutturale pari a quello delle altre sottosezioni elencate, all'interno dell'ecosistema digitale dinamico e in continua evoluzione della popolare catena di moda.

Leandra Medine, con un “total look” Zara per “The Fold-er”. Credits: Zara.

Ma cosa ci attende in questa sezione? In questo primo lancio di “The Fold-er”, che Zara stessa presenta come “uno spazio per consigli e prospettive personali”, sono per ora quattro le “rubriche editoriali” offerte al pubblico. Articoli firmati da New York e Londra da quelle che si presentano come le “madrine” di Zara per il lancio di questa nuova tribuna di stile e tendenze: Leandra Medine, influencer statunitense nota per il suo blog ormai chiuso “The Man Repeller”; Arielle Charnas, imprenditrice newyorkese creatrice del blog, poi diventato marchio di moda, “Something Navy”; l'influencer di moda belga Manon De Velder; e la trendsetter francese e professionista del settore Laura Roso Vidrequin, fondatrice del marchio di moda per bambini “Kids O’Clock” e che in passato ha lavorato come venditrice, buyer e consulente per marchi, testate e istituzioni come Jean Paul Gaultier, Chanel, Harper’s Bazaar, Moda Operandi, Ralph Lauren, il British Fashion Council, Net-a-Porter e la catena britannica di grandi magazzini di lusso Harvey Nichols.

Seguendo lo schema e lo stile tipici di una rivista di moda, ognuna di loro, dalle rispettive “rubriche editoriali”, pubblicate con i titoli “I look migliori appaiono all'inizio di una stagione” (Leandra Medine), “Quando mi vesto, mi sono sempre lasciata guidare più da come mi sento che dal tipo di occasione” (Arielle Charnas), “Questi look riflettono la versione di New York che mi mancherà di più” (Manon De Velder) e “Il semplice atto di indossare abiti può essere un modo per comunicare con il mondo” (Laura Vidrequin), offre la propria visione sulle tendenze che entrano ed escono dai nostri armadi e su come vestirsi in questo inizio di stagione estiva 2026. Impressioni condivise e arricchite da fotografie personali in cui indossano una selezione curata di capi e accessori dell'offerta stagionale di Zara. Naturalmente, la catena inserisce un link diretto in fondo a ogni fotografia, creando un'estetica molto simile alle pagine “bazar” delle principali riviste di moda e tendenze.

La “casita” di Zara

In un momento in cui circolano di bocca in bocca, di profilo in profilo e di social network in social network, ogni tipo di commento, immagine e fotografia sulla popolarissima “casita” dei concerti di Bad Bunny, non possiamo non notare un certo parallelismo tra questa discussa azione distintiva del cantante portoricano durante le sue esibizioni dal vivo e la nuova sezione “The Fold-er” appena lanciata da Zara. Una sezione che, di fatto, si presenta quasi, almeno per ora, non tanto come la “rivista di moda digitale” di Zara, ma come la sua “casita”.

Arielle Charnas, con un “total look” Zara per “The Fold-er”. Credits: Zara.

Approfondendo questa percezione, è necessario prima definire, anche se a grandi linee, cos'è realmente questa “casita” che Bad Bunny costruisce e che sta generando tanti commenti attorno ai concerti che il cantante portoricano sta tenendo nell'ambito del suo sesto tour mondiale “Debí tirar más fotos World Tour”. Un tour che, dopo due concerti a Barcellona e otto a Madrid, si concluderà in Spagna con le due ultime esibizioni del cantante, questa domenica 14 e lunedì 15 giugno, per un totale di 12 concerti nel Paese, tra cui quello particolarmente discusso del 30 maggio scorso. Il primo concerto di questo tour di Bad Bunny a Madrid, durante il quale le immagini della “casita” sono diventate virali, suscitando grande scalpore. Si tratta di uno spazio che funge da secondo palco durante i concerti del cantante, sul quale viene invitata a salire una ristretta selezione di partecipanti, per lo più volti noti e pubblico della zona Vip. Tra questi, proprio in quel concerto, ha destato particolare attenzione la presenza di Marta Ortega, presidente non esecutivo di Inditex, ma comunque indicata come l'“ispiratrice” delle nuove strategie in atto nella multinazionale spagnola della moda, che è stata vista ballare a stretto contatto con il cantante portoricano, indossando capi della collezione capsula collaborativa firmata da Bad Bunny per Zara.

Manon De Velder, con un “total look” Zara per “The Fold-er”. Credits: Zara.

