Il distretto calzaturiero fermano-maceratese presenta la domanda per diventare Igp non-agri
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La settimana scorsa il ministro delle Imprese e del made in Italy, senatore Adolfo Urso, ha incontrato ad Ancona una delegazione del distretto calzaturiero fermano-maceratese, guidata da Germano Craia, presidente del consorzio, alla presenza dell’assessore della Regione Marche allo Sviluppo economico, all’industria, alla zes (zona economica speciale), alla logistica e all’energia, Giacomo Bugaro.
Al centro dell’incontro le opportunità offerte dal nuovo sistema europeo di tutela delle Indicazioni geografiche protette (Igp) per i prodotti artigianali e industriali, la cosiddetta Igp non-agri, per la quale il distretto ha presentato la domanda, prima candidatura delle Marche, ora in fase di avanzato esame.
“Il vostro consorzio ha aperto la strada del riconoscimento europeo come indicazione geografica che spero possa presto essere seguita anche da altre imprese delle Marche per tutelare e valorizzare i prodotti tipici del vostro territorio. Il made in Italy è storia, cultura, arte del saper fare, eccellenza riconosciuta nel mondo”, ha sottolineato, attraverso una nota, il ministro Urso. “E questo percorso consente di rafforzare il legame tra prodotto, qualità e territorio e di tutelare il patrimonio di saperi e tradizioni che caratterizza il nostro patrimonio manifatturiero”, ha concluso.
Sono sette le richieste accolte dal Mimit nell’ambito del nuovo sistema europeo di tutela
Il Regolamento (Ue) 2023/2411, operativo in Italia da maggio, ha infatti esteso ai prodotti artigianali e industriali una tutela analoga a quella già prevista per le eccellenze agroalimentari, introducendo un importante strumento di valorizzazione delle produzioni legate ai territori e alle loro specificità. Per le denominazioni le cui domande sono state accolte a livello nazionale, il percorso proseguirà ora presso l’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, cui spetterà l’iter per la registrazione definitiva a livello europeo.
Con il via libera nazionale alla domanda relativa al Mobile di Verona sono sette le richieste accolte dal Mimit nell’ambito del nuovo sistema europeo di tutela. Oltre a quest’ultima, si aggiungono il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo e il Cammeo di Torre del Greco, la Ceramica di Vietri e la Ceramica di Caltagirone.