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Dalle calzature alla maglieria: ecco alcuni marchi da tenere d'occhio a Pitti Uomo, in scena a Firenze fino a venerdì

Pantofola d'Oro festeggia 140 anni di storia, Aquascutum Active presenta una capsule con Societas ed Herno veste il viaggiatore urbano
Fiere
Pitti Uomo ospita oltre 750 marchi Credits: Cuoio di Toscana e Gerard 1969, L’Arte del mocassino
Scritto da Isabella Naef

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Apre i battenti questa mattina, a Firenze, Pitti Uomo, kermesse dedicata alla moda uomo, con oltre 750 marchi ( di cui il 47% esteri) che si presentano a una community sempre più internazionale che presenteranno le collezione per l'autunno inverno 26-27. Ecco alcuni dei brand da tenere d'occhio nei prossimi giorni. Aida Barni, storico marchio italiano di maglieria fondato nel 1978, presenta una selezione di capi uomo che racchiude e interpreta la filosofia della nuova collezione autunno unverno 2026-2027.

La collezione nasce da un’ispirazione letteraria autentica e prende il nome di Albertine, personaggio di Marcel Proust che incarna una bellezza naturale, istintiva e mai ostentata, fondato sull’idea di una semplicità misurata.

La palette cromatica si sviluppa attorno a tonalità pure e familiari come grigi contemporanei, l’iconico blu marino di Aida Barni, un caldo bianco burro e un mulberry profondo e invernale. Le forme evolvono verso vestibilità più rilassate, pensate per un'eleganza quotidiana e naturale. Materiali come cashmere bouclé e cashmere seta entrano in collezione introducendo una nuova idea di comfort anche nel guardaroba maschile. Il salone dà spazio anche ai marchi spagnoli.

Spain Fashion porta a Firenze 17 aziende spagnole del comparto moda

Icex España Exportación e Inversiones, infatti, confermano la propria partecipazione alla 109esima edizione di Pitti Immagine Uomo. Sotto il brand istituzionale Spain Fashion, saranno presenti 17 aziende spagnole del comparto moda, grazie a un'iniziativa realizzata in collaborazione con l'Ufficio economico e commerciale di Spagna a Milano. Icex è l'agenzia pubblica spagnola che promuove l'internazionalizzazione dell'economia nazionale.

Secondo l'ultimo Rapporto economico di settore, nel 2024 la moda ha rappresentato il 2,9% del prodotto interno lordo nazionale, tornando ai livelli pre-pandemici. Sul fronte occupazionale, il comparto conta 125.510 lavoratori, pari al 3,6% dell'occupazione nazionale. Il tessuto industriale è composto da 16.964 imprese, concentrate principalmente in Comunità Valenciana, Catalogna, Andalusia e Galizia, regioni chiave per abbigliamento, calzature e pelletteria.

"L’Italia continua a essere uno dei mercati strategici per la moda spagnola. Le aziende che partecipano a Pitti Uomo mostrano una capacità crescente di innovazione, sostenibilità e competitività, elementi che il pubblico italiano riconosce e apprezza", ha raccontato Carmen Balsa, console economica e commerciale di Spagna a Milano (in una intervista dello scorso giugno la console ha raccontato come Icex supporta le imprese spagnole che vogliono fare business sul territorio italiano).

Il 2025 conferma l'interesse strategico delle aziende spagnole per il mercato italiano: circa 800 imprese hanno partecipato a fiere nel Belpaese, molte con il supporto di Icex. Tra gli appuntamenti chiave figurano White, Micam, Milano Fashion and Jewels ed Expo Riva Schuh.

Tra i marchi spagnoli presenti alla Fortezza da Basso di Firenze, A Leyva, Natural Worls, El Pulpo, Victoria, Satorisan, Zampiere, Rey Pavon, Code 22, The Boston Brand.

La collezione Herno per l'autunno inverno 2026-2027 Credits: Herno

Al via la collaborazione tra Aquascutum Active e Societas

La kermesse fiorentina è anche l'occasione per presentare i progetti tra marchi. La collaborazione tra Aquascutum Active e Societas, il marchio fondato da Mirko Borsche, per esempio, nasce dall’incontro tra due visioni che condividono lo stesso codice culturale: il rispetto per l’heritage e la capacità di reinterpretarlo attraverso il linguaggio del presente.

