Denim Première Vision: le novità su stampa digitale, finissaggio, texture, efficienza dei processi e colore
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Innovazione sostenibile, colore, stampe, tecnologia, laser e tanta passione: la nona edizione milanese di Denim Première Vision ha portato nella capitale italiana della moda tutte le novità e le tendenze per l'autunno inverno 27–28. A caratterizzare il salone che si è svolto il 20 e 21 maggio, al Superstudio Più di via Tortona, la competenza e la passione degli espositori, i big del denim, da Isko a Tonello, da Soko a NextPrinting, da Officina39 a Mic, e la commozione sentita per la recente perdita del padrino del denim, Adriano Goldschmied, a cui è stata dedicata un'area della fiera dove sono stati raccolti alcuni dei capi e dei progetti da lui realizzati negli ultimi tempi. Le sue innovazioni rivoluzionarie nel campo del denim (alcune ci sono state raccontate in questa intervista dello scorso marzo) continuano a vivere e a svilupparsi nel mondo del denim anche dopo la sua scomparsa.
La stampa digitale i contrasti materici e le lavorazioni evolute di NextPrinting
"Ci siamo visti diverse volte, era molto interessato a tutte le innovazioni legate alla stampa", racconta Philippe Mignot, project manager di NextPrinting, ricordando Adriano Goldschmied.
A Denim Première Vision, Acm, storica azienda di Grumello del Monte, e NextPrinting hanno presentato una ricerca dedicata alle possibilità espressive del denim attraverso stampa digitale, contrasti materici e lavorazioni evolute.
Prosegue anche la sperimentazione sul tema denim e pelle, attraverso l’incontro di materiali ibridi e contrasti tattili. Dopo le novità della scorsa stagione che hanno introdotto pelle stampata effetto denim e stampe su cotone con flock in polvere di pelle riciclata laserato, la nuova proposta presenta canvas di cotone stampati denim con sorprendenti finissaggi mano pelle, capaci di alterare la percezione visiva e materica del tessuto.
Inoltre, dall'incontro tra stampa digitale e materiali sintetici è nato TechDenim: una membrana di poliuretano applicata tra pelle riciclata e stampata che porta l’estetica denim in contesti sempre più tecnici, fino all’outerwear e alle piste da sci.
A Denim Première Vision ha esordito la collaborazione con Shaft Jeans, il brand made in Italy di denim di alta gamma che ha sviluppato una tuta in tessuto tecnico con stampa digitale piazzata, pensata per creare un effetto trompe-l’oeil denim. A prima vista il capo richiama l’aspetto di un jeans, ma in realtà è realizzato con un materiale tecnico altamente performante. Il tessuto utilizzato è un termico indemagliabile, garzato internamente con una microfibra ultrasoft bielastica.
Soko Shadow, una soluzione progettata per creare un effetto di tintura sofisticato
Tra le altre novità degli oltre 60 espositori (60% tessitori, 20% confezionisti e 20% accessori, tecnologie e servizi) della kermesse, patrocinata dal Comune di Milano, Soko, azienda attiva nelle soluzioni chimiche sostenibili per l'industria tessile, ha presentato Soko Shadow, una soluzione progettata per creare un effetto di tintura sofisticato e di tendenza, dall'identità decisamente vintage.
Applicabile a una vasta gamma di tessuti, dal pronto per tinta al denim classico, la soluzione si deposita naturalmente attorno a cuciture e tasche. Questo processo crea un'esclusiva profondità multi-tono grazie alle sue avanzate proprietà di migrazione e riserva di tintura, eliminando di fatto la necessità di utilizzare sostanze chimiche di scarico pericolose.
Al salone, Soko ha anche svelato "Three collections. One vision", un'installazione immersiva che nasce da una triade creativa insieme al leggendario designer Adriano Goldschmied e a Pioneer Denim.
Il progetto ha dato vita a tre capsule collection nate dall'estetica iconica di Goldschmied, dai tessuti premium di Pioneer e dalle tecnologie di finissaggio Soko più avanzate e a basso impatto.
