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Ey: il 71 per cento dei consumatori ha cambiato modalità di acquisto

Scritto da Isabella Naef

15 dic 2020

Il 71 per cento dei consumatori ha già cambiato le modalità di acquisto e la tipologia di prodotti acquistati (53 per cento). I consumatori sono più coscienti e cauti a proposito della loro salute fisica (il 60 per cento vuole fare scelte più salutistiche), prestando più attenzione all’impatto sull’ambiente e alla sostenibilità (63 per cento).

Queste alcune delle tendenze emerse dall'Ey Future consumer index, un’indagine sviluppata sul territorio nazionale e internazionale che tiene traccia dei cambiamenti nell’atteggiamento e nei comportamenti dei consumatori nel tempo e identifica i segmenti di consumatori emergenti. Lo studio offre una prospettiva con cui valutare quali cambiamenti hanno una durata temporale legata alla crisi Covid-19 e quali invece possono essere i cambiamenti che influenzeranno il consumare nel lungo termine.

Due sono le tendenze preponderanti: la riduzione dei consumi nel futuro (il 50 per cento prevede di spendere meno durante le festività natalizie) e lo spostamento accelerato verso l’acquisto online di prodotti in precedenza acquistati nei negozi fisici (34 per cento). "Gli acquisti su piattaforme digitali saranno protagonisti anche durante le feste, infatti, l’81 per cento dei consumatori intervistati aspetterà i saldi e per la maggior parte acquisterà online", si legge in una nota di Ey.

L’ultima edizione dell'indagine prende in esame il periodo da aprile a ottobre 2020, e copre 20 Paesi: Italia, Usa, Canada, Brasile, Uk, Francia, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia, Spagna, India, Emirati Arabi Unit, Arabia Saudita, Cina Indonesia, Giappone, Australia e Nuova Zelanda.

L’orizzonte temporale per tornare alla vita “normale” viene percepito con diverse tempistiche dagli italiani, mentre per lo shopping e il lavoro si prevede che sia questione di giorni o settimane, per il 61 per cento e il 57 per cento degli italiani rispettivamente, per altre tematiche si prevede che i tempi saranno più lunghi. Come per il viaggiare dove gli italiani prevedono che sarà questioni di mesi (46 per cento) o di anni (28 per cento).

Foto: Pexels