Milano Unica apre oggi a Milano con qualche polemica

Nessun dialogo e maggiore intransigenza nei confronti di chi pratica la contraffazione; necessità di fare davvero sistema, mettendo da parte gli interessi dei singoli: "ci vuole un senso agonistico che qui manca ancora, bisogna essere più cattivi e puntare agli obiettivi". Milano Unica, la fiera che ha aperto oggi i battenti a Milano, ha dato voce a qualche polemica come è emerso questa mattina dalle parole di Claudio Marenzi, presidente di Sistema moda Italia e dell'azienda Herno. Il riferimento è alle occasioni perse, come quella di fare una grande fiera in stile PremièreVision, oppure alla mancata capacità di combattere con fermezza il fenomeno della contraffazione alimentato da giganti dell'ecommerce come Alibaba e, in particolare, dalla sua piattaforma Taobao.

La contraffazione, come ha poi ribadito il neo presidente di Milano Unica, Ercole Botto Poala, deve essere punita e deve essere anche chiaro che tutti dobbiamo fare la nostra parte per fare valere un'etichetta che ci rende eccezionali come quella del made in Italy. Il presidente della kermesse che andrà in scena a Milano fino all'11 febbraio, ha poi annunciato il trasloco dalla fiera di Milano al Centro fieristico di Rho Fiera Milano, a partire dal prossimo settembre.

Milano Unica trasloca al Centro fieristico di Rho dal prossimo settembre

"Andiamo a Rho ma vogliamo invadere la città di Milano. Milano unica non deve rimanere chiusa in se stessa, noi vogliamo essere competitivi, Milano unica deve essere un hub, deve diventare un evento corale senza stravolgere le singole individualità", ha sottolineato Botto Poala.

Claudio Marenzi: nessun dialogo con chi fa contraffazione

La 22esima edizione della fiera conta 371 espositori contro i 361 di febbraio 2015. Gli espositori esteri sono 72 a cui si aggiungono i 40 e i 13 degli Osservatori, rispettivamente, di Giappone e Korea Il totale generale è dunque di 424 contro i 399 espositori totali registrati 12 mesi fa (+ 6 percento).

Milano Unica apre oggi a Milano con qualche polemica

Stando ai dati diffusi in apertura del salone italiano del tessile-accessori, inoltre, l’andamento delle esportazioni per singoli mercati, nei primi 10 mesi del 2015, secondo le stime elaborate dal Centro Studi di Sistema moda Italia, il fatturato della tessitura italiana nel 2015 dovrebbe flettere nella misura del -2,2 percento, scendendo a 7,8 miliardi di euro rispetto ai quasi 8 miliardi di euro del 2014.

Cina (+9,6 percento), Hong Kong (+8 percento) e Usa (+16 percento), con la loro crescita, nel periodo gennaio-ottobre 2015, concorrono a portare in area positiva l’aumento delle esportazioni verso i Paesi extra UE (+0,4 percento), che incidono per il 48 percento sul totale delle esportazioni, a fronte di una flessione quasi generalizzata delle esportazioni verso i 28 Paesi della Unione Europea.

Assieme Cina e Hong Kong, con 302 milioni di euro in valore, insidiano il primo posto della Germania (304 milioni di euro in valore) nella classifica dei primi 15 Paesi verso i quali si indirizza l’export dei tessuti made in Italy.

La bilancia commerciale della tessitura rimane sui livelli del 2014 con un attivo di circa 2,3 miliardi di euro, frutto del maggior calo delle importazioni (-2,6 percento) rispetto alle esportazioni (-2,4 percento) il cui valore è stato di oltre 4,3 miliardi di euro.

Il surplus della tessitura concorre, comunque, per il 26,7 percento del saldo commerciale della filiera tessile-moda, pur pesando solo per il 14,8 percento sul fatturato complessivo.

 

Notizie correlate

ALTRE STORIE

 

ULTIMI LAVORI

 

PIÙ LETTO