Fiducia: in miglioramento per le famiglie e nel commercio al dettaglio

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Un centro commerciale Credits: Pexels, Miyase
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Fiducia in ripresa, almeno sul fronte delle famiglie, dato fondamentale per i consumi. Dopo un bimestre di riduzione, dovuto all’inizio del conflitto in Iran, le famiglie tornano a mostrare, a maggio, un miglioramento della fiducia. "Sulla scorta della percezione di una situazione familiare stabile, e attesa in miglioramento, con giudizi positivi sull’andamento del bilancio familiare i consumatori sono tornati a guardare in modo più ottimistico sia al futuro personale che del Paese. Vi è la sensazione che la fase più critica sia stata superata con attese, sia sulla disoccupazione sia sull’evoluzione dei prezzi, lievemente meno negative", è il commento dell’Ufficio studi di Confcommercio ai dati Istat sulla fiducia di famiglie e imprese a maggio.

A maggio 2026 il clima di fiducia dei consumatori migliora

A maggio 2026, scrive l'Istituto nazionale di statistica, infatti, il clima di fiducia dei consumatori migliora, passando da 90,8 a 93,4; l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese, invece, è stimato in diminuzione (da 95,1 a 94,1).

Più complessa appare la situazione sul versante delle imprese con marcate differenze nelle aspettative degli operatori dei diversi settori. L’unico comparto che evidenzia un miglioramento della fiducia è il commercio, sulla scorta di una domanda delle famiglie meno asfittica. Tra gli imprenditori degli altri settori a fronte di situazione stabile nel manifatturiero tra gli operatori dei servizi di mercato prevalgono aspettative negative, soprattutto nei trasporti e logistica e nel turismo, segmenti la cui attività continua ad essere condizionata dalle criticità che ancora permangono a livello internazionale, aggiunge Confcommercio.

Tra i consumatori, l'Istat evidenzia un miglioramento delle opinioni sulla situazione economica personale e delle aspettative sulla situazione economica generale: sia il clima economico, sia quello futuro aumentano (da 82,7 a 86,2 e da 82,5 a 87,2, rispettivamente), il clima personale sale da 93,8 a 96,0 e il clima corrente passa da 96,9 a 98,0.

La fiducia migliora nel commercio al dettaglio (l’indice sale da 100,8 a 101,0)

Con riferimento alle imprese, segnali contrastanti provengono dai comparti indagati: il clima di fiducia cala sia nei servizi di mercato sia nelle costruzioni (da 98,9 a 96,8 e da 100,8 a 99,4, rispettivamente) e rimane stabile nella manifattura (a 87,9); invece, la fiducia migliora nel commercio al dettaglio (l’indice sale da 100,8 a 101,0).

Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura migliorano i giudizi sugli ordini mentre le attese sulla produzione rimangono sostanzialmente invariate in presenza di un accumulo di scorte. Nelle costruzioni entrambe le variabili subiscono un calo.

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