A 13 anni dalla tragedia del Rana Plaza un incontro e una mostra a Milano, presso l'Hangar Bicocca
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Domani, 24 aprile, ricorrono 13 anni dalla tragedia del Rana Plaza, giorno in cui la fabbrica del Rana Plaza, a Dacca, in Bangladesh, crollò causando la morte di 1134 persone per la maggior parte donne, e ferendone altre migliaia.
Negli spazi espositivi delle Navate di Pirelli HangarBicocca, il 24 e il 25 aprile, sarà possibile rivedere Alla moda dal 1948, la mostra di Trama Plaza sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della manifattura italiana di tessile, abbigliamento e pelletteria.
Si tratta di una produzione Trama Plaza, associazione no profit fondata a Milano nel 2020 da Erica Brunetti e Marta Griso. Il collettivo di Trama Plaza è composto da attiviste, fashion designer, sarte, ricamatrici, formatrici, marketing manager, studiose, giornaliste, mamme e studentesse.
Il progetto è nato a Milano nel 2024 dall’opera Since 1948 di Irene Labella. Ricamando su una vecchia giacca da lavoro della Montedison gli articoli 4 e 36 della Costituzione italiana dedicati al lavoro, la stilista ha ispirato Trama Plaza nell’avviare un percorso che unisce moda, arte e diritti.
La mostra presenta sette divise da lavoro di aziende virtuose del made in Italy reinterpretate da designer di moda sostenibile attraverso un contest di upcycling, come manifesto di sostenibilità sociale e valorizzazione della filiera tessile.
Domani, venerdì 24 aprile alle 18, inoltre, al museo d’arte contemporanea Pirelli Hangar Bicocca, l’associazione no profit Trama Plaza ha organizzato l'evento “Tutto quello che avreste voluto sapere sulla moda, ma non avete mai osato chiedere”.
Si tratta di una conversazione pubblica organizzata in occasione dell’anniversario del crollo del Rana Plaza in Bangladesh. L'incontro consiste in una sessione di domande e risposte, il cui obiettivo è riunire esperienze diverse, invitando professionisti, esperti del settore e rappresentanti di brand virtuosi a rispondere alle domande del pubblico. Tra i partecipanti anche Simon Giuliani, Candiani global marketing director, Francesca Romana Rinaldi, direttrice Monitor for circular fashion Sda Bocconi e Marina Spadafora di Fashion Revolution Italia, ambasciatrice di moda etica nel mondo.
L’incontro si inserisce all’interno della retrospettiva “The House that Jack built” di Rirkrit Tiravanija, artista internazionale tra i principali esponenti dell’arte relazionale, la cui pratica mette al centro comunità, scambio e partecipazione attiva.
Cose è successo dal crollo del Rana Plaza a oggi
Tre settimane dopo il crollo, i sindacati IndustriAll Global Union e Uni Global Union si sedettero al tavolo con i marchi internazionali dell'abbigliamento. Ciò che negoziarono non era mai esistito prima nel settore: un accordo legalmente vincolante che rendeva i marchi direttamente responsabili della sicurezza nelle loro catene di fornitura.
L'Accordo del Bangladesh sulla sicurezza degli incendi e degli edifici (The Bangladesh accord on fire and building safety) entrò in vigore nel maggio 2013, firmato da 43 marchi provenienti da 13 Paesi. La sua logica era al contempo semplice e radicale: i marchi che traevano profitto dalla manodopera a basso costo in fabbriche lontane non potevano più esternalizzare la responsabilità di ciò che accadeva al loro interno.
Ciò che ne è seguito è stato un cambiamento misurabile e documentato. Ecco, stando ai dati di IndustriAll, alcuni dei risultati raggiunti finora: oltre 48mila ispezioni effettuate nelle fabbriche per verificare la conformità agli standard di sicurezza antincendio, elettrica, strutturale e delle caldaie; tasso di riparazione (remediation) dell'81% per le criticità riscontrate, oltre 2,5 milioni di lavoratori formati sulla sicurezza sul posto di lavoro, inclusa la prevenzione della violenza di genere. A questi numeri si sommano i 1.831 reclami risolti con successo attraverso meccanismi di reclamo vincolanti e i circa 12.632 lavoratori che fanno ora parte dei comitati per la sicurezza nelle fabbriche in Bangladesh.