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Al via oggi la settimana della moda donna di Milano, tra i debutti Chiuri da Fendi che sarà bersaglio delle proteste degli animalisti

Occhi puntati anche sui marchi Cavia, Dennj, Domenico Orefice, Marco Rambaldi, Saman Loira
Moda
Prada donna Fw 24-25 Credits: Prada
Scritto da Isabella Naef

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Parte oggi, con l'apertura del Fashion hub dedicato ai giovani talenti, la settimana della moda donna di Milano. Stasera al via anche il Festival di Sanremo. Il made in Italy, canoro e della moda, quindi, è protagonista del palcoscenico e raccoglie il testimone dei Giochi Olimpici che si sono appena conclusi.

La nuova generazione di designer potrà beneficiare anche dell'iniziativa di Camera Moda fashion trust, organizzazione no-profit fondata da Camera della moda che lancerà, nei prossimi giorni, sul proprio sito web il bando per la sesta edizione del Camera moda Fashion trust grant a cui è possibile candidarsi fino al 10 aprile.

La fashion week in scena da oggi fino al 2 marzo, prevede 186 appuntamenti totali: 54 sfilate fisiche e 6 digitali, 89 presentazioni di cui 9 presentazioni su appuntamento e 37 eventi.

Ann Demeulemeester sarà presente per la prima volta in calendario con un evento

Questa edizione vedrà il debutto di nuovi direttori creativi: Maria Grazia Chiuri per Fendi (la sfilata è in calendario il 25 febbraio, nel pomeriggio), e Meryll Rogge per Marni (fashion show in agenda il 26 febbraio, nel tardo pomeriggio).

Inoltre, il 27 febbraio, venerdì, ci sarà la prima sfilata di Demna Gvasalia per Gucci.

Emporio Armani, il 26 febbraio, presenterà per la prima volta la collezione donna-uomo, sotto la direzione creativa di Silvana Armani e Leo Dell’Orco.

Ann Demeulemeester sarà presente per la prima volta in calendario con un evento.

Mercoledì 25 febbraio Afro Fashion association presenterà la seconda edizione di “Communities at work”, pensato per stimolare l’incontro tra nuove generazioni di talenti e figure chiave dell’industria creativa.

Durante questa Milano Fashion week Camera moda fashion trust collaborerà con The Core, che il 25 e il 28 febbraio, ospiterà nella propria lounge le presentazioni di Moja Rowa e Saman Loira Saman Loira, finalisti dell’iniziativa Grant 2025.

“La Milano fashion week women’s collection di febbraio 2026 racconta una fase di grande rinnovamento creativo, segnata da debutti, nuovi brand e importanti cambiamenti nelle direzioni artistiche, confermando il ruolo centrale di Milano come piattaforma internazionale della moda. È un’edizione che, inserendosi a fianco dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, mette in relazione moda, cultura e dialogo internazionale, rafforzando il ruolo di Milano come città capace di accogliere e interpretare il cambiamento", ha sottolineato, attraverso una nota, Carlo Capasa, presidente Camera nazionale della moda italiana.

Tornando alle promesse della moda italiana, Fashion hub ospiterà per questa edizione i progetti Future threads: Italy’s New wave e New gen, New ethos, curati da Sara Sozzani Maino, Cnmi international new talent and brands ambassador, e l’installazione dell’artista Sara Leghissa “Not for free”.

Future Threads: Italy’s New wave è una mostra che esplora i creativi italiani d’avanguardia che stanno ridefinendo l’essenza del made in Italy. Il progetto presenta a ogni edizione nuovi designer e artigiani che fondendo tradizione, innovazione e responsabilità, stanno tracciando un futuro audace per la moda.

I brand coinvolti nel progetto sono: Cavia, Dennj, Domenico Orefice, Giuseppe Buccinnà, Lessico Familiare, Marco Rambaldi.

Il brand Cavia è stato fondato da Martina B. per trasmettere autenticità, immaginazione e i più alti standard dell’artigianalità made in Italy, unendo questi valori a un autentico impegno nei confronti del pianeta.