Il risultato è una capsule che rappresenta uno dei primi progetti di Aquascutum Active sviluppati insieme a un designer di rilievo internazionale, riconosciuto a livello globale per aver ridefinito il rapporto tra calcio, moda e cultura visiva. Un dialogo autentico, che affonda le radici nell’identità britannica e la proietta in una dimensione contemporanea, tecnica e urbana.

Il progetto prende forma da un immaginario profondamente legato al calcio inglese, non come semplice disciplina sportiva, ma come fenomeno culturale. Con Societas, Borsche porta in Aquascutum Active un approccio colto e radicale: una visione che unisce precisione formale, profondità concettuale e una comprensione autentica della cultura calcistica come linguaggio globale.

Simbolo assoluto di Aquascutum Active, il trench viene ripensato attraverso materiali e costruzioni contemporanee. La silhouette iconica incontra un softshell accoppiato a pile, creando un capo tecnico ma sofisticato, progettato per la vita urbana moderna.

All’interno, termosaldature personalizzate riportano il logotipo Aquascutum Active, un dettaglio nascosto, quasi intimo, che rafforza il dialogo tra funzione e identità. Il risultato è un trench che conserva il suo peso storico ma parla il linguaggio del presente.

Tela Genova presenta capi essenziali

Tela Genova, invece, presenta la nuova collezione fall winter attraverso un racconto che affonda le proprie radici nella storia manifatturiera del porto di Genova e nella cultura del lavoro che ha dato origine a uno dei guardaroba maschili più autentici e duraturi.

L’armadio di Tela Genova nasce come un archivio ideale di capi essenziali, costruiti per resistere al tempo e all’uso, dove la materia diventa linguaggio e la sartorialità si intreccia con la funzionalità. Un omaggio ai codici che da sempre definiscono il brand: rigore, concretezza, eleganza silenziosa.

Il cotone, materiale simbolo di un’evoluzione democratica e continentale, attraversa l’intera collezione. Viene proposto nelle sue espressioni più strutturate, raccontando una storia fatta di tele robuste, mani artigiane e vestibilità pensate per accompagnare l’uomo contemporaneo nella quotidianità. Accanto alla consolidata capsule Saia 300F, debutta la nuova capsule Corduroy, che rafforza ulteriormente l’identità tessile di Tela Genova.

Il velluto a coste, tessuto storicamente legato al lavoro e alla vita portuale, ritorna come protagonista: il corduroy 500 righe tinto pezza, denso e resistente, richiama un passato fatto di utilizzi intensivi, di giacche e pantaloni indossati da marinai, operai e artigiani. Un materiale che, importato a Genova già dal XVIII secolo, è diventato parte integrante dell’abbigliamento urbano genovese, attraversando epoche e generazioni.

La proposta denim selvedge (chiamato anche cimosa è il bordo verticale del tessuto denim che impedisce alla parte finale del denim di srotolarsi), realizzata esclusivamente con telai a navetta e cotoni organici certificati Gots, riafferma il legame profondo del brand con l’origine del jeans. Dai cinque tasche ai marinai italiani, ogni capo riflette una continuità di linguaggio, oggi rafforzata da un attento lavoro su labeling, confezione e trattamenti.

Presente per la prima volta a Pitti Uomo, anche l'etichetta Kanuk. Fondata nel 1970 in un piccolo laboratorio di Montréal, Kanuk è nata dalla missione di creare capispalla pensati per il clima e lo stile di vita unici del Québec. Da oltre 50 anni, il marchio rimane profondamente legato alla comunità che lo ha plasmato, onorando le tradizioni locali, l’artigianalità e la joie de vivre che definisce la vita in Canada.

Il patrimonio di Kanuk è radicato nella qualità, nella durata e nella cura. Ogni capo riflette un’attenzione meticolosa ai dettagli, dall’approvvigionamento di materiali superiori al coinvolgimento diretto dei designer in ogni fase dello sviluppo.

