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Amazon crea 8 marchi di moda

Il colosso dell'ecommerce, come è chiaro già da molti mesi, sta puntando sempre di più sulla moda, ma adesso ha deciso di crescere in questo settore sviluppando marchi di proprietà, proprio come hanno già fatto gli etailer del fashion di maggior successo.

E così che il gigante dell'ecommerce ha creato 8 marchi cercando di guadagnare spazio nel settore: si tratta di Lark&Ro, una etichetta di abiti femminili, Ella Moon, marchio di abbigliamento di ispirazione etnica; Mae, dedicato alla lingerie e Paris Sunday, specializzato in vestiti e top.

Amazon lancerà marchi moda uomo, donna e bambino

Per l'abbigliamento maschile, invece, Amazon ha creato Amazon Essentials, una linea basic; Buttoned Down, dedicata alle camicie low cost e Goodthreads, una lnea casual. Infine, Amazon lancerà il marchio per bambini Scout+Ro.

A oggi Amazon è in fase di espansione in tutta Europa e impiega circa 65mila persone. Nel 2016 la piattaforma di ecommerce ha raggiunto un giro d'affari pari a 135.987 milioni di dollari, ossia il 27 percento in più rispetto allo scorso anno.

Entro l'anno l'azienda sbarcherà nella sua nuova sede di Milano, a Porta Nuova, e continuerà ad assumere persone nei prossimi mesi.

Aperto nel settembre 2012, il quartier generale italiano attualmente si trova presso le Regie Poste di via Ferrante Aporti, a due passi dalla Stazione centrale di Milano. Da quando è operativa, la sede di Milano ha creato oltre 250 posti di lavoro a tempo indeterminato. I dipendenti di questa sede svolgono mansioni legate al business e alla gestione del sito, ma anche ruoli più tradizionali e connessi alla gestione aziendale.

La nuova sede di viale Monte Grappa, occuperà 17.500 metri quadrati per sostenere la crescita e accelerare il ritmo di assunzioni in Italia e garantirà all’azienda spazio sufficiente per ospitare più di 1.100 lavoratori. “L’ecommerce continua a crescere a un ritmo sostenuto, con sempre più famiglie italiane che scelgono Amazon.it come il proprio negozio online preferito. Per garantire loro un servizio di prima qualità e continuare a lanciare nuove modalità di shopping ancora più comode e semplici stiamo effettuando investimenti importanti e continuando a creare nuovi posti di lavoro”, ha sottolineato François Nuyts, country manager di Amazon in Italia e Spagna. “Da quando abbiamo lanciato Amazon in Italia nel 2010, abbiamo investito più di 450 milioni sul territorio creando più di 2.000 posti di lavoro. Abbiamo inoltre annunciato un piano di investimenti di oltre 210 milioni di euro per costruire due nuovi Centri di Distribuzione a Passo Corese, in provincia di Rieti, e a Vercelli. Oggi celebriamo un nuovo passaggio chiave per Amazon in Italia. Siamo felici che questo eccezionale edificio diventi la nuova sede per il nostro talentuoso team attuale e per tutti coloro che si uniranno a noi in futuro”.

Foto: Amazon website
Il Gufo con Oxfam Italia per garantire l’acqua nelle emergenze

Il Gufo collabora con Oxfam focalizzandosi su numerose attività dedicate a mamme e bambini e volte ad accrescere sempre di più l’attenzione e la visibilità sulla campagna di sensibilizzazione che vede protagonista l’acqua, come fonte di salute, da cui passa anche la vita di milioni di persone. L'Organizzazione Mondiale della sanità sta organizzando per il 5 maggio, una giornata dedicata al tema: Hand hygiene day. Da un gesto semplice, come il lavarsi le mani, si impedisce la diffusione di epidemie, infatti.

“Abbiamo scelto di lanciare questa collaborazione in concomitanza con la Giornata mondiale dell’acqua per sancire, in un giorno simbolico ma rappresentativo di programmi di sostegno concreti, l'affiancamento sinergico a Oxfam nato in modo spontaneo da una condivisione di valori profonda. Riteniamo socialmente e umanamente doveroso convogliare il nostro impegno e le nostre risorse verso cause che sostengono la vita umana”, ha detto Alessandra Chiavelli, ceo del Gufo.

