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Durante il lockdown penalizzati soprattutto centri commerciali e outlet

Scritto da Isabella Naef

3 lug 2020

Retail

Il lockdown causato dalla pandemia da Covid-19 ha inciso in maniera più che sensibile sul commercio e, in particolare, sull'abbigliamento come ha raccontato FashionUnited nelle scorse settimane

Osservatorio Confimprese-Ey: l’abbigliamento settore in maggiore sofferenza con -49 per cento

Una tendenza confermata ieri dai dati dell'Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-Ey. Numeri alla mano, il trend è negativo sul totale mercato escluso l’online del -57 per cento a maggio 2020 sul 2019 e una flessione del -46 per cento nei primi 5 mesi del 2020 sul 2019.

Sul progressivo anno l’abbigliamento è il settore in maggiore sofferenza con -49 per cento, seguito dalla ristorazione -45 per cento e da altro non food -40 per cento.

Nei canali di vendita il travel crolla al -54 per cento, mentre l’ecommerce registra un incremento del 136 per cento a maggio.

"I centri commerciali e gli outlet sono quelli che hanno sofferto di più rispetto ai punti vendita delle città in quanto hanno subito la totale chiusura delle loro attività, tuttavia osserviamo un ritorno all’acquisto nelle ultime settimane", ha commentato Paolo Lobetti Bodoni, business consulting leader Italy Ey. "A livello cittadino le vie dei centri città più importanti hanno subito un calo maggiore rispetto ai negozi posizionati più in periferia o nelle città più piccole".

Per quanto riguarda le aree geografiche, i trend mostrano andamenti simili tra loro: Nord-ovest in flessione del 47 per cento, Nord-est e Centro del 46 per cento, il Sud del 44 per cento.

Nell’analisi dell’Osservatorio Confimprese-Ey sui consumi di mercato emerge che già il semestre luglio-dicembre 2019 chiudeva l’anno a - 4,4 per cento, influenzato da un novembre nero (-10 per cento). Partenza in salita anche per i primi due mesi 2020 con -0,6 per cento a gennaio e -3,4 per cento a febbraio, e definitivo crollo con l’inizio del lockdown (incluso l’online): -78 per cento a marzo, -90 per cento ad aprile, -57 per cento a maggio. Analizzando il totale dei primi 5 mesi 2020 sul canale fisico va evidenziata una flessione del -46 per cento sullo stesso periodo del 2019.

Come anticipato l’abbigliamento è il settore che ha sofferto di più con un andamento del -49 per cento. Il campione dei negozi ecommerce ha registrato un incremento del 136 per cento a maggio e 110 per cento complessivamente nei primi 5 mesi dell’anno di cui +171 per cento nel bimestre aprile-maggio.

"Dalle prime risultanze post lockdown si evidenziano significativi mutamenti nei modelli di consumo che, in alcuni casi, permangono anche dopo la fine delle limitazioni normative. Mi riferisco in particolare all’accelerata propensione verso i canali digitali, che impone forti riflessioni da parte degli operatori per affrontare finalmente con la dovuta attenzione e urgenza la trasformazione digitale e l’omnicanalità", ha sottolineato Mario Maiocchi, consigliere delegato Confimprese.

" Da rilevare, inoltre, una rinnovata attenzione allo shopping di prossimità e un’inversione di tendenza a favore dei giorni infrasettimanali rispetto ai fine settimana. Tutti fenomeni in continua evoluzione da osservare attentamente e con conseguente adeguamento delle politiche commerciali", ha aggiunto Maiocchi.

Nei canali di vendita il risultato peggiore arriva dal travel in flessione del -54 per cento, seguito dai centri commerciali con -50 per cento, dagli outlet con -48 per cento, mentre le high street e i centri città mostrano una tenuta migliore sia pure in flessione del -45 per cento.

Foto: Pexels

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