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Certilogo: cresce il "second hand" e la voglia di personalizzare la moda

Scritto da Isabella Naef

19 giu 2020

ll coronavirus ha interferito nel normale “ricambio stagionale” del settore retail, dove le collezioni primavera estate 2020 sono dovute rimanere nei magazzini più a lungo del previsto. A livello globale questo fenomeno ha portato a un calo delle autenticazioni, a eccezione di un mercato in netta controtendenza: la Corea del sud. Questo quanto emerge da un'analisi di Certilogo, piattaforma globale di autenticazione di prodotti e consumer engagement dedicata al mondo della moda e del lusso, che permette ai consumatori di verificare l’autenticità del loro prodotto in pochi secondi.

A causa del lockdown, la domanda e l’offerta si sono spostate sui canali online, in particolare su siti specializzati di ecommerce e su marketplace

Durante i mesi di lockdown legati alla diffusione della pandemia da Covid 19, i servizi della piattaforma hanno continuato a essere erogati senza interruzioni. Ciò ha permesso al team Certilogo, grazie all’analisi dei dati raccolti tramite le autenticazioni, di confermare il calo dei volumi di vendita legato agli effetti negativi del blocco della produzione e della distribuzione dei prodotti fashion e luxury a livello globale, con statistiche corrispondenti alle evidenze rilevate dagli stessi brand operanti in questo settore.

L'azienda sottolinea anche che durante l’emergenza sanitaria e a causa del lockdown, la domanda e l’offerta si sono spostate sui canali online, in particolare su siti specializzati di ecommerce e su marketplace. I dati raccolti da Certilogo hanno fatto emergere come di conseguenza siano aumentati nei consumatori il timore di acquistare un capo non originale e la necessità di sentirsi protetti attraverso meccanismi di autenticazione degli acquisti. E’ in netto aumento l’indice di gradimento di iniziative di autenticazione e consumer engagement offerte dai brand, spiega il management in una nota.

Un’analisi più approfondita però ha fatto emergere altri fenomeni correlati, tra cui quello legato al fatto che la Cina è stato il primo paese a dare segni di netta ripresa dopo il lockdown. E’stato tra i primi a riportare a regime la propria produzione, predisponendosi di fatto a causare fenomeni di sovrapproduzione, grey market e counterfeiting che Certilogo si aspetta di rilevare con evidenza nei prossimi mesi e che già stanno influenzando le statistiche.

Stando ai dati di Certilogo, inoltre, i marketer del fashion si preparano a gestire le nuove abitudini di consumo nate durante la pandemia che con ogni probabilità continueranno anche a emergenza finita. Oggi anche i consumatori più refrattari all’acquisto online stanno usufruendo dei vantaggi dei canali digitali, fornendo ai brand l’opportunità di trasformare il momento dell’unboxing in un’esperienza distintiva e memorabile in grado di aumentare il brand engagement attraverso il prodotto connesso.

Dall'analisi emerge anche che il mercato del second hand continua a crescere e più velocemente del previsto. "Il lockdown e l’attuale situazione economica hanno spinto molti consumatori a ripensare al proprio guardaroba, trovando il modo di recuperare oppure rivendere capi e accessori di abbigliamento e lusso non più d’interesse. Allo stesso tempo, lo sviluppo del fashion do it yourself dimostra come i giovani siano sempre più attratti dall’idea di personalizzare e riassemblare gli abiti che indossano", si legge in una nota.

Foto: Certilogo, dall'ufficio stampa