Come spiega il brand di kidswear in una nota, "lavarsi le mani è un gesto semplicissimo, vicino e comprensibile ad adulti e bambini, che sigilla l’impegno del Gufo a favore di Oxfam nella raccolta fondi al fine di impedire il diffondersi di epidemie e quindi l’aggravarsi di situazioni di emergenza nel mondo date da eventi climatici estremi, conflitti e malattie".

Numeri alla mano, 748 milioni di persone nel mondo (1 su 8) vivono senza accesso all’acqua potabile e 2,5 miliardi sono prive di servizi igienico-sanitari a causa di guerre e catastrofi naturali. Oxfam lavora in questo senso per impedire il diffondersi di epidemie legate alla scarsità e contaminazione dell’acqua, distribuendo kit igienico sanitari, installando cisterne, punti di distribuzione per l’acqua e realizzando attività di formazione e prevenzione per malattie trasmesse attraverso l’acqua o in condizioni di scarsa igiene.

Foto: Il Gufo press office

I nuovi disegni di lusso a YKK

VISLON® CRYSTAL

Oggi l’artigianato e la tecnologia incontrano di nuovo l’alta moda per creare la nuova cerniera Vislon® di YKK con cristalli Swarovski® sui dentini. YKK ha una lunga esperienza nella produzione dei sistemi di chiusura più funzionali e lussuosi al mondo e con questa sua recente collaborazione prosegue il suo percorso innovativo.

La cerniera Vislon® Crystal conferirà un tocco scintillante agli abiti, i capispalla, le calzature, gli accessori di bigiotteria e l’abbigliamento per bambini cui verrà applicata. L’originale creazione in cristalli levigati sarà un nuovo must-have della speciale gamma di soluzioni di chiusura YKK per capi e accessori di lusso.

Tecnologia e variazione

La cerniera Vislon® è realizzata con dentini in plastica iniettata e abbellita con cristalli Swarovski al loro interno. Questi sono disponibili in cinque colorazioni, tra cui Crystal, Aquamarine, Black Diamond, Light Colorado Topaz e Jet.

La cerniera Vislon® Crystal è disponibile nei formati 5 e 10

Disponibile su tutti i dentini e i nastri colorati nella cartella cromatica globale YKK.

Funzione

Dimensione 5 fornita chiusa, con lato aperto e arrotolata su bobina
Dimensione 10 fornita chiusa, con lato aperto, adattabile e arrotolata su bobina

I nuovi disegni di lusso a YKK

YKK PRESENTA IL BOTTONE AUTOMATICO A OCCHIELLO

Utilità, forma e funzionalità sono alla base del bottone automatico a occhiello appena creato da YKK. Una volta considerato un elemento tecnico necessario per gli accessori e l’equipaggiamento da esterno, il nuovo bottone a occhiello di YKK presenta un diametro di 21mm ed è completo di funzione a scatto.

Vantaggi del prodotto

Marchi, designer, artigiani e produttori apprezzeranno il bottone automatico a occhiello YKK, che all’apparenza sembra un occhiello normale, ma che in realtà può essere aperto e chiuso con un funzionale sistema a scatto. YKK crea prodotti “attivi”, utili e resistenti nel tempo.

L’aspetto decorativo del bottone automatico a occhiello YKK è perfetto per l’attuale tendenza della moda a creare articoli come capispalla funzionali e borse di lusso che uniscano in sé design e resistenza all’usura. Grazie all’ingegneria meccanica di YKK è possibile associare finiture di lusso con competenze altamente tecnologiche, rendendo la funzione di ogni capo e accessorio la migliore che ci possa essere.

Disponibilità

Il bottone automatico a occhiello è disponibile in diverse finiture, nella stessa gamma di placcature e smaltature delle cerniere YKK.

CHI SIAMO

Fondata nel 1934 da Tadao Yoshida in Giappone, YKK è sinonimo di innovazione, artigianato e tecnologia e i suoi articoli si possono trovare in molti capi di abbigliamento e accessori delle marche di moda leader nel mondo. L’azienda sviluppa e produce una vasta gamma di soluzioni di chiusura che comprende cerniere, chiusure a velcro, nastri in tessuto e prodotti in plastica, bottoni automatici e bottoni per tutte le applicazioni di moda, la pelletteria, gli indumenti tecnici, gli accessori, le rifiniture per il settore automotive e molto altro ancora.

La tecnologia all’avanguardia e la reputazione senza rivali di YKK hanno portato l’azienda a essere leader mondiale nella produzione di sistemi di chiusura per prodotti e accessori.