La collezione Kanuk per il prossimo autunno inverno Credits: Kanuk

Sotto la guida del presidente Elisa Dahan, il marchio continua a evolversi da storica casa di capispalla a un vero e proprio marchio total look rivolto al mondo lifestyle, ispirato allo spirito della vita rurale canadese. Questo nuovo capitolo prende forma nella Heritage collection autunno inverno 2026, che amplia l’offerta ready-to-wear del brand con nuovi maglioni, set in maglia, modelli in lana, capispalla in velluto a coste e un uso maggiore della sherpa distintiva di Kanuk, pensata per completare i suoi iconici parka.

La palette riflette i paesaggi che definiscono la stagione: caldi toni della terra, verdi fogliati, marroni profondi e i dorati attenuati degli alberi canadesi in trasformazione. Queste tonalità naturali si abbinano a silhouette influenzate dalle attività invernali tranquille, dentro e fuori casa, capi progettati per il movimento, il comfort e i semplici rituali che rendono la vita nei mesi freddi qualcosa di istintivo.

Herno studia una collezione per un viaggiatore urbano

Tornando ai brand italiani, Herno immagina, per la collezione autunno inverno 2026, un viaggiatore urbano che attraversa con disinvolta eleganza città, paesaggi, temperature e impegni multipli pretendendo capi strutturati per cambiare ritmo con lui.

Tre universi narrativi: Origin, Advanced, Excellence, convergono in un’unica direzione: mettere la qualità del prodotto al centro e costruirvi attorno un guardaroba modulare pronto a interpretare un inverno dalle molte sfumature con un ampliamento dei pesi, dai più leggeri ai più avvolgenti, e rispondere a un’idea di outerwear inteso come alleato quotidiano.

Herno autunno inverno 26-27 Credits: Herno
Con l’arrivo del freddo torna il rito del piumino: l’iconico Herno 7 Denari introduce un nuovo trapunto e la collezione dedica un focus deciso alla categoria degli imbottiti. Tra le novità, un modello sportivo, essenziale, con cappuccio staccabile e patch d’archivio, e un piumino presentato nel colore “nero assoluto”, un nero particolarmente saturo e profondo.

Presente a Firenze anche Munich che presenta in anteprima la collezionefall winter 26. Tra heritage sportivo, materiali nobili e visione contemporanea, il brand catalano svela una proposta completa che abbraccia footwear, apparel e accessori. Questo approccio trova espressione nella Founder collection, capsule omaggio all’origine del marchio e alla figura del suo fondatore Lluís Berneda. ​Ispirata ai tre sport che hanno segnato gli esordi del brand, calcio, atletica e allenamento indoor, reinterpreta le silhouette storiche con materiali pregiati e una palette cromatica fedele alle prime referenze del marchio: off-white, nero e marroni intensi.

​Quattro i modelli protagonisti, rappresentativi del legame più profondo con la storia di Berneda, “un calzolaio che trasformò materiali nobili in icone sportive senza tempo”: Fosbury, ispirata ai modelli da atletica originali di Munich, presenta una suola dall’anima sportiva ripensata per l’uso urbano e tomaie in pelle concia vegetale o in combinazione nylon/pelle; Prevail è un richiamo all’allenamento indoor, si distingue per una suola con fascetta laterale reinterpretata fedelmente; Proud reinterpreta il modello Mundial con una suola proveniente dal mondo del “resoled”: una traduzione contemporanea degli stilemi calcistici tradizionali. Infine, Prayer è un ulteriore omaggio al modello Mundial, questa volta attraverso una suola futsal che porta su strada l’identità agonistica delle origini. Come gli altri modelli della capsule, presenta tomaia e fodera in pelle concia vegetale.

Dalla ricerca alla base della Founder collection, prende vita una offerta lifestyle ampia e trasversale.

Dall'outerwear tecnico, tra cui parka water-repellent, sailor jacket con zip termosaldate e light puffer ultraleggeri, alla maglieria e felpe, dove comfort urbano ed estetica sportiva si incontrano in materiali organici e finiture vintage; a pant e jogger dai fit contemporanei.

