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Guess: perdita netta Gaap pari a 2,9 milioni di dollari nel Q3

Guess, per il suo terzo trimestre chiuso il 28 ottobre, ha riportato una perdita netta GAAP di 2,9 milioni di dollari rispetto ai guadagni netti Gaap di 9,1 milioni di dollari dello stesso trimestre fiscale 2017. La perdita diluita Gaap per azione è stata pari a 0,04 dollari rispetto ai guadagni diluiti Gaap per quota pari a 0,11 dollari per il trimestre dell'anno precedente.

Gli utili netti rettificati del trimestre sono stati pari a 10,4 milioni di dollari, un aumento dell'8,1 percento rispetto ai 9,6 milioni di dollari del terzo trimestre fiscale 2017 e l'utile diluito rettificato per azione è aumentato del 9,1 percento a 0,12 dollari.

"Nel complesso, il profitto operativo rettificato del terzo trimestre ha raggiunto le nostre aspettative e l'utile rettificato per azione è finito al di sopra della fascia più alta delle nostre linee guida. Continuiamo a vedere un buon momento in Europa e in Asia, dove i nostri ricavi sono aumentati, rispettivamente, del 19 percento e del 17 percento", ha detto in una nota stampa, Victor Herrero, chief executive officer della società.

Le entrate nette totali per il terzo trimestre dell'anno fiscale 2018 sono aumentate del 3,3 percento a quota 554,1 milioni di dollari. In valuta costante, le entrate nette sono aumentate dello 0,6 percento.

Nei nove mesi terminati il 28 ottobre, la società ha registrato una perdita netta Gaap di 8,9 milioni di dollari, rispetto ai guadagni netti Gaap di 16,2 milioni di dollari dei nove mesi chiusi al 29 ottobre 2016. La perdita diluita Gaap per azione è stata di 0,12 dollari rispetto all'utile Gaap diluito per azione di 0,19 dollari per lo stesso periodo dell'anno precedente.

Foto: Guess website

Samsonite International S.A.cresce nei nove mesi

Samsonite International S.A. ha annunciato ieri i risultati del terzo trimestre e dei primi 9 mesi dell’anno, entrambi terminati il 30 settembre 2017. Le vendite nette del gruppo per i tre mesi conclusisi il 30 settembre 2017 sono aumentate del 18,7 percento su base annua, a cambio costante, con una forte crescita in tutte le Region, raggiungendo i 915,6 milioni di dollari Usa.

L’Ebitda rettificato per la trimestrale in analisi è cresciuto del 18,7 percento anno su anno per un valore pari a 160.4 milioni di dollari statunitensi.

Elisabetta Stucchi, general manager Samsonite Italia: risultati positivi per l'Italia che cresce dell’8,5 percento

Per quanto riguarda le singole aree geografiche l'America del Nord ha segnato un + 31,1 percento, l'Asia un + 10,1 percento; l' Europa un + 11,8 percento e l'America Latiba un + 22,4 percento.

L’analisi condotta sui primi nove mesi dell’anno in corso attesta il trend positivo: i ricavi netti sono aumentati del 26,7 percento, anno su anno, con una forte crescita in tutte le Region, per un turn over pari a 2 miliardi 501,7 milioni di dollari Usa e un Ebitda rettificato cresciuto del 23,5% anno su anno per un valore pari a 401.9 milioni di dollari statunitensi.

Anche per l’Italia si conferma la crescita: “i risultati positivi dell’Italia che cresce dell’8,5 percento", ha detto Elisabetta Stucchi, general manager Samsonite Italia. Il focus strategico sulle vendite dirette ha visto a livello locale nuove aperture presso l’aeroporto di Linate, con un punto vendita Samsonite – Tumi, e a Roma presso il centro commerciale Porta di Roma con un nuovo Chic Accent store. “Prima della fine dell’anno, ai 32 negozi Chic Accent si aggiungerà una ulteriore posizione su Roma, presso il Retail Park da Vinci".