Mettendo la chimica responsabile al centro dell'evoluzione del capo, Soko ha dimostrato come il giusto trattamento possa trasformare tessuti di pregio in opere d'arte sostenibili. Più che una semplice esposizione, questo spazio vuole essere un hub di dialogo per l'intero settore, a dimostrazione del fatto che il futuro del denim risiede nella perfetta sinergia tra design visionario e innovazione consapevole.
Con The Laser 2.0 Tonello ricrea effetti di graffiatura realistici, segni di usura, baffi e pieghe
Tra gli espositori anche Tonello che ha presentato Denim illusion, una collezione che mette in discussione la percezione e sfuma i confini tra ciò che si vede e ciò che si sente.
A prima vista sembra denim: sbiadito, vissuto, segnato dal tempo. I dettagli come baffi, pieghe, abrasioni e rotture raccontano storie di utilizzo. Ma guardando meglio, toccando, l’illusione si rivela. Non è denim. È qualcos’altro che ne cattura il sapore, gli effetti e le sfumature, restituendo l’estetica autentica del denim vissuto.
I capi diventano il terreno di questa trasformazione e si sviluppano tra l’indaco e tonalità naturali e terrose, esprimendo una palette autentica e radicata, al tempo stesso familiare e inaspettata.
La magia sta nel finissaggio, e parte proprio dal colore.
Con DyeMate, infatti, i capi vengono tinti in indaco attraverso un processo controllato a bassa temperatura, creando una base uniforme che reagisce in modo naturale ai trattamenti successivi. Accanto ai capi indaco, la collezione include anche capi pronti per tinta trattati con Sulfur essence, un processo in cui coloranti allo zolfo e indaco si combinano per ricreare l’aspetto del denim scaricato e sovratinto.
Con The Laser 2.0, Tonello ricrea effetti di graffiatura realistici, segni di usura, baffi e pieghe, trasformando la precisione in espressione. L’ozono completa il trattamento: il processo brevettato Obleach consente di ottenere autentici effetti bleach senza l’uso di sostanze chimiche pericolose, mentre l’ozono statico, attraverso l’armadio O-zone, crea scoloriture localizzate, effetti sunfading e degradé, donando profondità e movimento a ogni capo.
Per Mic il colore è il risultato di una osservazione rigorosa e di un dialogo continuo con il mercato
Dal tessuto al filo: Mic spa, Manifattura italiana Cucirini, ha portato in fiera il progetto "Collect your colors", un’iniziativa nata per trasformare il colore da semplice informazione visiva a vera esperienza materica e sensoriale. In fiera, i visitatori potevano raccogliere fisicamente i 12 colori trend della stagione autunno inverno 2027-28 per portarli con sé, combinarli e scoprirli attraverso il filo, che diventa così uno strumento concreto di ricerca e progettazione dedicato a designer, brand e creativi.
"La nostra realtà è specializzata nella produzione di filati per cucito, ricamo e maglieria, il colore rappresenta da sempre un patrimonio tecnico e culturale: non un semplice esercizio stilistico, ma il risultato di una osservazione rigorosa e di un dialogo continuo con il mercato", ha spiegato Tommaso Cumerlato, co-amministratore delegato di Mic spa. La palette autunno inverno 27-28 nasce infatti dall’incontro tra dati reali di vendita, competenze cromatiche interne, studio dei trend internazionali e partecipazione a seminari dedicati all’evoluzione del panorama contemporaneo. “Non creiamo trend moda”, ha aggiunto “ma osserviamo come il colore cambi insieme alle persone, ai loro bisogni e al contesto sociale in cui vivono”.
Nel dettaglio, l'utunno inverno 2027-28 evolve verso colori profondi, consapevoli e identitari. Nascono cinque Hero colors, ognuno espressione di un diverso modo di affrontare il presente.
Nel 2026 Mic celebra i suoi 50 anni di attività, rafforzando il proprio impegno verso l'innovazione, il territorio e la filiera di prossimità attraverso una visione che unisce heritage manifatturiero, ricerca tecnica e cultura del fare italiano. Tra i progetti recenti figura Gelseta, sviluppato in collaborazione con l'Università degli Studi di Verona per il recupero della filiera della seta locale, insieme all’espansione della gamma di filati elastici Extè, oggi consolidata e riconosciuta sul mercato.