La collezione Munich per il prossimo autunno inverno Credits: Munich
La presentazione della collezione per il prossimo inverno coincide con una nuova fase strategica per il brand. Da ottobre 2025, infatti, Didier Grupposo è stato nominato general manager di Munich, portando con sé un profilo solido nel fashion e nel jewelry.

​Grupposo ha consolidato negli anni una forte esperienza nella gestione di espansioni globali e nel coordinamento di strutture operative complesse. Nel suo nuovo ruolo si concentrerà su efficienza operativa, crescita internazionale e allineamento delle principali aree strategiche, in stretta collaborazione con il ceo Xavier Berneda. Tra gli eventi fuori dalla Fortezza da Basso di Firenze, sede di Pitti Uomo, Cuoio di Toscana, consorzio attivo nella produzione di cuoio da suola, e Gerard 1969, shop fiorentino sinonimo di ricerca e contemporaneità, presentano, oggi 13 gennaio, L’Arte del mocassino, una capsule collection che racconta il valore del territorio attraverso il linguaggio dell’eccellenza manifatturiera.

Protagonista della capsule è l’evoluzione dell’iconico mocassino, che per questa collaborazione si ispira al classico penny loafer, archetipo senza tempo della calzatura maschile. Un modello essenziale e raffinato, reinterpretato con sensibilità contemporanea, attorno al quale ruota l’intero racconto dell’evento. La collezione, no gender, è declinata in nero e bordeaux, colori che esaltano la materia e la profondità del cuoio toscano.

La personalizzazione del mocassino passa anche attraverso il penny, simbolo del modello e firma di una lunga tradizione manifatturiera. A completare il progetto, l’introduzione di un nuovo elemento distintivo: un pin in metallo con il logo Cuoio di Toscana applicato sul tacco, dettaglio di design che rende la calzatura immediatamente riconoscibile e dialoga con l’iconica suola verde. Un segno destinato a definire l’identità delle future produzioni firmate Cuoio di Toscana.

“L’Arte del mocassino rappresenta per noi un manifesto: racconta ciò che siamo e ciò che vogliamo continuare a essere”, ha sottolineato, attraverso una nota, Antonio Quirici, presidente di Cuoio di Toscana. “Un consorzio che tutela e rinnova un sapere artigianale unico al mondo, valorizzando il territorio attraverso collaborazioni autentiche. Il pin sul tacco è un segno concreto di questa visione: un dettaglio che parla di identità, riconoscibilità e appartenenza, nel pieno rispetto della nostra tradizione".

Pantofola d’Oro festeggia a Pitti i suoi 140 anni di storia

Festeggia a Pitti 140 anni di storia, Pantofola d’Oro. In questo contesto l'etichetta rinnova ed evolve la collaborazione con Thebe Magugu che, per la stagione fall winter 26 si amplia includendo, accanto alle calzature, una proposta apparel.

“In 140 anni di storia, il calcio è sempre stato il cuore pulsante di Pantofola d’Oro. Non è solo sport, ma cultura, identità e connessione. La visione di Thebe Magugu traduce tutto questo in un linguaggio autentico e profondamente umano. Con la fall winter 26 celebriamo il nostro anniversario guardando al futuro, unendo calzature e apparel in un progetto che parla di inclusione, stile e condivisione”, ha detto Kim Williams, ceo di Pantofola d’Oro.

La capsule ruota attorno all’estetica e ai valori dello street soccer, fenomeno sociale e culturale, capace di generare appartenenza e riscatto, un linguaggio universale che attraversa continenti e storie personali.

Sul fronte footwear, protagonista resta il modello 540, derivato da una scarpa tecnica da calcio e reinterpretato in chiave lifestyle. La silhouette affusolata dal gusto leggermente retrò è valorizzata dal suede e dalla suola in gomma Vibram x Pantofola d’Oro, mentre la stringatura che avvolge la calzatura sotto la suola richiama l’archivio calcistico del brand. Il modello è proposto in più colorazioni, per uomo e donna.

Kanuk, fall winter 26-27 Credits: Kanuk
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