Per maggiori informazioni, si prega di contattare l’Ufficio Stampa di YKK Europe:
Tel.: +44(0)7899 903 142
E-mail: [email protected]

I colori womenswear dell’autunno inverno 2017-18 visti sulle passerelle

Il team di esperti di Trendstop mette nero su bianco le ultime tendenze in materia di colori. Si tratta di trend emersi in occasione di eventi internazionali come le fashion week. I lettori di FashionUnited scopriranno i tre colori fondamentali che avranno un impatto sul mercato dell’abbigliamento donna dell’autunno inverno 2017-18 e oltre. Ogni stagione le previsioni complete di Trendstop identificano le sfumature essenziali che saranno cruciali per le collezioni, con l'analisi e la valutazione del valore commerciale di ogni tendenza e la relativa longevità in modo da avere la migliore base possibile per il processo decisionale.

Questa settimana il team di Trendstop rivela tre tendenze colore womenswear che influenzeranno la palette di colori per l’autunno inverno 2017-18. Céline Green porta una vibrante freschezza e la sensibilità dell’alta moda all'abbigliamento femminile, mentre i toni Caramel Toffee alleggeriscono i marroni invernali pur mantenendo una ricca sensazione di lusso. Il Plasma Red aggiunge un tocco dinamico di colore all’autunno inverno 2017-18 con capi più o meno sportivi.

Céline Green

I colori womenswear dell’autunno inverno 2017-18 visti sulle passerelle

Gli accessori realizzati come se fossero soffici coperte che hanno preso d'assalto la sfilata di Céline costituiscono l'ispirazione per i vibranti toni verdi della stagione. Maglieria e accessori sono incoraggiati da forti tinte che contrastano con la loro realizzazione in tessuti morbidi e tattili. Le tinte vivaci introducono un elemento di alta moda nell’abbigliamento casual e utility.

Caramel Toffee

I colori womenswear dell’autunno inverno 2017-18 visti sulle passerelle

Identificato già nel Fall/Winter 2017-18 Colour Forecast, il Caramel Toffee riscalda ulteriormente le tonalità dei marroni della terra. Il morbido caramello da un tocco dolce e appiccicoso alla tavolozza di base e si fonde con pesanti pellicce e con le creazioni in lana creando un mood di lusso.

Plasma Red

I colori womenswear dell’autunno inverno 2017-18 visti sulle passerelle

I toni rossi luminosi sono un colore chiave per la stagione. Le tonalità primarie sono quasi luminose e creano il massimo impatto sulle passerelle con sguardi all-over monocolore. Lontano dalle passerelle, Plasma Red è una tonalità con un accento dinamico che aggiunge un tocco sportivo urbano all'abbigliamento e agli accessori.

Offerta esclusiva

I lettori di FashionUnited possono ottenere l'accesso gratuito al Trendstop's Fall Winter 2016-17 Colour on the Catwalks Report, con i colori chiave visti sulle passerelle e le applicazioni pensate dai designer di tendenza. Basta cliccare qui per ricevere il rapporto gratuito.

I colori womenswear dell’autunno inverno 2017-18 visti sulle passerelle

Trendstop.com è una delle principali agenzie di previsione di tendenza di tutto il mondo per la moda e per i creativi professionisti, rinomata per la sua analisi delle tendenze approfondite e per le previsioni. Tra i clienti figurano H & M, Primark, Forever 21, Zalando, Geox, Evisu, Hugo Boss, L'Oreal ed Mtv.

Immagini per gentile concessione di Trendstop, da sinistra a destra: Céline, Christopher Kane, Stella McCartney, Jil Sander, Toga, Miu Miu, Calvin Klein, Msgm tutto autunno inverno 2017-18

I temi womenswear sulle passerelle autunno inverno 2017- 2018

Il team di esperti delle passerelle di Trendstop tracciano le ultime tendenze e i loro sviluppi da quando sono emerse alla loro realizzazione. Identificati inizialmente nel F/W17-18 Womenswear Themes Forecast,, questi temi chiave stanno ora facendo la loro apparizione sulle passerelle internazionali e stanno ispirando le collezioni degli stilisti più importanti della moda. I lettori di FashionUnited scopriranno tre dei look più importanti della stagione, fondamentali per qualsiasi collezione, mentre la copertura completa womenswear analizza e valuta il valore commerciale di ogni tendenza e la sua longevità, offrendo la migliore base possibile per dare vita al processo decisionale.

