Saldi estivi al via sabato 4 luglio
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I saldi estivi iniziano sabato 4 luglio in quasi tutta Italia e dureranno fino a un massimo di 60 giorni. Alcune eccezioni sono previste per le regioni a statuto autonomo, nella maggior parte dei comuni dell'Alto Adige, per esempio, i saldi inizieranno giovedì, 16 luglio, e termineranno giovedì, 13 agosto (mentre nei comuni turistici della zona i saldi estivi inizieranno venerdì, 21 agosto e termineranno venerdì, 18 settembre 2026).
La Dgr (Deliberazione della Giunta regionale) della Lombardia, 14 dicembre 2011, n. IX/2667 (che riprende il documento di indirizzi unitari per l’individuazione della data di inizio dei saldi, approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 24 marzo 2011) stabilisce che i saldi estivi prendano il via il primo sabato del mese di luglio.
Per il 2026, quindi, gli sconti estivi avranno inizio il giorno sabato 4 luglio.
La durata massima del periodo dei saldi è di sessanta giorni
La durata massima del periodo dei saldi è di sessanta giorni; pertanto, termineranno il giorno martedì primo settembre 2026. Regione Lombardia ricorda che, ai fini di informazione e tutela dei consumatori, i commercianti hanno l’obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso. È invece facoltativa l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso.
L’operatore commerciale ha l’obbligo di fornire informazioni veritiere in merito agli sconti praticati sia nelle comunicazioni pubblicitarie (che, anche graficamente, non devono essere presentate in modo ingannevole per il consumatore) sia nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita. Non può inoltre indicare prezzi ulteriori e diversi e deve essere in grado di dimostrare agli organi di controllo la veridicità delle informazioni relative al prodotto.
I prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale
I prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli).
Se il prodotto risulta difettoso, il consumatore può richiedere la sostituzione dell’articolo stesso o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare.
Oggi, 5 giugno, l'Istat ha pubblicato i dati del commercio al dettaglio relativi ad aprile
Intanto, oggi, 5 giugno, l'Istat ha pubblicato i dati del commercio al dettaglio relativi ad aprile. Ad aprile 2026 le vendite al dettaglio, rispetto al mese precedente, sono stazionarie in valore e diminuiscono in volume (-0,3%). In lieve aumento le vendite dei beni alimentari in valore (+0,2%) mentre calano quelle in volume (-0,2%); in diminuzione le vendite dei beni non alimentari (rispettivamente -0,2% in valore e -0,4% in volume).
Nel trimestre febbraio aprile 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio vedono un incremento in valore (+0,8%) e in volume (+0,2%). Le vendite dei beni alimentari aumentano in valore (+0,8%) e calano leggermente in volume (-0,1%), mentre quelle dei beni non alimentari sono in aumento sia in valore (+0,8%) sia in volume (+0,4%).
Su base tendenziale, ad aprile 2026, le vendite al dettaglio registrano una crescita dell’1,6% in valore e un calo dello 0,3% in volume. I beni alimentari aumentano in valore (+0,6%) e diminuiscono in volume (-2,2%), mentre i beni non alimentari sono in crescita sia in valore sia in volume (rispettivamente +2,6% e +1,2%).
Per quanto riguarda i beni non alimentari, l'Istat registra variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti a eccezione di giochi, giocattoli, sport e campeggio (-0,8%). L’aumento maggiore riguarda i prodotti farmaceutici (+5,2%).
Rispetto ad aprile 2025, il valore delle vendite al dettaglio è in aumento per tutte le forme distributive, in misura più marcata per il commercio elettronico (+8,4%). Quest’ultimo è l’unico settore a evidenziare una crescita anche per i volumi.
"La moderata riduzione delle vendite ad aprile va valutata con cautela alla luce di alcuni fattori che possono aver influenzato le dinamiche del mese, a partire dalla diversa tempistica della Pasqua che, pur caduta nello stesso mese nel 2026 e nel 2025, ha determinato un anticipo di parte dei consumi alimentari a marzo di quest’anno, penalizzando conseguentemente il dato di aprile. Tale riduzione dei volumi acquistati dalle famiglie tanto nel confronto mensile quanto in quello annuale è peraltro un andamento che si rileva nella maggior parte dei paesi europei", sottolinea l'Ufficio studi di Confcommercio, commentando i dati.
Ampliando l’orizzonte oltre il singolo mese Confcommercio rileva come nella prima parte del 2026 i volumi acquistati abbiano segnalato una moderata tendenza alla crescita dato che, anche alla luce del sensibile recupero (+11,2% su base annua tra gennaio e maggio) in atto sul versante degli acquisti di autovetture e del positivo andamento del turismo, indica con una certa chiarezza come per i consumi sia in corso una fase di recupero.