A Prato, in una ditta tessile, operai al lavoro sette giorni su sette: scattano cinque arresti
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Sfruttamento del lavoro ancora nel mirino della Procura della Repubblica di Prato. Al centro dell'indagine persone che lavoravano tredici ore al giorno, sette giorni su sette con dieci minuti di pausa, per poi riprendere le attività di cucitura o di stiro. Come si legge in una nota, il procuratore Luca Tescaroli, ha emesso cinque misure cautelari personali e di decreto di sequestro preventivo, nei confronti di imprenditori cinesi. Qualche mese fa, sempre a Prato, era stato scoperto un laboratorio di confezionamento di capi di abbigliamento con lavoratori privi di permesso di soggiorno.
L'ultimo provvedimento, invece, risale al 13 ottobre.
"A seguito di richiesta di quest'ufficio, il Giudice per le indagini preliminari di Prato ha applicato simultaneamente le misure cautelari del divieto di dimora nella provincia di Prato e del divieto temporaneo di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di dodici mesi, nei confronti di due imprenditori cinesi occulti dell'impresa individuale confezione Orchidea: un uomo di quarantuno anni e una donna di trentanove anni, entrambi provenienti dallo Zhejiang", si legge nel provvedimento.
I due imprenditori sono anche destinatari della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di dodici mesi, unitamente ad altri tre cittadini sinici sempre provenienti dalla provincia dello Zhejiang, uno dei quali di trentotto anni, amministratore formale e legale rappresentante dell'impresa oggetto d'indagine e gli altri due, un uomo di sessantanove anni e una donna di sessantaquattro anni, collaboratori familiari dei due imprenditori occulti.
I delitti contestati sono lo sfruttamento del lavoro e l'intermediazione illecita
I delitti contestati, oggetto della misura cautelare emessa, sono lo sfruttamento del lavoro e l'intermediazione illecita, nonché l'impiego di manodopera clandestina priva di permesso di soggiorno.
Le condotte poste in essere dai due imprenditori sinici vedono coinvolti almeno otto lavoratori, sette cinesi e un cittadino pakistano. Le condotte sono state registrate a partire almeno dal novembre 2023. Gli esiti delle investigazioni hanno provato che i due imprenditori cinesi, anche mediante l'ausilio di prestanome, gestiscono un'impresa di stireria, nella quale impiegano otto lavoratori, tutti privi di regolari contratti di lavoro e uno anche irregolare sul territorio nazionale, che sono costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento, in violazione delle retribuzioni e degli orari previsti dalla contrattazione collettiva, tutti i giorni della settimana, senza giorni di riposo e con brevissime pause per consumare i pasti sul posto di lavoro (circa 10 minuti).
Rilevata una pericolosa condizione di promiscuità vita/lavoro
L'investigazione, prosegue la nota, ha anche evidenziato il clima di insicurezza della confezione Orchidea, pressa la quale, durante uno dei controlli ispettivi, è stata anche rilevata una pericolosa condizione di promiscuità vita/lavoro. Nascoste da pile di scatoloni, sono state rinvenute strutture fatiscenti, costruite mediante apposizione di cartoni e materiale legnoso (peraltro, facilmente combustibile), adibite a camere da letto. I loculi, del tutto privi dei requisiti minimi di abitabilità, erano anche asserviti da apparecchiature alimentate elettricamente, collegate a prese multiple sovraccariche, con conseguente incremento del rischio di incendio.
Inoltre, le attrezzature di lavoro presentavano carenze manutentive, essendo sprovviste dei necessari elementi di protezione atti a impedire i contatti accidentali tra macchina e operatori. I lavoratori, invece, sono risultati essere privi della necessaria formazione e pertanto adibiti allo svolgimento della mansione specifica senza essere stati adeguatamente informati e formati in merito ai rischi specifici e alle relative misure preventive e protettive.