L'Euipo respinge il marchio figurativo di Charlotte Tilbury
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L'attività dell'Euipo, come raccontato spesso da FashionUnited, ha un ruolo centrale nella tutela della proprietà intellettuale a livello europeo. Questa volta, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, ha respinto il logo del marchio di cosmetici Charlotte Tilbury.
Con una decisione del 12 dicembre 2025, che nega la registrazione del marchio figurativo di Charlotte Tilbury, l'Euipo conferma in termini chiari la costante e rigorosa applicazione dell'articolo 7 del Regolamento sul Marchio dell'Unione europea, ai segni minimalisti. L'ufficio ha stabilito che il marchio, valutato singolarmente, è privo di carattere distintivo intrinseco per i prodotti della Classe 3 rivendicati, come sottolinea la piattaforma Lux Juris.
La decisione non verte sulla reputazione del brand o sulla valutazione della sua strategia, ma sul segno prescelto che doveva essere in grando di permettere al consumatore medio di identificare l'origine commerciale dei prodotti. L'Euipo ha concluso che non è così.
La domanda di registrazione copriva un'ampia gamma di prodotti della Classe 3, tra cui cosmetici, prodotti per la cura della pelle, profumi, articoli da toelette e preparati per la pulizia. Il pubblico di riferimento era quindi il consumatore generale di prodotti cosmetici e per la cura della persona di uso quotidiano.
Il marchio richiesto è un segno figurativo costituito da una semplice configurazione geometrica. L'ufficio lo ha costantemente descritto come un quadrato nero allungato posto su una linea. Secondo la valutazione dell'Euipo, il segno verrebbe percepito come un semplice elemento figurativo, incapace di trasmettere il messaggio proprio di un marchio, hanno spiegato gli esperti di Lux Juris.
Secondo l'Euipo non era presente alcun elemento verbale né alcuna caratteristica figurativa aggiuntiva capace di conferire anche un minimo grado di distintività. Dal canto suo il marchio ha contestato la caratterizzazione del segno fatta dall'ufficio, sostenendo che il marchio dovrebbe essere inteso come un diamante o un rombo intersecato da una linea, producendo un contrasto tra spessori diversi e creando una tensione visiva. Secondo il richiedente, questa configurazione era insolita, esteticamente equilibrata e capace di essere ricordata dai consumatori.
È stato inoltre sostenuto che i consumatori sono abituati a marchi figurativi semplici e stilizzati e che il segno riflette le tendenze contemporanee del branding, incluso quello che il richiedente ha descritto come "quiet luxury" (lusso discreto). L'Euipo, però, ha respinto le tesi del richiedente e ha confermato il rifiuto.
Secondo gli esperti di Lux Juris, la decisione non respinge il branding minimalista in quanto tale ma conferma che la geometria di base rimane difficile da proteggere secondo il diritto dei marchi dell'Ue, a meno che non si discosti chiaramente da ciò che i consumatori già percepiscono come decorazione.
In mercati come quello dei cosmetici, dove le forme semplici sono comuni, la sola sobrietà non basta. Per quanto il design possa essere raffinato, la tutela del marchio richiede ancora un segno che i consumatori possano riconoscere immediatamente come un distintivo di origine.