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Confimprese Ey: nei primi 7 mesi l'abbigliamento segna -29,3 per cento

Scritto da FashionUnited

28 ago 2020

L’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-Ey registra un trend negativo del -27,7 per cento a luglio 2020 rispetto al 2019 e una flessione del -40,6 per cento nei primi 7 mesi del 2020 rispetto al 2019.

Come si legge in una nota, nei primi 7 mesi del 2020 la ristorazione è il settore in maggiore sofferenza con -30 per cento, seguita dall’abbigliamento -29,3 per cento. Meglio la categoria altro non food con -9,3 per cento. Il travel recupera 10 punti percentuali rispetto a giugno ma rimane negativo a -59 per cento a luglio e a -58 per cento nei primi 7 mesi.

Osservatorio Confimprese Ey: nei primi 7 mesi del 2020 l'abbigliamento tra i settori in maggiore sofferenza ( -29,3 per cento)

I trend per aree geografiche mostrano valori simili con eccezione del Sud. Il Centro si attesta a -30 per cento, peggiora il Nord-est con -31 per cento per il calo del turismo, il Nord-ovest chiude a -27 per cento. In miglioramento il Sud, che registra -22 per cento.

Insomma, numeri alla mano, la ripresa rimane ai blocchi di partenza e il commercio non taglia il traguardo della ripartenza che al momento è ancora lontano.

L’ ecommerce a luglio registra su base mese una performance positiva (+22 per cento), a conferma del fenomeno di digitalizzazione degli acquisti in atto. La dinamica delle vendite del canale evidenzia però segnali di rallentamento riallineandosi a ordini di grandezza pre Covid-19.

"Il mese di luglio", ha spiegato Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese, "ha purtroppo raffreddato le aspettative di un rapido miglioramento della propensione al consumo. Con una flessione di quasi -28 per cento rispetto all’anno precedente ha mostrato una tendenza alla stabilizzazione del calo registrato nel primo mese pieno di post lockdown (giugno -27 per cento).

"Le vendite di luglio 2020 mostrano comunque un incremento del 15 per cento in valore assoluto rispetto a giugno 2020 pur con lo spostamento dei saldi a fine luglio e agosto", ha sottolineato Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy Ey. " L’anno scorso luglio aveva registrato un +15 per cento rispetto a giugno 2019 ma con i saldi attivi. Crediamo che con la lettura congiunta dei dati di luglio e agosto potrà emergere un trend migliorativo rispetto ai valori espressi oggi. Rimane il maggiore impatto subito dalle regioni e dalle città a maggiore vocazione turistica, che difficilmente verrà recuperato".

Con riferimento alle aree geografiche, nel mese di luglio Sud e Isole si confermano over performanti rispetto alla media Italia (+6 punti), limitando la frenata delle vendite nei primi 7 mesi dell’anno a -37,3 per cento (media Italia -40,6 per cento). Il divario tra Sud e Nord-est/Centro è addirittura del 10 per cento.

A livello regionale da segnalare come Calabria e Sicilia, che hanno anticipato l’avvio dei saldi dell’anno al primo luglio 2020, evidenziano performance mensili significativamente superiori (+10 punti) rispetto alla media italiana: il trend nelle vendite su base mensile risulta però negativo e rispettivamente pari a -14,1 per cento e -16,6 per cento. Il delta tra Toscana e Calabria/Basilicata è pari al 21 per cento.

A livello di province, l’andamento delle vendite evidenzia la maggiore sofferenza delle città a forte vocazione turistica: Venezia e Firenze registrano performance nelle vendite molto inferiori alla media Italia con -7 punti di gap sul progressivo annuo e -14 punti di gap sul mese di luglio, a conferma di una situazione critica che non registra ancora segnali forti di inversione nella tendenza della domanda.

Nelle regioni continua inalterato il primato negativo della Toscana che si conferma la peggiore sia a luglio (-34,6 per cento) sia nei primi 7 mesi (-44 per cento), con la provincia di Firenze e la città di Firenze che chiudono il mese rispettivamente a -40,7 e -42 per cento.

In seconda posizione il Veneto in flessione del 33 per cento (-42,7 per cento nei primi 7 mesi). Nel mese di luglio la provincia di Venezia paga il peso più importante con -41,4 per cento (la città di Venezia si attesta a -46 per cento), seguita dalle province di Padova (-33,6 per cento), Verona (-30,9 per cento) e Vicenza (- 25,3 per cento).

Al terzo posto l’Emilia-Romagna (-42,6 per cento nei primi 7 mesi) e Sardegna (-41,3 per cento nei primi 7 mesi) entrambe al -31,1 per cento. Per la regione emiliana la provincia peggiore è Modena (-37 per cento), seguita da Bologna (-33,1 per cento) e Forlì-Cesena (-32,5 per cento). Al quarto posto con -31 per cento (-41 per cento nei primi 7 mesi) il Lazio, dove la provincia di Roma è in flessione del -32,4 per cento e la città eterna del -34 per cento.

Chiude la top 5 delle peggiori regioni la Lombardia con -29,4 per cento (-43 per cento nei primi 7 mesi).

Questa la situazione nelle principali province: Milano -32,5 per cento (Milano città: -42 per cento), Brescia - 32,2 per cento, Como -28,2 per cento, Monza -27,3 per cento, Bergamo -26,4 per cento, Varese -25,9 per cento.

Foto: Pexels