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Moda

Andrea Rosso (Diesel): un giovane talento deve comprendere da solo qual è la sua strada

Scritto da Isabella Naef

13 nov 2020

"Bisogna essere capaci di comprendere da soli se la strada è quella giusta, è necessario che la convinzione arrivi da dentro, a prescindere dai premi e dai riconoscimenti. Inoltre è importantissimo sapere raccontare, attraverso una bella narrativa, ciò che si fa". Parole di Andrea Rosso, licenses creative director e Diesel sustainability ambassador, oltre a essere fondatore del marchio Myar. Rosso, parlando con FashionUnited, ha dato qualche suggerimento ai giovani talenti creativi. Membro della giuria del premio internazionale Its, che a fine ottobre, in un'edizione totalmente online, ha presentato le collezioni dei 32 finalisti, Rosso ha assegnato il premio Diesel all'israeliana Noa Baruch, classe 1992, che, tra gli altri, ha realizzato un capo in denim spettacolare. Il premio Otb, pari a 10mila euro, che si associa anche all'opportunità di uno stage all'interno di uno dei marchi del gruppo, è stato assegnato all'irlandese Andrew Bell. "Per il suo stile minimalista e per la sua interpretazione ingegneristica del capo", ha raccontato Rosso.

Stefania Ricci (Fondazione Ferragamo) "i giovani usciranno dalla pandemia inizialmente sgomenti ma poi fortificati. Dopo mesi così difficili, ci sarà bisogno di sognare di nuovo. La moda ha questa capacità

Felipe Fiallo, che ha frequentato l’Istituto Marangoni di Firenze, invece, si è aggiudicato l’Its Fondazione Ferragamo award, di 5mila euro e l'opportunità di una internship nell'ufficio creativo dell’azienda fiorentina. "Ricerca di materiali sostenibili, perfetta conoscenza dei principi che regolano la creazione e costruzione di una calzatura", spiega Stefania Ricci, director of Museo Salvatore Ferragamo e Fondazione Ferragamo sono i punti di forza dello stilista.

"Per un giovane talento fare un internship Ferragamo con coloro che quotidianamente lavorano sul prodotto e mettono a frutto gli insegnamenti e gli studi sulla calzata lasciati in eredità da Salvatore Ferragamo sarà una buona possibilità di crescita", ha aggiunto Ricci.

Sulla pandemia che sta modificando anche gli equilibri sociali, economici e avrà ripercussioni per mesi, la manager ha sottolineato che "i giovani ne usciranno inizialmente sgomenti ma poi fortificati. Dopo mesi così difficili, ci sarà bisogno di sognare di nuovo. La moda ha questa capacità. Ma sarà un sogno consapevole della responsabilità sociale e della necessità di rispettare la natura e le leggi che la governano".

Sulla stessa lunghezza d'onda, anche Barbara Franchin, fondatrice e direttore di Its. "Quando i ragazzi hanno presentato i progetti la pandemia non era ancora scoppiata", ha raccontato a FashionUnited, Barbara Franchin. "Il lockdown è arrivato ai primi di marzo, qualcuno di loro era lontano dalla scuola, era tornato a casa e non aveva con sè il portfolio. Dover realizzare una collezione in una situazione di confinamento li ha costretti a ingegnarsi e, sicuramente, li ha tenuti vivi e reattivi".

In qualche modo, molti di loro, hanno dato vita a piccole collezioni basate sulla circolarità, tema così caro alla fondazioni di Its e alla base anche della Arcademy, progetto educativo che si concretizzerà nei prossimi mesi. "Con l'Arcademy, che raccoglierà anche l'archivio creativo che Its ha raccolto in 20 anni di vita, potremo vivere la creatività tutti i giorni. Potremo coinvolgere anche gli anziani, che in questo modo possono trasmettere il loro know how ai giovani, nel pieno rispetto della circolarità della vita", ha spiegato Franchin.

La sede dell'Arcademy, termine che sintetizza e fonde i concetti di archivio, arca e accademia, sarà Trieste, dove da quasi venti anni fa in scena l'Intrenational talent support, ma avrà anche un posto nel web, per consentire a tutti, da ogni parte del mondo, di usufruire di uno spazio vivo e dinamico, dove gli ex finalisti, i giurati e il resto del network internazionale di Its avranno un ruolo attivo. Uno spazio di confronto ed evoluzione per innovatori, esponenti del fashion business, accademici e creativi visionari, che potranno ragionare sul futuro del design e contribuire a realizzarlo.

Foto: Noa Baruch, Felipe Fiallo, dall'ufficio stampa Its