Questa settimana Trendstop presenta tre temi influenti che avranno impatto sul mercato womenswear autunno inverno 2017-18. Cargo Culture vede gli stili utilitaristici rielaborati con un tocco urbano. The New Modernist ha un approccio potente ma femminile all’abbigliamento da giorno mentre Affluent Agender fonde maschile e femminile con eleganti silhouette che contrastano con le costruzioni tradizionali dell’abbigliamento maschile.

Cargo Culture

I temi womenswear sulle passerelle autunno inverno 2017- 2018

La tendenza utility sembra assumere un aspetto più giovanile e un’estetica urbana. Una tavolozza prevalentemente kaki rimane fedele alle origini militari, mentre l'aggiunta del grigio ardesia e nero introduce un’atmosfera da città. Elementi dalle alte prestazioni e i dettagli servono anche per aggiornare l’aspetto militare.

The New Modernist

I temi womenswear sulle passerelle autunno inverno 2017- 2018

Lo stile rilassato per il giorno viene fuso con uno stile più formale per una sensazione veramente contemporanea. Una atmosfera sofisticata vede abiti loungewear realizzati con tessuti tattili e morbidi che conferiscono un aspetto di comfort agli stili modernisti. Le silhouette sono influenzate dalla forme femminili e utilizzano un singolo colore in tonalità tenue per enfatizzare le linee fluide.

Affluent Agender

I temi womenswear sulle passerelle autunno inverno 2017- 2018

Strutture forti, tagli dinamici e combinazioni di texture inaspettate sono il tratto distintivo di una nuova miscela maschile / femminile. Una tavolozza di colori neutri è arricchita da tessuti di alta qualità e dalla sartorialità innovativa, mentre una silhouette più fluida introduce un tocco di eleganza femminile.

Offerta esclusiva

I lettori di FashionUnited possono ottenere l'accesso gratuito Trendstop's Fall Winter 2016-17 Apparel on the Catwalks Report, con tendenze chiave viste sulle passerelle di abbigliamento femminile dei designer di tendenza. Basta cliccare qui per ricevere il rapporto gratuito.

I temi womenswear sulle passerelle autunno inverno 2017- 2018

Trendstop.com è una delle principali agenzie di previsione di tendenza di tutto il mondo per la moda e per i creativi professionisti, rinomata per la sua analisi delle tendenze approfondite e per le previsioni. Tra i clienti figurano H & M, Primark, Forever 21, Zalando, Geox, Evisu, Hugo Boss, L'Oreal ed Mtv.

Immagini per gentile concessione di Trendstop: J.W. Anderson, Eudon Choi, Creatures of Comfort, J JS Lee, Stella McCartney, Tibi, Christopher Kane, Victoria Beckham, Lacoste, tutto autunno inverno 2017-18.

H&M lancia una collezione "no gender"

I marchi no-gender, ossia etichette nate con l'obiettivo di rispondere alle esigenze di un mercato maschile e femminile, oppure di soggetti transgender, proponendo un'unica collezione, stanno aumentando pur rimanendo ancora un settore di nicchia nel fashion system. La popolazione transgender al momento è compresa tra lo 0,3 e lo 0,5 percento della popolazione secondo la World Health Organization. Visto che la moda oltre a essere un business è anche un fattore sociale e culturale e uno specchio dei tempi, ci sono marchi popolari come H&M che hanno pensato di declinare la loro offerta sulle esigenze di questo target. E' così che il 23 marzo H&M lancerà Denim United, una collezione unisex.

Denim United confonde i confini tra le collezioni uomo e donna, sfidando le "regole" stabilite di quello che è considerato femminile e di quello che sembra maschile. In questo modo rende intercambiabile l'abbigliamento uomo e donna.

H&M lancia una collezione "no gender"

"E' molto naturale per noi lanciare una collezione unisex dal momento che la moda è in continua evoluzione e maschile e femminile si intersecano," ha detto un portavoce di H & M.

La collezione prevede pezzi oversize e casual progettati per combinare e coordinarsi bene con giacche, tute e gonne morbide. I pezzi, realizzati con tessuti sostenibili, sono disponibili in una gamma di lavaggi e trattamenti, tra cui gessato denim e lavaggio scuro. I prezzi vanno da 19,99 a 49,99 dollari.

