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Moda INTERVISTA-SERIE "LO SCOUTING DEI BRAND"

Beppe Angiolini (Sugar): la personalità rende il marchio unico

Scritto da Isabella Naef

19 mag 2020

Quali sono i fattori fondamentali che distinguono un marchio in grado di raccogliere consensi sui mercati da uno che ha poche chance di emergere, quali sono le piattaforme web oppure le fiere dove scovare le etichette cool e quali i passi falsi da evitare per potersi presentare con le carte giuste? FashionUnited ha cercato di dare risposte concrete a queste domande che in molti si stanno facendo proprio ora, in un periodo di grandi riflessioni a causa della pandemia che ha messo sotto scacco tutto il sistema della moda. Oggi pubblichiamo la quarta intervista della serie dedicata alla scouting. Questa settimana abbiamo intervistato Beppe Angiolini, buyer e presidente onorario di Cbi, Camera buyer Italia. Angiolini ha dato vita, ad Arezzo, allo storico multibrand Sugar. Lo store è una piattaforma che comprende abbigliamento maschile, femminile, musica e libri.

Quali sono i fattori fondamentali che distinguono un marchio in grado di raccogliere consensi da uno che ha poche chance di emergere?

Il fattore basilare è la personalità. Un marchio giovane per essere riconosciuto e per diventare cool deve possedere un'energia propria. La premessa fondamentale è da ricondurre al fatto che la moda è un ciclo e riciclo costante, con riferimenti precisi, ed è certo che, pur prendendoli come spunto, sia necessario farli propri.

C'è differenza nei criteri di selezione dei marchi rispetto al mercato in cui questi ultimi devono essere venduti?

La differenza c'è ma non tanto in riferimento al mercato, quanto al canale. Per l'ecommerce di Sugar dobbiamo selezionare capi e marchi maggiormente riconoscibili. La scelta è sempre mirata su capi o accessori che possano essere identificati con un brand o con una situazione e che possano colpire immediatamente il cliente. Nel negozio fisico, invece, c'è più spazio per creare dei look, per proporre innovazione e per raccontare la collezione.

Quali sono i posti giusti dove scovare i brand che possono proporre abbigliamento e accessori interessanti?

Io viaggio moltissimo, la strada è fondamentale per la moda, è un vivaio ed è il posto che muta con la velocità maggiore. Lo scouting funziona quando ti apri al mondo e quando osservi quel che accade in posti come Los Angeles, New York, Londra, Berlino. Oltre alla strada, naturalmente, sono importanti i negozi, così come gli appuntamenti internazionali del calibro di Pitti Uomo oppure le fashion week di Milano o di Parigi. Proprio nelle periferie di metropoli come New York o Parigi, per esempio, si possono scovare collezioni cool. Molti gli americani, gli indiani, gli italiani che espongono nelle gallerie d'arte. Anche i ragazzi che studiano nelle scuole se non cercano di meravigliare e di stupire a tutti i costi sono eccezionali. I talenti devono guardare alla contemporaneità e non trascurare la messa in pratica, ossia la realizzazione della collezione.

Come è cambiato il modo di fare scouting e ricerca nell'era digitale?

La comunicazione, anche digitale, è tutto. Lo styling per un marchio è fondamentale, soprattutto quando si parla di ecommerce. Come ho evidenziato in precedenza, la personalità, la riconoscibilità, la capacità di essere identificati sono fondamentali.

Può dare qualche suggerimento ai marchi giovani desiderosi di farsi strada nella moda?

Ci vuole passione, tanto impegno e, soprattutto, è necessario capire e tirare fuori la propria personalità. L'ideale è sviluppare una collezione con un titolo e non andare fuori tema. Il messaggio che si intende dare deve essere chiaro. Le tre parole chiave per avere successo sono: "styling, personalità e comunicazione".

La "sostenibilità", di cui tanto si sta parlando, è oggettivamente un aspetto che i marchi giovani devono tenere presente?

Fino a due anni fa al cliente finale non importava molto della sostenibilità, adesso, invece, le cose sono cambiate e c'è sicuramente attenzione su questo fronte. Va detto, però, che i prodotti ecosostenibili sono anche più costosi e questo può in qualche modo allontanare i più giovani che hanno risorse esigue.

La quarta intervista della serie dedicata allo scouting sarà pubblicata martedì prossimo, 26 maggio. La prima a a Massimiliano Bizzi, fondatore di White, è disponibile qui. La seconda, ad Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, è disponibile qui

La settimana scorsa abbiamo intervistato Giorgio Rossi, presidente di Coin spa

Foto: Beppe Angiolini, Sugar, dall'ufficio stampa Camera buyer Italia