Accord on fire in Bangladesh: 142 le aziende risanate

A cinque anni di distanza dalla tragedia del Rana Plaza, a Dacca, in cui morirono oltre 1138 persone, l'Accord on Fire and Building Safety in Bangladesh, siglato il 15 maggio del 2013, fa il punto sulle misure adotatte per tutelare i lavoratori e per la messa in sciurezza delle fabbriche.

L'Accordo è stato a oggi firmato da più di 200 marchi di abbigliamento in 20 Stati. Le aziende italiane aderenti sono Artsana (Chicco, Prenatal), Benetton, Gruppo Coin / Ovs, Teddy S.p.A. Le francesi sono Auchan, Camaieu, Carrefour, Chantal SAS Cmt Windfield, E Leclerc, Emc Distribution, Groupe Casino Ltd e Monoprix.

La settimana scorsa è stato pubblicato il report trimestrale da cui è emerso che il tasso generale di avanzamento della riparazione dei problemi di sicurezza identificati nelle ispezioni iniziali ha raggiunto l'84 percento.

Per il report di Accord on Fire and Building Safety in Bangladesh permangono importanti problemi di sicurezza

Il risanamento è vicino al completamento in 767 stabilimenti che hanno completato più del 90 percento degli interventi indicati. Sono 142 le fabbriche che hanno completato tutte le riparazioni dalle ispezioni iniziali, di cui 14 hanno risolto tutti i problemi, compresi quelli più recentemente individuati.

Pur evidenziando questo significativo progresso, si legge nel rapporto, "permangono importanti problemi di sicurezza potenzialmente letali in troppe fabbriche e devono essere risolti con urgenza. Questi problemi riguardano inadeguate uscite antincendio, allarmi e sistemi antincendio inadeguati ed eccezionali lavori di adeguamento strutturali.

L'Accordo monitora il completamento del risanamento nelle oltre 1600 fabbriche del territorio grazie al lavoro di 100 tecnici dello staff che effettuano fino a 500 controlli di follow-up ogni mese.

Ogni la fabbrica coperta dall'Accordo viene ispezionata all'incirca ogni tre o quattro mesi.

Lo scoros settembre la giustizia del Bangladesh, ha condannato il proprietario del Rana Plazaluogo che è stato teatro, il 24 aprile del 2013, di uno degli incidenti sul lavoro peggiori della storia, a tre anni di prigione per corruzione.

Si tratta di una accusa distinta da quella che lo coinvolge nell'inchiesta per la morte di oltre 1130 persone decedute durante l'incendio nello stabilimento alla periferia di Dacca. Accusato di non avere dichiarato il suo patrimonio personale alla commissione anti corruzione, Sohel Rana è stato condannato alla pena massima per questo reato.

Sohel Rana e gli altri 37 coimputati nel dossier della tragedia del Rana Plaza potrebbero rischiare la pena di morte se fossero riconosciuti colpevoli di aver causato la morte degli operai. La data del processo non è ancora stata fissata.

Foto: Bangladeshaccord.org