Foto: H&M

La truffa nascosta nel settore della moda

Una stilista senior, seduta in un ufficio del centro, illuminato dal sole, sa che la sua intervista sta andando bene. Lei se lo sente. Il suo portafoglio di lavori è un richiamo per gli intervistatori che hanno esaminato i disegni. Lei ha parlato dei punti salienti del suo curriculum. La stilista sembra dire tutte le cose giuste, e i due dirigenti sul lato opposto del tavolo sono sorridenti e annuiscono, usando frasi come "Se vieni a bordo ..." e "Vorremmo farti conoscere il nostro ceo ... "Hanno anche parlato di benefit e dei venerdì estivi".

"Ma prima, ..." dice uno di loro, rivolgendo lo sguardo a entrambi. Il cuore della stilista batte forte e le parole temute arrivano:

"... ci piacerebbe farti fare un progetto ..."

Il talento nascosto

Raf Simons è solo l'ultimo di una lunga serie di stilisti di alto profilo della moda che sono stati assunti: un non addetto ai lavori potrebbe pensare che la richiesta di designer è in movimento e che si passi da una posizione ben pagata all'altra nel giro di poco tempo. Ma non è così per la maggioranza di talenti che non sono tra le mega star e che devono fare le bozze del prodotto, creare disegni tecnici, rispettare le scadenze e i rapporti con i fornitori per garantire che i campioni siano a disposizione del nuovo direttore creativo tanto lodato, in modo che possa mettere in piedi il fashion show.

Li chiameremo "jobbing designer", creativi di alto livello con dieci anni e oltre di esperienza che hanno costruito la loro carriera lavorando dietro le quinte per i grandi nomi. Non sono interessati ad avviare la propria linea, oppure almeno, non ancora. Ma tenere i piedi ben saldi nella carriera è diventato sempre più difficile. Questi si lamentano che, sebbene l'economia si stia riprendendo dalla recessione, le posizioni di design di alto livello sono meno, che le aziende tendono a prendere nuove leve dal basso dal battaglione di stagisti oppure con stilisti junior pagati molto meno.Negli ultimi anni molti hanno rimpiazzato il lavoro di due o tre persone con questo sistema.

La truffa nascosta nel settore della moda

L'aumento dei progetti

I progetti sono stati inizialmente inseriti come spunto per un colloquio con il candidato, per dimostrare se stilista avesse capito il dna della società. In teoria si tratta di una richietsa abbastanza ragionevole considerando che l'identità di marca può essere così finemente simile a un'altra. E' così che tra le richieste degli esaminatori molti stilisti si sono sentiti chidere: "Pensa Tommy, ma più moderno; pensa Ralph ma più incisivo; J Crew con meno colore; pensare alla tradizione ma in chiave contemporanea ".

Nel corso degli ultimi anni queste richieste hanno cominciato a rappresentare qualcosa altro. "Ti hanno chiesto di fare un progetto?" si chiedono gli stilisti tra di loro e scuotono la testa. Non perché non valutino l'opportunità di andare a lavorare per la concorrenza. Ma perché sono giunti a credere che questa pratica è un modo per le aziende di ottenere del lavoro, dei progetti senza pagarli. In questo modo in troppi sono rimasti in attesa dopo aver mandato il loro progetto "non chiamateci, saremo noi a contattarvi. "Molti hanno visto le loro idee concretizzarsi "misteriosamente" la stagione successiva sulle passerelle e c'è poco che si può fare al riguardo.

La storia di Natalie

La stilsita Natalie, che ha un solido background nel settore high-end e mercati contemporanei, ha recentemente partecipato a una serie di interviste con un marchio di abbigliamento "classico preppy" di lunga data. Alla quarta intervista ha ricevuto una breve progetto che comprendeva 6 disegni di vestiti, 5 camicette, 5 giacche sartoriali, 5 gonne, oltre a disegni tecnici per tutto (Photoshop o Illustrator), le stampe, il colore e campioni di tessuto. Insomma, un corpus significativo di lavoro simile a un'intera collezione. Sebbene nella richiesta scritta fossero indicate due settimane come tempo di consegna, l'intervistatore ha chiesto che il progetto fosse finito nel giro di una settimana. Preme ricordare che la società ha chiesto a Natalie di ridimensionare la sua richiesta salariale a 40.000 dollari. Non volendo fornire tutto questo lavoro gratis, dopo lunghe riflessioni, Natalie ha proposto ciò che riteneva un compromesso ragionevole: avrebbe lavorato freelance in prova per un mese, o anche due settimane se preferibile. A questo punto tutte le comunicazioni con la società si sono interrotte.

