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I sindacati vogliono riaprire il confronto sulle aperture domenicali

Le rappresentanze dei lavoratori hanno scritto alla commissione Attività produttive della Camera
Retail
Riaperto il confronto su una nuova disciplina degli orari commerciali Credits: FashionUnited, immagine generata con l'ausilio dell'Ia
Scritto da Isabella Naef

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Le aperture domenicali e festive tornano al centro del dibattito del settore del commercio come raccontato, anche recentemente, da FashionUnited.

Calendarizzare al più presto in Parlamento le proposte di legge sulla regolamentazione degli orari e delle aperture festive degli esercizi commerciali e avviare un confronto con le organizzazioni sindacali del settore è la richiesta avanzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in una lettera inviata al presidente della X commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, Alberto Luigi Gusmeroli.

In concreto, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ritengono necessario riaprire con decisione il confronto su una nuova disciplina degli orari commerciali, che consenta di superare l’attuale modello di liberalizzazione totale delle aperture domenicali e festive.

"Le tre federazioni sindacali, maggiormente rappresentative nei settori del commercio, della distribuzione e dei servizi, sollecitano l’avvio di una discussione parlamentare su un tema che riguarda milioni di lavoratrici e lavoratori del comparto e che da anni attende una revisione normativa capace di porre un argine agli effetti negativi sulle condizioni di lavoro prodotti dalla liberalizzazione totale degli orari di apertura", spiega la nota dei sindacati.

Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs l’estensione degli orari di apertura ha determinato un ampliamento significativo dei turni e dei carichi organizzativi, arrivando in molti casi a coprire l’intero arco dell’anno, fino a 365 giorni, e, in alcuni casi, anche fasce orarie continuative con aperture h24.

Per le tre sigle la possibilità di lavorare in modo continuativo anche nei giorni festivi ha infatti inciso profondamente sull’organizzazione della vita personale e familiare delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, senza che ciò fosse accompagnato da un reale miglioramento delle condizioni economiche o da un incremento stabile dei livelli occupazionali.

“Il peggioramento della conciliazione vita lavoro è stata la conseguenza più nefasta. Inoltre, l’aggravio dei costi per le imprese, tutte costrette ad aprire nei giorni festivi e domenicali per non perdere quote di mercato, non ha consentito né un aumento dell’occupazione per far fronte ai maggiori turni né una compensazione economica per il disagio dei lavoratori”, aggiungono le rappresentanze sindacali.

Per le organizzazioni sindacali, inoltre, l’obiettivo dichiarato delle liberalizzazioni, favorire la crescita dei consumi e stimolare la competitività del settore, non è stato raggiunto.

Alberto Luigi Gusmeroli
Domeniche senza carrello
Filcams Cgil