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Confimprese-Jakala: retail in ripresa lenta, abbigliamento in calo

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Torna la voglia del negozio fisico, che offre la sicurezza di vedere e provare il prodotto di persona Credits: FashionUnited, immagine generata con l'ausilio dell'Ia
Scritto da Isabella Naef

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Sostenere il potere d’acquisto, favorire la stabilità occupazionale e rafforzare la fiducia di famiglie e imprese: questa la ricetta per sollevare le sorti del retail secondo Confimprese.

Oggi, infatti, sono state rese note le previsioni di crescita del settore retail per l’anno in corso. L’indagine semestrale Confimprese-Jakala evidenzia il protrarsi dello stallo dei consumi con una stima ponderata del +1,3% a valore. Pesano incertezza internazionale e cautela da parte dei consumatori. Si bloccano anche i ritocchi ai listini prezzo con un aumento ponderato al +0,5%. Necessarie azioni mirate per rafforzare la visibilità del punto vendita e sostenere il conto economico.

"La stagnazione dei consumi rappresenta un campanello d’allarme", ha spiegato Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese. "Per rilanciare la domanda interna sarà cruciale agire su più fronti: sostenere il potere d’acquisto, favorire la stabilità occupazionale e rafforzare la fiducia di famiglie e imprese. Politiche fiscali mirate, incentivi selettivi e interventi a sostegno dei redditi medio-bassi potrebbero contribuire a invertire la tendenza. Al tempo stesso, il Paese ha necessità di stabilità ma con una crescita che si allinei ai livelli europei, condizione indispensabile per stimolare la propensione alla spesa".

Nell’abbigliamento nessuna azienda prevede incrementi di fatturato, anzi si stima un -0,8% a differenza del settore altro retail

Per il 2026 esistono dinamiche piuttosto differenziate tra i vari settori di attività dove nell’abbigliamento nessuna azienda prevede incrementi di fatturato, anzi si stima un -0,8% a differenza del settore altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura persona, servizi) che prevede una crescita di fatturato del +2,5%, mentre la ristorazione mostra previsioni più moderate intorno al +1,3%.

Quanto alle preferenze dei consumatori in termini di convenienza, coerentemente con l’importanza che i consumatori danno alla qualità, le promozioni preferite sono quelle specifiche su marchi e prodotti di qualità segnalate dal 39,8% del panel, seguite dalle grandi promozioni tematiche segnalate dal 28,8% (saldi, Black friday, sottocosto) e solo al terzo posto invece le insegne di convenienza permanente come, per esempio, i discount nell’alimentare.

Non sono previsti picchi di crescita nell’online, tanto che il 53% delle aziende intervistate stima un trend del contributo del canale ecommerce in linea rispetto al periodo precedente. Solo il 13% prevede una forte crescita. Si tratta di dati che evidenziano i comportamenti di spesa degli italiani. Il contesto economico globale con inflazione, costi di trasporto più alti e problematiche legate al commercio internazionale, sta riducendo la spesa impulsiva online. I consumatori confrontano i prezzi con più attenzione e spesso preferiscono risparmiare o posticipare l’acquisto.

Torna la voglia del negozio fisico, che offre la sicurezza di vedere e provare il prodotto di persona unita a una maggiore fiducia nelle informazioni sul prodotto così da sentirsi più sicuri dell’acquisto. Continua a prevalere una forte attitudine al risparmio e alla riduzione delle spese. I dati indicano un un parziale disallineamento per i settori elettronica, entertainment e casa che paiono essere più impattati di altri dal desiderio di riduzione di spesa, mentre l'indagine registra una situazione più equilibrata tra la numerica di consumatori che desidera aumentare la spesa e quella che desidera diminuirla per i settori abbigliamento, ristorazione e beauty.

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