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Saldi al via il primo agosto; a marzo crollo delle vendite al dettaglio

Scritto da Isabella Naef

11 mag 2020

I saldi estivi inizieranno più tardi quest'anno a causa della chiusura forzata di aziende e negozi a dovuta alla pandemia da Covid-19. La data di partenza è stata posticipata al primo agosto, si tratta di una data unica per tutta Italia.

I dati di marzo sulle vendite sono "inquietanti" ha sottolineato Confcommercio

"Gli imprenditori del settore confermano di voler l’inizio delle vendite in saldo all’effettiva fine stagione, tanto per i saldi estivi quanto per quelli invernali", ha fatto sapere il presidente di Federazione moda Italia-Confcommercio plaudendo alla decisione della Conferenza delle Regioni.

Intanto i dati di marzo sulle vendite sono "inquietanti", come ha sottolineato Confcommercio.

Numeri alla mano,a marzo 2020 l’Istat stima infatti flessioni rispetto a febbraio pari al 20,5 per cento in valore e al 21,3 per cento in volume.

A determinare l'eccezionale calo sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 36 per cento in valore e del 36,5 per cento in volume, mentre quelle dei beni alimentari sono stazionarie in valore e in lieve diminuzione in volume (-0,4 per cento).

Su base tendenziale, il calo registrato è pari al 18,4 per cento in valore e del 19,5 per cento in volume. Anche in questo caso sono le vendite dei beni non alimentari a registrare un calo (-36 per cento in valore e in volume), mentre risultano in crescita quelle dei beni alimentari (+3,5 per cento in valore e +2,1 per cento in volume).

Nel primo trimestre del 2020 le vendite al dettaglio hanno registrato un calo del 5,8 per cento in valore e del 5,9 per cento in volume rispetto al trimestre precedente. In flessione anche le vendite dei beni non alimentari (-11,6 per cento in valore e -11,5 per cento in volume).

Per quanto riguarda i beni non alimentari, le variazioni tendenziali sono state negative per tutti i gruppi di prodotti. Le diminuzioni maggiori riguardano abbigliamento e pellicceria (-57,1 per cento), giochi, giocattoli, sport e campeggio (-54,2 per cento) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-54,1 per cento), mentre il calo minore si registra per i prodotti farmaceutici (-6,3 per cento).

Rispetto a marzo 2019, il valore delle vendite è diminuito del 9,3 per cento per la grande distribuzione e del 28,2 per cento per le imprese operanti su piccole superfici. Le vendite al di fuori dei negozi sono risultate in calo del 37,9 per cento mentre è in risultato crescita sostenuta il commercio elettronico (+20,7 per cento).

Sicuramente una situazione complessa da cui si potrà uscire in tempi lunghi. In questa ottica il posticipo dei saldi è stato accolto con favore dagli imprenditori della moda.

"Una scelta responsabile che tiene conto delle esigenze degli operatori che a oggi sono ancora chiusi”, ha sottolineato Renato Borghi, presidente di Federazione moda Italia-Confcommercio.

“Apprendiamo con soddisfazione la decisione della Conferenza delle Regioni di assecondare le nostre proposte, posticipando la data di avvio dei saldi nell'interesse della categoria e alla luce del nuovo scenario di mercato", ha aggiunto Borghi.

Su oltre 4mila imprese di tutta Italia, il 94 per cento si era detto contrario alla data prevista del 4 luglio, ha sottolineato Federazione moda Italia-Confcommercio.

La soluzione preferita dalla gran parte delle aziende era la posticipazione (52 per cento), seguita dalla sospensione dei saldi (29 per cento). Solo l’8 per cento aveva chiesto di anticiparli. Il 6 per cento voleva mantenere la data del primo sabato di luglio. "C’è stato poi un 5 per cento di aziende che ha preferito dribblare la domanda, esprimendo considerazioni su altre problematiche della categoria come la concorrenza sleale del web e la necessità di una regolamentazione delle vendite online", ha spiegato Federazione moda Italia.

Foto: Pexels