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Accord on Fire and Building Safety: terzo anniversario

Scritto da Isabella Naef

19 mag 2016

Moda

Domenica scorsa, the Accord on Fire and Building Safety in Bangladesh ha celebrato il suo terzo anniversario e i risultati raggiunti. Nato il 15 maggio del 2013 con soli 19 marchi e due sindacati dei lavoratori, oggi l'accordo conta più di 210 aziende firmatarie e copre circa 1661 fabbriche e due milioni di lavoratori.

Le aziende italiane che hanno sottoscritto l'accordo sono Artsana (Chicco, Prenatal), Benetton, Gruppo Coin Ovs, Teddy spa. A livello internazionale figurano, tra le altre, anche Adidas, Fast Retailing, Esprit, Puma, Inditex, Mango, Abercrombie & Fitch, Accolade Group (Accolade Usa Inc, Levelwear) American Eagle Outfitters e Pvh.

Questo accordo nasceva dopo il disastro del Rana Plaza del 24 aprile 2013. Tragedia che causò la morte di oltre 110 persone. Qualche settimana fa, Migliaia di operai hanno manifestato per chiedere giustizia.

Grazie all'Accord on Fire and Building Safety in Bangladesh, dal novembre 2013, circa 1550 stabilimenti industriali sono stati ispezionati

Va detto che l'intesa è un'iniziativa autonoma che punta ad accordi tra marchi del settore moda e tessile e le associazioni dei lavoratori per garantire a questi ultimi un ambiente di lavoro sano e sicuro, dove le persone non debbano temere incendi, crolli o altri incidenti che possano pregiudicare le loro salute o mettere in pericolo la loro vita.

Report trimestrali e annuali, newsletter e comunicati stampa informano giorno dopo giorno sullo stato dell'arte dei lavori

"Il nostro obiettivo è di provvedere ad ambienti di lavoro dove i lavoratori non debbano avere paura degli incendi, del crollo di palazzi o di altri incidenti che si possano prevenire con ragionevoli misure di sicurezza e salute", recita chiaramente nello statuto l'Accord on Fire and Building Safety in Bangladesh.

L'accordo ha fissato anche delle regole in termini di trasparenza e prevede che ogni anno sia pubblicato un report con il dettaglio dei lavori in progress, ossia lo stato dell'arte della messa in sicurezza delle fabbriche, gli obiettivi raggiunti e quelli ancora pendenti. Ogni mese sono pubblicati report sullo stato degli impianti elettrici, delle misure antincendio al termine delle ispezioni. Report trimestrali, meeting dell'advisory board, comunicati stampa e newsletter documentano lo stato di avanzamento dei lavori giorno dopo giorno.

Si tratta di un grosso passo in nome della trasparenza da parte dei marchi internazionali che si approvvigionano sul territorio e in nome della sicurezza dei lavoratori. Solo tre anni fa era difficilissimo fare ammettere a un qualsiasi marchio di avere fornitori in Bangladesh.

Numeri alla mano, dal novembre 2013 circa 1550 stabilimenti industriali sono stati ispezionati per gli impianti antincendio e la sicurezza degli impianti elettrici e circa 75 fabbriche sono state incluse nella lista delle ispezioni che partiranno a breve. Approssimativamente circa il 60 percento dei problemi identificati grazie alle ispezioni iniziali sono stati segnalati o riparati.

Foto: Bangladeshaccord.org