H&M: tra le 160 chiusure anche il negozio di Roma Tuscolana
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Il gruppo svedese H&M ha annunciato a fine marzo la chiusura di 160 negozi nel corso del 2026 e il taglio coinvolgerà anche l’Italia. Infatti, tra i negozi che saranno chiusi, come riporta il quotidiano il Messaggero, rientra anche lo store di Roma, sulla Tuscolana.
La strategia ha l'obiettivo du ridurre la presenza fisica nei mercati maturi e di rafforzare il canale online.
Nel primo trimestre 2026 i ricavi del gruppo sono scesi a 49,6 miliardi di corone svedesi (4,6 miliardi di euro) segnando un calo del 10%.
In Italia il confronto tra l'azienda e i sindacati si è concentrato sulla chiusura di Roma Tuscolana, prevista per il 10 maggio. L’operazione coinvolgerà 17 dipendenti a tempo indeterminato. H&M ha, però, confermato l’intenzione di investire nel rifacimento dei punti vendita di Bari e Conegliano (Treviso). Le rappresentanze dei lavoratori hanno fatto sapere che è stato fissato un incontro sulle chiusure, che si terrà l'11 maggio presso la sede di Confcommercio a Roma.
Il 19 marzo 2026 si è svolto, presso la sede di Confcommercio nazionale, un incontro tra Filcams, Fisascat e Uiltucs e l’azienda H&M Hennes & Mauritz srl, relativo alla prosecuzione del confronto sui diritti di informazione.
Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la propria posizione critica rispetto all’utilizzo di una forma contrattuale non idonea, richiedendo ancora una volta di limitarsi ai contratti previsti dal Ccnl. Dal canto suo, l’azienda ha manifestato la volontà di provare a superare la questione attraverso una fase di test su una parte degli store che, entro la fine dell’anno, dovrebbe fornire, secondo quanto dichiarato dall’azienda, una fotografia più puntuale della possibilità di utilizzare differenti inquadramenti contrattuali.
"Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto di ricevere indicazioni più precise rispetto a questa cosiddetta fase di test che, se da un lato segnala un primo avvicinamento alle richieste sindacali, dall’altro presenta ancora numerose incognite e punti non chiari. La costante richiesta di flessibilità non può essere accettata. Allo stesso modo, qualsiasi percorso messo in campo non potrà avere ricadute negative sui dipendenti. È stato inoltre richiesto, oltre all’utilizzo dei contratti corretti, di valutare il consolidamento dei part-time, che anche in questa azienda risultano diffusi in maniera massiva e non sostenibile", specificano i rappresentanti dei lavoratori.
Relativamente al premio di risultato, le organizzazioni sindacali hanno chiesto di verificare la possibilità di applicare una tassazione agevolata. Sul punto, le parti si sono riservate ulteriori approfondimenti di natura fiscale al fine di valutarne la fattibilità.
Quanto alle chiusure comunicate, nello specifico il punto vendita di Roma Tuscolana, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno evidenziato come le trattative in corso per ridurre l’impatto sulle lavoratrici e sui lavoratori non stiano producendo risultati soddisfacenti.
"I trasferimenti proposti risultano poco credibili e, in alcuni casi, anche fuori regione. È necessario un reale impegno dell’azienda che risponda concretamente alle esigenze dei lavoratori coinvolti", si legge nella nota dei sindacati.