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Commercio al dettaglio: a gennaio il calo più consistente riguarda calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-2,2%)

A gennaio 2026 le vendite al dettaglio registrano una crescita sia in valore sia in volume (rispettivamente +0,6% e +0,4%)
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A gennaio 2026 le vendite al dettaglio registrano una crescita sia in valore sia in volume Credits: FashionUnited, immagine generata con l'ausilio dell'Intelligenza artificiale
Scritto da Isabella Naef

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Stando ai dati diffusi dall'Istat, a gennaio 2026 le vendite al dettaglio registrano, rispetto al mese precedente, una crescita sia in valore sia in volume (rispettivamente +0,6% e +0,4%). L’aumento riguarda soprattutto i beni alimentari (+1,1% in valore e +0,9% in volume), mentre è modesto per quelli non alimentari (+0,2% in valore e +0,1% in volume).

Nel trimestre novembre 2025 – gennaio 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio registrano un incremento in valore (+0,5%) e in volume (+0,2%). Gli aumenti riguardano sia i beni alimentari (+0,6% in valore e +0,3% in volume), sia i beni non alimentari (+0,3% in valore e in volume).

Su base annua, la crescita riguarda soprattutto le vendite della grande distribuzione e del commercio online

Su base tendenziale, a gennaio 2026, "le vendite al dettaglio registrano una crescita del 2,3% in valore e dello 0,9% in volume. L’incremento è più consistente per i beni alimentari (+3,9% in valore e +1,5% in volume), meno marcato per i non alimentari (+1,2% in valore e +0,4% in volume)", specifica in una nota, l'Istat.

Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per quasi tutti i gruppi di prodotti. L’aumento maggiore riguarda le dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia (+3,9%), mentre il calo più consistente si osserva per calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-2,2%).

Rispetto a gennaio 2025, il valore delle vendite al dettaglio è in aumento consistente per la grande distribuzione (+4,1%) e il commercio elettronico (+4,6%), mentre cresce in misura modesta per le imprese operanti su piccole superfici (+0,2%); in calo, infine, le vendite al di fuori dei negozi (-1,7%).

"Il 2026 si apre con un aumento congiunturale delle vendite al dettaglio, sia su base mensile sia su base trimestrale, esteso a entrambi i settori merceologici, ma più marcato per il comparto alimentare. Anche rispetto a gennaio dello scorso anno si osserva una dinamica positiva, sia in valore sia in volume, con incrementi più ampi per le vendite dei beni alimentari rispetto a quelli non alimentari", è il commento dell'Istat.

Sempre su base annua, la crescita riguarda soprattutto le vendite della grande distribuzione e del commercio online, quelle delle piccole superfici vedono un lieve incremento, mentre le vendite fuori dai negozi diminuiscono.

Confcommercio segnala la riduzione del volume d’affari dei negozi di prossimità

Per l'Ufficio studi di Confcommercio, "il dato sul positivo andamento delle vendite di gennaio consolida la fondata impressione di un inizio del 2026 piuttosto favorevole per l’economia italiana. I consumi restano una discreta incognita, ma l’incremento delle vendite sia a valore sia a volume nel primo mese dell’anno contribuisce a dissipare qualche dubbio. Almeno, non si può escludere che nel 2026 un sostegno alla crescita possa venire dalla componente della domanda delle famiglie, dati i redditi reali crescenti e l’occupazione ai massimi".

In questo contesto permangono purtroppo immutati, sottolinea Confcommercio, "i soliti elementi di fragilità, tra i quali il più rilevante è ancora la riduzione del volume d’affari dei negozi di prossimità. Per quanto riguarda il contesto internazionale, ovviamente il problema principale è costituito dalle potenziali recrudescenze dell’inflazione con contestuale riduzione del potere d’acquisto dei redditi e dei risparmi accumulati".

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