Felloni (Federazione Moda Italia) interviene sulla desertificazione commerciale
“In questo quadro di emergenza urbana ed economica il comparto della moda e del dettaglio specializzato vive una crisi particolarmente acuta e insidiosa, testimoniata dalle prime posizioni ricoperte dalle merceologie tipiche della moda nella speciale classifica dei negozi con il tasso di sfitto più alto. La chiusura di questi fondamentali presidi storici ed esercizi di vicinato priva i quartieri e le famiglie di servizi di qualità difficilmente sostituibili”: queste le parole di Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, in occasione dell’evento “inCittà” di Confcommercio sulle economie urbane del futuro al via ieri, a Bari.
“Per fermare l'emorragia di chiusure e consentire alle attività di rimanere aperte serve portare avanti con determinazione proposte concrete come quelle del Progetto Cities di Confcommercio, basato sulla rigenerazione urbana e sulla sinergia tra Comuni e imprese, affiancate da misure fiscali ad hoc per favorire la riapertura dei locali sfitti”, ha aggiunto Felloni.
Inoltre, stando ai dati messi in luce la settimana scorsa da una Indagine Confcommercio-Istituto Tagliacarne, nel 2026, solo il 36,6% dei negozi del commercio al dettaglio in Italia è di proprietà, ciò significa che solo il 63,4% dei negozi al dettaglio è in affitto. Entro il 2026 i negozi sfitti sul territorio nazionale raggiungeranno quota 458 mila, arrivando a rappresentare ben il 17% dell'offerta totale dei locali commerciali.
“Riteniamo poi fondamentale l'introduzione di una cedolare secca sui locali commerciali, condizionata e vincolata alla riduzione del canone di affitto da parte della proprietà immobiliare, per offrire condizioni d'ingresso e di permanenza realmente sostenibili per le imprese del territorio”, ha concluso Felloni.
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