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Allarme coronavirus: i negozi propongono la vendita su appuntamento

Retail

Allarme coronavirus: i negozi propongono la vendita su appuntamento

Scritto da Isabella Naef

10 mar 2020

Di solito è un trattamento riservato ai clienti migliori, quelli che spendono centinaia di migliaia di euro, ma in tempi di Covid-19 diventa un'opzione per tutti. L'iniziativa è partita da negozi di Milano, come Eleonorashoes, e di Bergamo, come Comunque noi. Tramite Instagram le proprietarie hanno informato la clientela che possono ricevere i clienti su appuntamento, oppure consegnare i capi scelti attraverso il social network, a domicilio.

Altre boutique, come Wait and see di Milano, si stanno attrezzando per l'ecommerce e molte altre, come Milaura, per esempio, utilizzano video messaggi per tranquillizzare il pubblico sul fatto che hanno adottato tutte le misure richieste per operare in sicurezza.

La vendita su appuntamento è uno "svecchiamento" del trunk show, ossia delle mini sfilate attraverso cui le griffe o gli atelier presentavano le collezioni presso un punto vendita o negli alberghi a facoltosi clienti o retailer selezionati.

Di fatto è una modalità di vendita che sta prendendo piede grazie ai social network, Instagram in testa, il media preferito dal mondo della moda, e che asseconda, in qualche modo, la necessità delle aziende di continuare a lavorare per essere in grado di pagare affitti e stipendi del personale.

"Siamo di fronte a un'emergenza sanitaria e a rischi di contagio particolarmente evidente in Lombardia e nelle zone indicate nel Dpcm dell'8 marzo, ma anche economica per i negozi di moda in tutta Italia a seguito delle reazioni dei consumatori che, in maniera chiara e comprensibile, hanno declinato ogni forma di acquisto non necessaria", ha affermato il presidente di Federazione moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi, in una nota.

Borghi ha definito "di buon senso" la decisione "che stanno assumendo numerosi punti vendita dei territori interessati dal Decreto dell'8 marzo di chiudere, speriamo per poco tempo, con l'intenzione di ridurre al minimo le occasioni di contatto e di contagio per il bene di tutti, proteggendo chi è più debole e mettendo il benessere e la salute della propria clientela e dei propri collaboratori al primo posto".

Secondo Borghi, però, "è altrettanto urgente che il Governo intervenga per limitare i danni all'economia delle imprese del dettaglio moda in estrema sofferenza e di tutte quelle famiglie che ci lavorano".