I negozi storici milanesi in equilibrio tra innovazione e tradizione
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Ogni fashion week meneghina che si rispetti accompagna anche il debutto di nuove griffe della moda in città, che festeggiano l'apertura con cocktail ed eventi. Nella quotidianità di una città come Milano, accade anche che molti negozi chiudano (secondo Federazione moda Italia-Confcommercio nel 2024 hanno chiuso 18 negozi di moda ogni giorno, per un totale di 6.459 in un anno) e lascino spazio a nuove catene, a nuovi brand, a etichette sportive e di calzature. Il risultato è una toponomastica della moda che cambia quasi di stagione in stagione, proprio come le collezioni che sfilano in passerella. In questo scenario i negozi storici acquisiscono sempre maggiore valore, rassicurando la clientela e testimoniando quanto sia importante, anzi vitale, fare tesoro della relazione con il consumatore. La cura del cliente, e la capacità di assicurare una esperienza d'acquisto soddisfacente fanno la differenza, così come la capacità di adeguarsi alle esigenze dei target che varcano la soglia del negozio.
I negozi storici hanno mantenuto viva l'identità milanese pur adattandosi ai mutamenti sociali ed economici dell'ultimo secolo
Oggi l'Albo delle botteghe storiche di Milano conta oltre 530 botteghe, tra trattorie, librerie,sartorie, cappellerie, ferramenta, negozi di abbigliamento. Molte di queste attività sono passate dai genitori ai figli, mantenendo viva l'identità milanese pur adattandosi ai mutamenti sociali ed economici dell'ultimo secolo. Ogni esercizio riconosciuto è insignito di una targa, ideata dal celebre architetto Bob Noorda, segno di appartenenza a una rete d’eccellenza che unisce tradizione e innovazione.
A gennaio sono state 110 le botteghe storiche centenarie premiate a Milano dall’assessora allo Sviluppo economico e politiche del lavoro, Alessia Cappello.
Tanti i settori cui appartengono le botteghe che hanno compiuto e superato i cento anni di attività e che hanno ricevuto il riconoscimento figurano anche maglierie, negozi di abbigliamento, cappellerie, pastifici. E ancora gioiellerie e orologerie, librerie, bar e ristoranti (la categoria più numerosa).
Le cinque attività più antiche di Milano sono: l’Antica Trattoria Bagutto (dal 1284), l’Antica Farmacia Lazzaretto (inizio attività 1750), la Ditta Guenzati (tessuti e abbigliamento dal 1768), la Libreria Bocca (inizio attività 1775) e la Ditta Raimondi Pettinaroli (cartoleria dal 1776).
Fin dall'anno della sua fondazione, nel 1768, la Ditta Guenzati si è occupata della vendita al dettaglio di stoffe per l'abbigliamento e di telerie e biancheria per l'uso domestico. Sopravvissuta alle dominazioni asburgica e napoleonica, e superati i due conflitti mondiali, alla fine degli anni sessanta viene dato inizio a quel graduale cambiamento che caratterizzerà negli anni a venire la nuova immagine commerciale dell'azienda, "trasformandola in un punto di riferimento unico nel suo genere non solo per l'affezionata clientela amante del british style, ma anche per i moltissimi turisti che ogni anno giungono da ogni parte del mondo per visitare la nostra città", si legge sul sito del negozio.
"L'ambiente familiare e informale che oggi accoglie il visitatore e la tranquilla atmosfera mista a quel “profumo” d’altri tempi che ancora si respira nei nostri locali a due passi dal Duomo (qualche anno fa il negozio ha traslocato da via dei Mercanti a via Agnello, ndr) , rende la visita da Guenzati un’esperienza unica e sempre più rara da ritrovare nella caotica e frenetica Milano", proseguono i proprietari.
Sarà questo il fascino dei negozi di abbigliamento che resistono malgrado l'arrivo dei nuovi multimarca e che sanno conquistare anche le nuove generazioni delle famiglie che li frequentano da decenni. Tra gli altri nomi che compaiono nella lista dei negozi storici di Milano figurano anche Ravizza Sport, Borsalino, Cappelleria Mutinelli, Cappelleria Melegari, Larusmiani Abbigliamento. Tra i negozi di calzature figura anche Pilon che aprì i battenti nel 1934.