Osservatorio consumi Confimprese-Jakala: retail sotto pressione a giugno

L'abbigliamento-accessori registra la frenata più marcata a -4,7%
Retail
Un centro commerciale Credits: Pexels, Miyase
Scroll down to read more

Consumi in frenata: giugno chiude a -2,6% a valore per l'Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-Jakala.

Nei settori merceologici l'abbigliamento-accessori perde terreno e registra un preoccupante -4,7%. In campo negativo anche la ristorazione a -4,2% che evidenzia la riduzione delle occasioni di consumo fuori casa, mentre altro retail chiude a +2,0%.

Nei canali di vendita i centri commerciali sono in flessione del 2,9%, il commercio di prossimità segna un -4,4%. Le high street sono le uniche in crescita a +2,1%.

Nelle regioni Sicilia e Marche uniche in positivo a +0,9%.

Nelle città di provincia Pesaro-Urbino registra +1,2%. In profondo rosso Bolzano a -9,2% e Crotone a -9,7%.

"Il rallentamento dei consumi non è più un episodio isolato ma una tendenza che si sta consolidando. Le famiglie spendono con maggiore cautela e questo si riflette in modo evidente sul commercio. Il fatto che il primo semestre chiuda in pareggio è un dato positivo, ma non può nascondere il peggioramento registrato negli ultimi mesi", ha spiegato, attraverso una nota, Mario Resca, presidente Confimprese.

"Se la fiducia delle famiglie continuerà a indebolirsi, il rischio è che la seconda parte dell'anno risulti più complessa per il commercio. È necessario creare un contesto che favorisca la ripresa dei consumi. Le imprese stanno facendo la loro parte, ma da sole non possono invertire questa tendenza, perché senza domanda interna anche gli investimenti delle imprese rischiano di rallentare", ha aggiunto Resca.

Quanto al dato cumulato del primo semestre (gennaio-giugno 2026 vs gennaio-giugno 2025), il totale mercato si mantiene in equilibrio, attestandosi a 0,0%.

Sul fronte dei comparti merceologici, abbigliamento-accessori registra la frenata più marcata a -4,7% e paga anche il tradizionale effetto attesa dei saldi, che quest’anno si è sommato a una maggiore prudenza delle famiglie. Quando i consumatori rinviano gli acquisti, significa che prevale l'incertezza e che la propensione alla spesa resta debole.

In territorio negativo a -4,2% anche la ristorazione, che risente di una maggiore selettività nei consumi. Gli italiani continuano a concedersi momenti fuori casa, ma prestano maggiore attenzione alla spesa, riducendo lo scontrino medio o scegliendo formule più economiche.

Altro retail (cura della persona, ottica, elettronica, telefonia, casa-arredo, prodotti per animali, servizi, entertainment) è in recupero e chiude il mese a +2,0%. Il dato dimostra che la domanda non è scomparsa, ma si è spostata verso acquisti ritenuti prioritari.

Anche nei canali di vendita si registrano flessioni di rilievo. A cominciare dai centri commerciali a -2,9% e dalla prossimità a -4,4%. Le high street sono le uniche in crescita a +2,1%: spesso nelle vie dello shopping si concentrano insegne premium e servizi, che attirano un consumatore più disposto a spendere per acquisti mirati.

confimeprese
Jakala