La truffa nascosta nel settore della moda

La storia di Steven

Steven, stilista, ha fatto lunga ricerca di lavoro prima di approdare alla sua attuale occupazione e quindi ha ricevuto diverse richieste di progetti. Lui dice: "E' la prassi del settore moda di cui nessuno parla, il piccolo sporco segreto. Nessun altro settore che conosco svaluta e approfitta dei professionisti come questo. E se siete alla disperata ricerca di lavoro, rischiate di ottenere la porta sbattuta in faccia se rifiutate. Ho sentito storie di persone che hanno ottenuto posti di lavoro dopo aver fatto un progetto, ma io personalmente non li ho mai incontrati. Forse è una leggenda metropolitana! "

Steven ricorda l'entità del brief di progetto di un'azienda che lo ha coinvolto sia nella progettazione di una collezione primavera, sia di una collezione autunno, per un totale di 4 differenti consegne, con disegni, 4 tavolozze di colori diversi, e specifiche tecniche per tutti. "E' stata una società dove volevo davvero lavorare", spiega con un'alzata di spalle. "Ho lavorato duro a questi progetti". Quando ho chiesto cosa era successo in seguito, il capo delle risorse umane mi ha inviato una email di due righe per spiegare che stavano continuando la ricerca. "In effetti ho sentito dire che stanno ancora cercando".

Differenza con altri settori

Non è pratica comune per gli architetti consegnare progetti per il loro nuovo lavoro o sviluppare grattacieli. Uno chef non viene assunto dopo aver cucinato il pranzo per l'ufficio, non gli viene chiesto di inviare le ricette per email. Il sito online NoSpec.com, supporta i designer per lo più nel settore della progettazione grafica che possono incontrare richieste di lavoro gratuite. "Lavorare gratis ha un impatto negativo sulla qualità del design, influenzando negativamente sia il designer, sia il cliente". Ma è difficile trovare online altre menzioni della insidiosa "pratica" dei progetti gratis. Mi sono imbattuto in un articolo di The Harvard Business Review dal titolo "I progetti sono le nuove interviste di lavoro" e un altro di The New York Times che descrive il lavoro a progetto come "test drive" che hanno dimostrato di avere successo in qualche azienda. Ma entrambi gli articoli chiariscono che i progetti sono nel settore "tech" e sono su base contrattuale per un periodo limitato e prevedono una remunarazione. Questo non è la pratica che vige nel mondo della moda.

La truffa nascosta nel settore della moda

Questa richiesta immorale di lavoro gratis che si è diffusa negli anni è molto frequente nella moda tra le aziende grandi e piccole, dai grandi nomi ai nuovi brand. Le aziende tendono mettere una manciata di candidati uno contro l'altro, chiedendo progettti a scadenza e ottenendo un fruttuso vantaggio.

Esperienza personale

Come ex stilista ho sperimentato la frustrazione di fare progetti. Ma ho anche ottenuto un lavoro attraverso questo sistema. Tuttavia questo è accaduto quasi un decennio fa e la società aveva davvero voglia di vedere se avevao capito il loro marchio e mi ha fornito un tema su cui potevo spaziare disegnando quello che volevo per qualsiasi stagione, senza specificare la quantità di gonne e abiti (cosa che trasforma il progetto in una collezione). Forse quello che è iniziato allora come una tattica legittima per le aziende al fine di garantirsi i migliori talenti è diventato un abuso?

Un altro problema comune tra i designer con cui ho parlato sembra essere il fatto che molte aziende non forniscono alcuna direzione creativa per il lavoro, dicendo solo che "vogliono vedere che cosa si arriva a creare". Ricordo una società di New York il cui rappresentante, entusiasta per il mio background europeo, aveva descritto la loro estetica come "da qualche parte tra Dries Van Noten, Isabel Marant e Vanessa Bruno, ma, ovviamente, con un prezzo più conveniente, per un cliente americano". Dovevo "realizzare il mio progetto secondo quella direttiva". Ho presentato il lavoro entro il termine concordato. Quando ho inviato via email una richiesta di follow-up qualche giorno dopo, mi è stato detto il lavoro era stato scartato. Questa è stata la fine del progetto.

"Sono strutturati per il fallimento", ha detto Steven "perché di solito non sanno quello che vogliono e si aspettano che tu sia un chiaroveggente".