Traducendo tutto questo in parole povere, le “casitas” dei concerti di Bad Bunny rappresentano per il cantante e per la sua strategia di comunicazione una grande vetrina in cui si concentrano e si proiettano, oltre i confini dei luoghi degli spettacoli, i volti più popolari e il pubblico più noto che assiste ai suoi concerti. Profili che il portoricano strumentalizza intelligentemente per alimentare il desiderio di assistere e partecipare ai suoi eventi. È in questa strategia che possiamo facilmente notare il parallelismo con l'iniziativa “The Fold-er” di Zara, che la catena ci svela come una grande vetrina a cui parteciperanno alcuni dei volti e dei profili più noti e popolari —o almeno così si presume— del mondo della moda. Figure che, dopo questo primo assaggio di “madrine”, sembrano corrispondere al profilo tipico a cui ricorrono le principali riviste del settore per i loro contenuti editoriali, combinando professionisti con una consolidata carriera nel settore con influencer e trendsetter. In ogni caso, la loro partecipazione a “The Fold-er” contribuirà a un duplice obiettivo a vantaggio di Zara. Il primo, offrire un'esperienza di acquisto più immersiva e arricchita al suo pubblico; il secondo, contribuire a elevare ulteriormente l'immagine e il valore del marchio presso lo stesso pubblico, associando la sua immagine, la sua posizione e il suo valore nell'universo della moda alla catena di punta del gruppo Inditex.

Arricchire l'esperienza di acquisto, fisica e digitale

Partendo da questa analisi, è chiaro che il lancio di “The Fold-er” rientra tra le iniziative di quest'anno che Zara ha messo in atto, in linea con le direttive strategiche per l'esercizio 2026 anticipate dal ceo di Inditex, Óscar García Maceiras, lo scorso 11 marzo, in concomitanza con la presentazione dei risultati annuali della società alla chiusura dell'esercizio 2025. In quell'occasione, Maceiras ha sottolineato come, per i vari progetti e iniziative che si svolgeranno nel corso dell'anno, l'azienda continuerà a collaborare con figure di spicco della cultura e a lavorare per offrire la migliore esperienza di acquisto possibile, sia fisica sia online. Canali che vengono considerati come un tutt'uno che contribuisce alle vendite delle diverse catene del gruppo e per i quali, per quanto riguarda Zara, nel corso di questo primo semestre e seguendo queste strategie, la catena ha rafforzato il suo canale fisico con le riaperture del suo “flagship store” di Roma e di quello londinese di Oxford Street, e con l'inaugurazione del suo nuovo negozio in Huaihai Road nella città cinese di Shanghai; e ora il suo canale online, con il lancio di “The Fold-er”.

Laura Roso Vidrequin, con un “total look” Zara per “The Fold-er”. Credits: Zara.

A questo proposito, e come punto chiave delle strategie per il 2026, “continueremo a creare nuovi modi di interagire con i nostri clienti”, ha sottolineato a marzo il ceo di Inditex. E come parte di questo obiettivo/impegno con il suo pubblico, “potremo contare su nuovi ‘flagship’”, tra cui ha menzionato specificamente quello appena inaugurato a Shanghai, e inoltre “continueremo a collaborare con figure globali del mondo del design, della cultura e dell'arte”. Un'osservazione che, sebbene in un primo momento sembrasse riferirsi al lancio di nuove collezioni, ha acquisito una nuova dimensione con gli accordi di collaborazione di Zara con Bad Bunny e John Galliano, e ora con il lancio di “The Fold-er”. Un'iniziativa con cui Zara apre una nuova finestra per collaborare con profili di diversa natura, ma che si collega anche agli obiettivi altrettanto strategici di Inditex per il 2026, ovvero continuare a lavorare “ogni giorno per offrire la migliore esperienza possibile ai nostri clienti, sia nei negozi fisici sia online”; e continuare a consolidare Zara come un marchio “che ha un impatto culturale rilevante a livello globale, più elevato che mai”.

In sintesi
  • Zara lancia "The Fold-er", una nuova sezione sulle sue piattaforme online concepita come una rivista digitale con contenuti curati da influencer e trendsetter.
  • Questa iniziativa mira ad arricchire l'esperienza di acquisto del cliente e a elevare l'immagine del marchio Zara, associandolo a figure influenti del mondo della moda.
  • Il lancio di "The Fold-er" è in linea con la strategia di Inditex per il 2026 di collaborare con figure di spicco della cultura e di offrire la migliore esperienza di acquisto possibile, sia nei negozi fisici sia online.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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