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Confindustria moda chiede ai locatori di sospendere gli affitti

Scritto da Isabella Naef

25 mar 2020

Il pagamento degli affitti per i negozi nel mese di marzo e anche in quello di aprile, visto che la chiusura degli store, dovuta alla pandemia da Covid-19, è stabilita fino al 3 aprile, ma potrebbe essere prorogata, è un problema molto grande per i retailer. Tant'è che qualche azenda,come Ingka Centres, nell'orbita del gruppo Ikea, che gestisce 44 centri commerciali nel mondo, ha deciso di rinunciare agli affitti.. Con la speranza che altri seguano questo esempio, Confindustria moda, nella persona del suo presidente, Claudio Marenzi, ha scritto una lettera ai locatori.

Tra le aziende che hanno sottoscritto la richiesta Valentino, Moncler, Fratelli Rossetti

"Gentile Locatore, scrivo a nome delle aziende del settore moda e accessorio che Confindustria Moda rappresenta Confindustria Moda raggruppa le imprese associate a Smi, Sistema Moda Italia, Assocalzaturifici, Assopellettieri, Aip, Associazione Italiana Pellicceria, Anfao, Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici, Federorafi e Unic, Unione Nazionale Industria Conciaria e rappresenta circa 66 mila imprese del made in Italy, che generano un fatturato di 95,5 miliardi di euro e che danno lavoro a oltre 580 mila lavoratori", si legge nella lettera.

"Come lei ben sa, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020 ha sospeso le attività commerciali al dettaglio del nostro settore, imponendo la chiusura di tutti i negozi e dei punti vendita, anche delle aziende che noi rappresentiamo, al momento fino al 3 aprile. Il timore, purtroppo concreto e supportato dalle quotidiane notizie, è che tale riapertura venga ulteriormente posticipata e che conseguentemente le aziende che rappresentiamo continuino a non vendere, dovendo comunque versare l’intero canone di locazione", prosegue Marenzi.

Alla luce di queste circostanze, i canoni di locazione e affitto dovuti ai negozi e punti vendita sono divenuti, allo stato, eccessivamente onerosi e non più sostenibili da parte delle aziende. Per la salvaguardia dell’intero settore, nonché in applicazione del principio di buona fede contrattuale, chiediamo la collaborazione e la comprensione di tutti i locatori nell’accogliere la nostra richiesta di sospendere la corresponsione dei canoni sino alla riapertura dei negozi e mostrare disponibilità a rinegoziare le condizioni economiche dei contratti di locazione e affitto fino a quando i normali flussi commerciali, turistici e residenziali non si saranno del tutto ristabiliti", chiede il presidente di Confindustria moda.

Tra le aziende che hanno sottoscritto la lettera figurano Basic Italia, Barrett srl, Boxeur Des Rues srl, Casadei spa, Corneliani srl, Dainese spa, Fratelli Rossetti spa, Giuseppe Zanotti spa, Gruppo Calzedonia spa, Herno spa, Lardini spa, Loriblu spa, Melluso sas, Moncler spa, Pellicceria Antonio Carella; Roberto Cavalli, Stella McCartney Ltd; Trussardi spa e Valentino spa.

Intanto, come anticipato, Ingka Centres, azienda nell'orbita del gruppo Ikea, che gestisce 44 centri commerciali nel mondo, ha deciso di rinunciare agli affitti. "A causa dell'epidemia di Covid-19 abbiamo preso la decisione di rinunciare agli affitti in tutti i nostri mercati in Cina, Europa e Russia. Il nostro obiettivo primario in questa situazione è la salute e la sicurezza dei nostri clienti, collaboratori e partner", ha comunicato l'azienda in una nota. Per la società, che gestisce anche due centri commerciali in Italia: Elnòs, a Brescia e Tiare, a Gorizia , questa decisione sostiene direttamente i brand che hanno affittato i negozi.

Foto: Confindustria moda, dall'ufficio stampa