La truffa nascosta nel settore della moda

Portafoglio e Copyright

Mentre il bozzetto può diventare parte del portafoglio di un designer, i file in digitale sono in possesso della società che li ha ottenuti gratuitamente, pronti a passare da desktop a un altro desktop e possono prendere strade di cui il designer non sa nulla. Gli stilisti hanno notoriamente poca protezione dal copyright perché un articolo di abbigliamento è considerato un articolo utilitaristico, e quindi non coperto da copyright. Questo è anche il caso di tatuaggi, mobili, auto e ricette. In Johanna Blakley, del popolare Ted Talk "Lezioni dalla cultura libera della moda", la moda è la "Cultura della copia": "A differenza di scultori, pittori e musicisti, gli stilisti di moda possono prendere a campione disegni di altri stilisti, possono prendere qualsiasi elemento da qualsiasi indumento e incorporarlo nel loro disegno".

Le aziende come Yves Saint Laurent e Burberry hanno intentato cause legali da 100 milioni di dollari contro altre marche che hanno violato il loro diritto d'autore. Ma non conosco stilisti qualunque disposti a impegnarsi con un team di legali per colpire chi ha copiato i loro disegni.

E anche se gli schizzi dei progettisti potessero qualificarsi come opere d'arte, e quindi eventualmente essere soggetti alla stessa protezione del copyright come, per esempio, la pittura, la questione della proprietà rimane ancora un lusso per uno stilista che sta cercando lavoro in una città costosa come New York e non si può permettere di aspettare a lungo. "E' lo sfruttamento di questi stilisti da parte di società conosciute che merita di essere esaminato".

Trascinando questa pratica nascosta alla luce del sole, si comincia a far capire ai colpevoli che l'attenzione si sta posando su di loro. Un compenso pattuito per i servizi resi è la norma in qualsiasi altra industria e la moda non deve essere esonerata. Follow-up riguardanti la posizione e feedback significativi sul progetto sono il meno che lo stilista debba pretendere. Questa industria multi miliardaria si appoggia su tante figure nascoste che tutti i giorni fanno delle magie ma non hanno alcuna aspettativa di consensi o rassegne stampa. Ma dovrebbe essere garantito almeno il rispetto professionale.

Come conclude Steven, "Sì, ci si sente derubati, non solo del lavoro che che hai fatto al meglio delle tue capacità, nonostante l'incertezza dell'assunzione, ma anche dei tuoi materiali, degli inchiostri e delle stampe".

Contributo del guest editor Jackie Mallon, che insegna presso diverse facoltà della moda a New York ed è l'autore di "Silk for the Feed Dogs", un romanzo ambientato nel settore della moda internazionale.

Tutte le immagini di Jackie Mallon per FashionUnited

Stella McCartney fedele al "skin-free-skin"

Durante la settimana della moda di Parigi che si è appena conclusa, Stella McCartney è stata fedele, ancora una volta, ai principi etici del brand, il Skin-free-skin, utilizzando ecopelle e alter-suede per la collezione autunno inverno 2017- 2018.

La stilista ha ribadito che l'ecopelle è un ottimo materiale tanto quanto la pelle vera e che l'industria della moda è crudele nei confronti degli animali, tanto più ora che le pellicce sono tornate sulle passerelle della settimana della moda francese.

Visto che gli attivisti dell'associazione Peta hanno protestato intorno alla torre Eiffel contro l'uso di pelli e pellicce, la stilista ha detto ai giornalisti che l'ecopelle è assolutamente valida tanto quanto la pelle vera e che, quindi, non si capisce perchè utilizzare ancora le pelle.

Stella McCartney fedele al "skin-free-skin"

La stilista britannica ha portato in passerella abiti stampa check, completi sartoriali, total look in jersey nei toni del miele, del biscotto e del grigio. Nella palette di colori anche verde khaki, blu petrolio e inchiostro.

Foto: Catwalkpictures

Panoramica sulle tendenze primavera estate 2018 da Lineapelle

Gli esperti di materiali di Trendstop svelano le tendenze essenziali per la pelle emerse alle più importanti fiere di settore in Europa: Lineapelle. Arrivato fresco fresco da Milano, la capitale della moda internazionale, il team ha identificato le tendenze che ispirano il mercato dell’abbigliamento, delle calzature e accessori nella stagione 2018 e oltre. I lettori di FashionUnited scopriranno quattro influenze chiave per ispirare le collezioni, mentre la copertura completa della fiera analizza e valuta il valore commerciale di ogni tendenza e la longevità, offrendo la migliore base possibile per il processo decisionale.

