Denim Première Vision ha registrato 1900 visitatori
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Denim Première Vision, kermesse che è andata in scena a Milano il 20 e 21 maggio, ha registrato 1900 visitatori provenienti da oltre 700 aziende e in rappresentanza di 50 Paesi. Al salone erano presenti oltre 60 espositori top player. Qui il reportage della fiera pubblicato da FashionUnited il 22 maggio.
La prossima edizione è in agenda il 25 e 26 novembre.
"Questa stagione, Denim Première Vision ha dimostrato ancora una volta che la qualità prevale sulla quantità. In un contesto globale in cui l’industria evolve rapidamente e i profili dei visitatori si diversificano sempre più, abbiamo assistito a scambi di altissimo livello, a un forte impegno commerciale e a una presenza internazionale significativa per tutta la durata del salone", ha sottolineato, attraverso una nota, Fabio Adami Dalla Val, direttore del salone Denim Première Vision. "In particolare, il rinnovato dinamismo del mercato americano ha confermato un interesse crescente verso l’innovazione, il sourcing di alta gamma e le partnership ad alto valore. Più che puntare all’incremento dei numeri, la nostra ambizione è quella di coltivare connessioni di qualità, riunendo aziende visionarie, decision maker e leader creativi capaci di plasmare il futuro dell’industria del denim", ha aggiunto Adami Dalla Val.
Una delle novità presentate al salone è stato il progetto Underrated. Al centro dell’iniziativa, una collezione di capi ideata da Kristian Guerra in collaborazione con alcuni espositori di Denim Pv, tra cui partner di primo piano come Jrc Reflex, Gruppocinque, Sarp Jeans, Chottani Industries, Geocot, Sharabati, Japan Blue, Caitac Denim, Haseller, Isko, Officina39, Ykk, Bap Group, realizzata utilizzando i loro tessuti di alta gamma e le rispettive filiere produttive specializzate.
Questa sinergia ha dato vita a uno spazio concettuale unico, in cui i visitatori hanno potuto esplorare l’innovazione sia come performance tecnica sia come linguaggio creativo.
"Underrated ci ha permesso di dimostrare come la chimica tessile possa diventare un vero catalizzatore della creatività. Durante il salone, abbiamo riscontrato un forte interesse da parte dei visitatori che, attratti dal risultato finale dei capi, desideravano comprendere l’innovazione che si cela dietro ogni realizzazione", ha affermato Andrea Venier di Officina39.
Un altro momento di rilievo dell’evento è stato il progetto collaborativo "Three collections, one vision", ideato da Adriano Goldschmied, il padrino del denim scomparso lo scorso aprile. Nato dalla partnership tra Pioneer Denim e Soko, il progetto è stato un omaggio collettivo alla figura che ha contribuito a definire i codici del denim contemporaneo.
Più che un semplice esposizione, si è trattato di un’esperienza immersiva che ha esplorato il tessuto, l’innovazione nei trattamenti di lavaggio, le texture, il savoir-faire artigianale e il design senza tempo, in cui ogni collezione raccontava un capitolo di una stessa visione.