Positivo anche l’andamento del marchio Tumi , da ottobre presente con un nuovo corner presso il nuovo punto vendita de La Rinascente di Roma via del Tritone. "Per il primo trimestre 2018 abbiamo, inoltre, in cantiere il progetto di un nuovo flagship store Tumi a Milano, in aggiunta allo storico negozio di via Verri", ha aggiunto Stucchi.

"I risultati del gruppo per il terzo trimestre del 2017 sono stati molto positivi. Tutte le nostre Region hanno registrato una crescita a doppia cifra: i contributi di Tumi e eBags sono stati importanti fattori di crescita e abbiamo anche ottenuto un incremento del 4,9% delle vendite nette per il periodo", ha sottolineato Ramesh Tainwala, chief executive officer di Samsonite International S.A.

Foto: Elisabetta Stucchi, credit: Samsonite International press office
Gap: utili a +41 percento nei nove mesi

Il marchio americano Gap ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 58 cent, al di sopra dei 54 cent stimati dagli analisti, mentre i ricavi totali sono aumentati dell'1 percento a 3,84 miliardi spinti dalle vendite-same store (+3 percento).

Gap ha rivisto al rialzo le stime sull'intero esercizio. L'utile per azione è atteso ora a 2,08-2,12 dollari, in crescita rispetto ai 2,02-2,10 dollari stimati in precedenza.

Nei nove mesi il brand americano ha messo a segno utili in progressione del 41 percento sullo stesso periodo dell’anno precedente pari a 643 milioni di dollari e vendite nette sostanzialmente a quota 11,077 miliardi.

L'azienda terrà a battesimo 70 nuovi punti vendita a livello globale entro il 2020.

Foto: Gap website
Smi: per il tessile moda segnale positivo per l'occupazione

"In Italia abbiamo registrato un +1,3 percento, ciò significa che finalmente anche il nostro Paese è tornato a crescere e questo genera un clima di fiducia", ha detto ieri mattina, a Milano, Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine, parlando dell'andamento della moda uomo, durante la conferenza stampa di presentazione di Pitti Uomo, kermesse in agenda dal 9 al 12 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze.

Secondo l’indagine congiunturale condotta da Smi presso un centinaio di aziende associate operanti in tutti gli stadi della filiera e dimensionalmente diversificate, nell’arco dei primi nove mesi dell’anno, il tessile-moda italiano si è mosso complessivamente, in territorio positivo.

Nel secondo quarter, ha spiegato Smi in una nota, "si profila una prosecuzione del trend positivo, che porta ad archiviare un +3,8 percento"

Nel primo trimestre dell’anno in corso, in termini di fatturato, le aziende del campione hanno sperimentato mediamente una variazione di segno positivo nell’ordine del +2,8 percento rispetto al medesimo periodo del 2016. Più in dettaglio, mentre le imprese tessili non hanno superato il +1,3 percento, quelle dell’abbigliamento-moda hanno raggiunto una crescita più vivace pari al +3,6 percento.

Nel secondo quarter, ha spiegato Smi in una nota, "si profila una prosecuzione del trend positivo, che porta ad archiviare un +3,8 percento".

Con riferimento ai mercati esteri, le aziende partecipanti all'idagine hanno presentato risultati molto differenziati, da ricondurre non solo alle diverse merceologie ma anche alla esposizione su differenti Paesi. Non mancano, del resto, sotto-campioni per cui il mercato interno business to business si è rivelato maggiormente favorevole rispetto a quello estero. Tra i best performer oltreconfine si possono ricordare le tessiture laniere piuttosto che le aziende del tessile-casa.

Sulla base delle dichiarazioni delle aziende a campione, nel corso del 2017, dopo anni di continue contrazioni, sul fronte occupazionale è emerso un segnale positivo, che porta ad archiviare un +1,1 percento nel primo trimestre dell’anno e un +0,9 percento nel secondo.