Dennj porta nel suo lavoro i valori del territorio d’origine, l’Emilia-Romagna, un luogo in cui il gesto artigianale e il tempo misurato sono parte del vivere quotidiano. Le sue creazioni nascono dall’incontro tra tradizione sartoriale, ricerca sui materiali e attenzione per il corpo. Dal 2019 la sua produzione si concentra sul su misura, inteso come espressione autentica di identità e relazione.

Fondato nel 2022 a Firenze, Domenico Orefice esplora un universo duale tra reale e virtuale. Le collezioni fondono sportswear, tailoring e artigianalità made in Italy, con un’estetica contemporanea e nomade guidata da innovazione, qualità, sostenibilità e inclusività globale.

Giuseppe Buccinnà si colloca in un territorio di confine tra progetto, struttura e visione estetica. Il lavoro nasce da una matrice analitica, in cui il pensiero ingegneristico e la sensibilità visiva convergono in un linguaggio essenziale e misurato. La moda, nella pratica di Buccinnà, si configura come spazio di sintesi tra rigore tecnico e armonia formale, tra funzione e percezione.

Il brand Marco Rambaldi, nato a Bologna nel 2017, unisce inclusione, upcycling e gender bending. Specializzato in maglieria e crochet, lavorazioni uniche e sostenibili, il brand reinterpreta il made in Italy valorizzando memoria, creatività e recupero del passato per costruire il futuro.

Il progetto New gen, New ethos vedrà le presentazioni dei brand coinvolti alternarsi per tutta la settimana. Il progetto mette in luce una nuova generazione di creativi che sta ridefinendo i valori del design, della moda e della cultura. Tra i brand coinvolti nel progetto: Lapacifico, Pikol Clothing, Traiceline Pratt, Unknown Artisan, Weinsanto.

Coalition to abolish the fur trade (Caft) chiede alla Camera nazionale della moda italiana (Cnmi) di adottare una politica fur-free

La settimana della moda sarà anche teatro delle proteste anti-pelliccia della Coalition to abolish the fur trade (Caft), che chiede alla Camera nazionale della moda italiana (Cnmi) di adottare una politica fur-free.

La campagna lanciata da Coalition to abolish the fur trade Credits: Caft
"Attivisti anti-pelliccia provenienti da tutta Europa si riuniranno a Milano dal 24 febbraio al 2 marzo 2026, per protestare contro la continua presenza di pellicce sulle passerelle della Milano fashion week. Le proteste fanno parte di una campagna globale in crescita lanciata l’8 gennaio dalla Coalition to abolish the fur trade (Caft), che chiede alla Camera nazionale della moda italiana (Cnmi) di adottare una politica fur-free", spiega una nota di Caft.

Sono previste quattordici proteste durante la settimana, con due o tre azioni giornaliere programmate all’esterno degli eventi ufficiali della Cnmi.

"Dall'inizio della campagna, Cnmi ha perso due importanti partnership: quella con l'azienda multinazionale di bellezza Wella e quella con la società di spedizioni Dhl. Entrambe hanno interrotto i rapporti con la Camera nazionale della moda italiana dopo aver affrontato proteste costanti in Europa, Asia e Nord America (incluse manifestazioni presso le abitazioni dei dirigenti)", prosegue la nota.

Questa iniziativa segue l'adozione di politiche fur-free da parte di Condé Nast (casa editrice di Vogue) e della New York Fashion week successivamente alle campagne della Caft. Anche la London Fashion Week è attualmente fur-free.

Un punto focale della settimana saranno le proteste legate alla presentazione di Fendi. "Il marchio, di proprietà di Lvmh, rimane uno dei pochi grandi brand del lusso a vendere ancora pellicce e siede nel consiglio direttivo della Cnmi", spiegano gli attivisti di Caft che saranno affiancati dal gruppo locale Animal defense league Italia (Adl-Italia).

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