La collezione fall winter 27-28 di Isko ruota attorno a colore e texture
E' costruita attorno a tre elementi chiave: colore, texture e tocco, la collezione fall winter 27-28 di Isko. Al centro della stagione si colloca Supreme colors, un concetto che rappresenta la forte competenza di Isko nell'innovazione del colore, offrendo un universo cromatico ampio e versatile attraverso diverse categorie di prodotto. Valorizzata da un forte carattere del filato, proprietà di sbiadimento rapido e tecniche di finissaggio compatibili con il laser, la gamma offre una profondità visiva ad alta definizione e autentici effetti denim vissuti.
Partendo da questa forte narrativa cromatica, Iconic craft trasforma la texture in un elemento creativo determinante. Trattamenti superficiali distintivi, strutture a strati e finissaggi evoluti creano tessuti audaci e tattili che spaziano da una raffinata autenticità a un'estetica più sperimentale e di ispirazione techno. Tra le capsule collction figura City glam 2.0 basata su una nuova esplorazione del denim attraverso una sofisticata prospettiva urbana. La capsule introduce finiture lucide e opache che donano una discreta lucentezza e una raffinata eleganza, preservando al contempo l'identità autentica del denim. Bilanciando il glamour contemporaneo con la praticità quotidiana, la capsule offre una proposta di moda moderna e versatile, pensata sia per l'abbigliamento urbano, sia per lo styling più d'avanguardia. Il risultato, infatti, è un tessuto denim morbidissimo, leggero e impalpabile adatto a pantaloni scivolati e abiti fluidi.
Chino’s utility è un'altra delle capsule presentate che reinterpreta l'estetica classica del chino attraverso una lente contemporanea e casual. I capi essenziali in blu navy e beige si arricchiscono di moderne direzioni cromatiche, superfici strutturate e costruzioni di tessuto raffinate che combinano eleganza, praticità e adattabilità quotidiana.
Accanto alla collezione principale è stata presentata in fiera anche Isko Luxury by Pg presenta Ha, Human art, una nuova esplorazione creativa incentrata sull'artigianato e sull'espressione artistica nell'era dell'intelligenza artificiale. Concepita da Paolo Gnutti, la collezione segna un ritorno alla creatività manuale, enfatizzando la tecnica umana, la sperimentazione dei materiali e il design emozionale.
Isko Luxury by Pg prnderà parte anche al programma educativo di Denim Première Vision sviluppato in collaborazione con l'Istituto Marangoni. Attraverso workshop dedicati e attività rivolte agli studenti, l'iniziativa punta a favorire lo scambio tra l'innovazione industriale, i talenti emergenti e la prossima generazione di creativi della moda.
Officina39 presenta soluzioni per l'efficienza dei processi e ripensa le routine industriali
Puntano sull'efficienza dei processi, sulla flessibilità creativa e sulla capacità di ripensare le routine industriali consolidate le novità presentate da Officina39.
L'azienda, infatti, ha portato la tintura reattiva modulare a bassa temperatura e una nuova visione dell'efficienza alla kermesse milanese. In particolare, sono stati presentati il candeggio, la tintura e la saponatura modulari a bassa temperatura, effetti ibridi tessuto-capo, tecnologie di sostituzione del permanganato di potassio e nuove prospettive per il settore.
Il sistema apre inoltre una nuova frontiera creativa e tecnica estendendosi dalla lavorazione del tessuto a quella del capo finito. Ciò consente a lavanderie e brand di creare effetti inediti basati su tinture reattive, inclusi look acid wash ad alto impatto a partire da coloranti reattivi. Officina39 rende così possibili flussi di lavoro ibridi che collegano la tintura del tessuto e il finissaggio del capo all'interno di una logica di design e produzione più ampia.
L'azienda ha messo a punto anche Zero.Pp All.In, una soluzione per la sostituzione a costo zero del permanganato di potassio nel finissaggio del denim. Officina39, infatti, ritiene che il settore del denim stia approcciando una svolta storica, in cui il permanganato di potassio sarà progressivamente escluso dai processi produttivi. La soluzione proposta risponde a questa transizione con un'alternativa efficiente, scalabile ed economicamente sostenibile, progettata per l'adozione industriale.