Questa settimana Trendstop presenta quattro temi fondamentali che avranno impatto sulle categorie di merci in pelle della primavera estate 2018. Tech-Hide Hybrids porta elementi naturali e artificiali applicandoli alla pelle e al cuoio. Superfici opache caratterizzano la tendenza Super Matte mentre referenze trans- stagionali danno forza alla tendenza Summer Heavyweights. Finiture fluorescenti e proprietà che reagiscono ai raggi Uv mostrano come le innovazioni passino per trattamenti superficiali.

Tech-Hide Hybrids

Panoramica sulle tendenze primavera estate 2018 da Lineapelle

I tessuti tecnici sono uniti alla pelle per sfruttare la tendenza ibrida. Le pelli sono sostenute con materiali sintetici tecnici, in maglia o spugna e hanno un aspetto e una funzionalità molto più tecnica. Gli strati sovrapposti e intrecciati aggiungono forza e malleabilità.

Super Matte

Panoramica sulle tendenze primavera estate 2018 da Lineapelle

Le superfici opache sono fondamentali per la SS18. Gessati, finiture polverose e in grani lisci o corretti in unico colore conferiscono alle pelli una caratteristica di solidità e densità. Le finiture prendendo ispirazione dalla natura piuttosto che dal futurismo high-tech.

Summer Heavyweights

Panoramica sulle tendenze primavera estate 2018 da Lineapelle

Visto che la moda si muove su un territorio trans-seasonal, le pelli scamosciate pesanti, spesse e spugnose forniscono un contrasto con le qualità più leggere della stagione. Un ritorno alle pelli che al tatto sembrano oleos, tipo cerata, danno un nuovo look alle nappe e alle superfici spazzolate.

Nightlight

Panoramica sulle tendenze primavera estate 2018 da Lineapelle

Una nuova innovazione in fase di sperimentazione da diverse concerie sono i trattamenti e gli effetti fluorescenti. Lo scamosciato color neon emana un bagliore terreno sotto la luce Uv, mentre le pelli sovrastampate con rivestimenti luminosi hanno un grande potenziale soprattutto per le applicazioni dell’abbigliamento bimbo.

Offerta esclusiva

I lettori di FashionUnited possono ottenere l'accesso gratuito al Trendstop's Spring Summer 2017 Lineapelle Trade Show Overview, con le novità chiave di stagione, le pelli di tendenza e i materiali innovativi. Basta fare clic sul banner per ricevere il rapporto gratuitamente.

Panoramica sulle tendenze primavera estate 2018 da Lineapelle

Trendstop.com è una delle principali agenzie di previsione di tendenza di tutto il mondo per la moda e per i creativi professionisti, rinomata per la sua analisi delle tendenze penetranti e per le previsioni. Tra i clienti figurano H & M, Primark, Forever 21, Zalando, Geox, Evisu, Hugo Boss, L'Oreal ed Mtv.

Immagini per gentile concessione di Trendstop: Conceria di Urgnano, Martucci, Sirte Conceria, Abip, Tuscania, Ecopell, Caravaggio, Gruppo Mastrotto, Sciarada,Ge Fin, Sciarada, Ambassador all Spring Summer 2018. tutto primavera-estate 2018.

Peter Dundas lancia la sua etichetta con la primvara estate 2018

Qualche mese dopo aver lasciato la direzione creativa di Roberto Cavalli, Peter Dundas ha arruolato la cantante Beyoncé per presentare i primi capi della collezione eponima. La cantante, infatti, il mese scorso durante i Grammy Awards 2017 ha indossato le prime creazioni dello stilista.

Lo stilista ha postato i bozzetti sul suo profilo Instagram, dando la notizia. “Sono fiero di annunciare la prima collezione Peter Dundas con i look realizzati per la nostra musa Queen Bey”.

La linea completa sarà svelata con la collezione primavera estate 2018.

Lo scorso ottobre, dopo soli 19 mesi alla guida creativa del marchio, lo stilista norvegese ha lasciato l'incarico presso l'etichetta fondata da Roberto Cavalli. Alla guida stilistica dell'etichetta fiorentina dalla primavera 2015, il designer si era ispirato a icone rock come Mick Jagger e Keith Richards.

Foto: Instagram