Dopo Parigi, Shein apre le sue boutique nei Bhv di provincia a partire da domani
Inizialmente annunciate per la fine del 2025, le boutique Shein aprono i battenti questo mercoledì in quattro negozi Bhv di provincia. Questa espansione avviene a distanza di quattro mesi dopo le polemiche suscitate dall'apertura del primo negozio permanente del marchio al Bhv Marais, a Parigi.
Queste aperture a Limoges, Angers, Digione, Grenoble e Reims derivano da una partnership svelata lo scorso ottobre dal gestore di Bhv, la Société des grands magasins (Sgm), co-fondata da Frédéric Merlin, e il colosso della moda ultra-fast fashion Shein. Questa collaborazione continua a suscitare polemiche, dato che il marchio asiatico è regolarmente accusato di concorrenza sleale e inquinamento ambientale.
Un modello operativo rivisto dopo la bufera
A metà novembre, Frédéric Merlin aveva dovuto annunciare il rinvio delle aperture in provincia. Il gruppo si trovava allora nel pieno di una bufera mediatica dopo la scoperta sulla piattaforma di prodotti illeciti, tra cui armi di categoria A e articoli a carattere pedopornografico venduti da terzi.
Il dirigente aveva allora invocato la necessità di "adattare l'offerta" e la "politica dei prezzi" per non "frustrare i clienti", solo dieci giorni dopo l'inaugurazione dello spazio parigino. L'apertura di questi nuovi spazi, la cui superficie varia tra i 500 e i 1.000 metri quadrati, avverrà d'ora in poi "in modo progressivo", secondo un comunicato congiunto.
A breve termine, l'offerta rimarrà prevalentemente invernale. "A partire da inizio aprile, integrerà più referenze stagionali e prodotti in linea con le preferenze osservate a livello locale", ha precisato all'Afp Quentin Ruffat, portavoce di Shein in Francia. In questa nuova organizzazione, Shein si occupa ora della gestione degli ordini, mentre la Sgm percepisce una commissione sulle vendite. Frédéric Merlin ha inoltre avvertito: "Se l'esperimento non funzionerà entro un anno, ci fermeremo".
Un successo popolare segnato da polemiche
A Parigi, il tentativo stenta ancora a convincere, nonostante un'affluenza di 5mila visitatori al giorno. I clienti hanno lamentato in particolare tariffe più alte rispetto a quelle online, un'impressione che Shein cerca di cancellare promettendo una "scelta più ampia" e operazioni commerciali specifiche in provincia. Il marchio punta molto su questa espansione: il 95% dei suoi clienti francesi vive al di fuori delle grandi metropoli come Parigi, Lione o Marsiglia.
Tuttavia, l'arrivo del marchio in luoghi storici sta provocando una levata di scudi. A Digione e Grenoble, i sindaci hanno espresso la loro ferma opposizione. Il conflitto ha persino spinto il gruppo Galeries Lafayette a rescindere il contratto con la Sgm per sette negozi di provincia, rifiutando di associare la propria immagine a quella di Shein.
Una crescente pressione giudiziaria e politica
Il clima sociale rimane teso. A Parigi, un centinaio di marchi di lusso e cosmetici hanno già lasciato il Bhv Marais per protestare contro questa partnership. "Non ritroveremo la nostra clientela finché ci sarà Shein", si preoccupa il sindacato interaziendale del grande magazzino parigino.
Oltre all'immagine, è il quadro giuridico a minacciare il marchio. La scorsa settimana, l'Unione europea ha aperto un'indagine contro Shein per presunte violazioni delle sue norme di sicurezza. In Francia, la pressione è massima: lo Stato chiede il blocco del marketplace di Shein. La giustizia francese dovrà emettere la sua decisione il 19 marzo, una data che potrebbe segnare un brusco arresto a questa strategia di insediamento fisico.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.
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