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Benetton prevede nuovi fondi per gli esodi volontari

Si è svoto giovedì scorso il confronto tra Benetton Group e le organizzazioni sindacali, dopo lo sciopero del 27 ottobre, presso la sede di Castrette di Villorba dei dipendenti Benetton per i contratti di solidarietà al 90%, fino a Natale. Il risultato del confronto, secondo quanto riportato dal Corriere della sera, edizione Veneto, sono stati 130 contratti di solidarietà al 50% (su 750 addetti) fino al 31 dicembre. L'incognita è il piano industriale, che il gruppo non ha ancora svelato.

Al tavolo mancava il ceo dell'azienda, Claudio Sforza, e il confronto si è svolto tra i direttori dello stabilimento e delle risorse umane, manager che, per loro natura, non titolati a chiarire gli interrogativi sul disegno industriale ancora riservato del top manager.

Stando a quanto riportato dall'edizione veneta del quotidiano di via Solferino, Benetton ha messo sul tavolo un budget che dovrebbe assicurare a chi vorrà presentare spontaneamente le dimissioni un gettone da 50mila euro lordi o, in caso di reddito annuo superiore, pari a quell’importo.

Chi deciderà di rimanere potrebbe essere spostato ad altri incarichi ma con un possibile demansionamento. La terza opzione prevista è rimanere con un contratto di solidarietà almeno al 50% per tutto il 2026, con le relative incognite sul futuro.

A partire da gennaio, intanto, dovrebbe partire un riassetto del gruppo che prevede la creazione di nuove branch aziendali, focalizzate su specifiche attività di business.


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