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Gucci: il CEO Bizzarri spiega come ha rivoluzionato il marchio

Scritto da Isabella Naef

14 nov 2016

Business

Come ha fatto Gucci a riprendere quota? Quanto ha inciso la scelta di un direttore creativo come Alessandro Michele?

A queste domande ha risposto giovedì scorso, a Milano, Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci. Nel suo intervento al convegno Pambianco Strategie di Impresa, che si è svolto alla Borsa di Milano, Bizzarri ha spiegato che la strada per trasformare Gucci nel brand più desiderato nel fashion business, ha comportato scelte di rottura con il passato come, appunto, l'addio anticipato a Frida Giannini che avrebbe dovuto lasciare la griffe a febbraio 2015 e l'incarico ad Alessandro Michele di realizzare la collezione uomo in soli cinque giorni.

Bizzarri: "Alessandro Michele si è presentato con i mocassini con il pelo e io ho pensato: questo deve essere bello matto"

"Negli ultimi due anni Gucci aveva perso quote di mercato in uno scenario di forte crescita", ha spiegato Bizzarri. Una situazione che, a fine 2014, ha portato il top management di Kering a optare per una strategia di disruption con un cambio alla direzione creativa, guidata da Frida Giannini, e manageriale, sostituendo il ceo di allora, Patrizio Di Marco, con Bizzarri.

"La scelta del direttore creativo nasce da questo. Abbiamo smaltito velocemente le collezioni della griffe che non volevamo più far vedere e poi ci siamo dedicati alla scelta del nuovo direttore creativo. Ho visto diversi candidati anche di grande livello ma senza che scattasse la cosiddetta scintilla. Poi il direttore del personale mi ha segnalato Michele, che era già nel team di Gucci. L'ho chiamato e il giorno dopo sono andato a prendere un caffè a Roma, a casa sua. Il caffè è durato quattro ore. Mi ha colpito subito perchè lui mi ha accolto con le loafer con il pelo e io ho immediatamente pensato "questo deve essere bello matto", ha raccontato Bizzarri.

Dopo qualche giorno il ceo della griffe fiorentina gli ha chiesto se se la sentiva di fare la collezione uomo di gennaio. "Mancava una settimana alla sfilata e lui ha accettato", ha detto Bizzarri. "Abbiamo buttato via tutta la collezione preparata e ho comunicato a Frida (Giannini, ndr) che dovevamo interrompere il rapporto anticipatamente".

"Nella scelta del direttore creativo è importante puntare su chi possa stare bene nel suo ruolo senza un ego che voglia sovrapporsi al ceo", ha aggiunto Bizzarri.

Inizialmente questo cambiamento non è stato capito nè apprezzato all'esterno. "Anche i social ci hanno fatto un po' di guerra, ma ho capito che avevamo svoltato quando abbiamo fatto la sfilata di maggio a New York", ha aggiunto il ceo di Gucci.

Una svolta positiva che prosegue ancora oggi: Gucci ha infatti confermato il successo della strategia impostata con un incremento del 17 percento delle vendite omogenee del terzo trimestre a quota 1,088 miliardi.

Il marchio fiorentino pesa oggi per oltre il 60 percento del giro d'affari complessivo del gruppo Kering. Per quanto riguarda le aree geografiche, l'azienda è cresciuta in Europa e Nord America (+22 percento) e in Asia (31 percento). In Giappone,invece, ha registrato una flessione del 9 percento.

Chi è Alessandro Michele

Michele, classe 1972, ha studiato all'Accademia di Costume e di Moda a Roma. Ha lavorato da Fendi come senior accessorie designer. Dal 2002 è in forze da Gucci e dal maggio 2011 è stato promosso ad "associate" dell'allora direttore creativo Frida Giannini.

Dal settembre 2014, inoltre, ha assunto il ruolo di direttore creativo Richard Ginori, marchio acquisito da Gucci nel 2013.

Foto: Gucci