Per il terzo quarter ci si attende, invece, una variazione positiva in frenata al +0,3 percento.

Sulla base dei dati Istat a oggi disponibili, nei primi sette mesi del 2017 si è archiviata una dinamica positiva del commercio con l’estero, sia lato export sia lato import. Più in dettaglio, le vendite estere mettono a segno una variazione del +2,4 percento, superando i 17,9 miliardi di euro. Parallelamente, l’import è cresciuto del +1,9 percento, per un totale di quasi 12,4 miliardi di euro.

I due macro-comparti della filiera hanno presentato entrambi dinamiche positive, tuttavia su toni assai differenti. Relativamente all’export il tessile ha frenato al +0,5 percento, mentre l’abbigliamento-moda ha guadagnato un +3,4 percento.

Nei primi sette mesi del 2017 l’export di TessileModa è cresciuto del +2,4, l’import del +1,9 percento.

Anche lato import, ha sottolineato Smi, "le dinamiche risultano contraddistinte dal segno positivo, pur tuttavia i flussi Ue non vanno oltre a un +0,4 percento, mentre quelli provenienti da aree extra-Ue si incrementano del +3,2 percento.

Esaminando più diffusamente gli sbocchi Ue, Germania e Francia, prima e seconda destinazione del tessile-moda made in Italy, presentano rispettivamente un incremento del +1,0 percento e una flessione del -1,3 percento. Più performante risulta, invece, l’export verso il Regno Unito, in crescita del +3,8 percento, e verso la Spagna, in crescita del +5,7 percento.

Relativamente, invece, alle piazze extra-Ue, "nel periodo analizzato le vendite verso gli Stati Uniti, terza destinazione e primo mercato non Ue, frenano al -0,6 percento. Se Hong Kong non va oltre un +1,4 percento, la Cina presenta un aumento double-digit pari al +11,5 percento. Sempre in ambito Far East arretra lievemente il Giappone (-1,4 percento), mentre la Corea del Sud sale del +5,0 percento.

Foto: Claudio Marenzi, credit: FashionUnited
Ricavi in crescita del 10,3 percento per Brunello Cucinelli nei 9 mesi

Brunello Cucinelli stima una crescita a doppia cifra sia del fatturato, sia dell’utile. Nei primi nove mesi del 2017 l'azienda umbra ha realizzato ricavi netti pari a 384,2 milioni di euro, in crescita del 10,3 percento rispetto ai 348,4 milioni di euro dello scorso anno.

Tutte le aree geografiche e tutti i canali di distribuzione hanno riportato crescite significative. In particolare i mercati internazionali hanno registrato una crescita del +10,4 percento (Europa +10,4 percento, Nord America +6,3 percento, Greater China +37,7 percento, Resto del Mondo +8,0 percento) e il mercato italiano un +9,8 percento.

Brunello Cucinelli: "il 2018 è un altro anno molto importante con una sana crescita a due cifre sia dei ricavi, sia dei profitti"

“Siamo quasi alla fine di questo interessantissimo 2017, anno che noi vorremmo definire particolarmente bello, sia in termini economici, sia sotto il profilo dell’immagine, posizionamento e credibilità del brand", ha detto Brunello Cucinelli, presidente e amministratore delegato dell'azienda del cachemire.

"Le vendite delle collezioni invernali stanno andando molto molto bene, quindi possiamo dire con una certa tranquillità che immaginiamo una crescita a doppia cifra sia del fatturato sia dell’utile, ha aggiunto Cucinelli.

“Anche la raccolta ordini primavera estate 2018 è andata molto bene sia in termini numerici che di immagine. Ottimo il giudizio sulle collezioni sia dei clienti che della stampa internazionale. Tutto questo ci fa immaginare nel 2018 un altro anno molto importante con una sana crescita a due cifre sia dei ricavi che dei profitti", ha concluso l'amministratore delegato dell'azienda di Solomeo.

I risultati ottenuti dalla boutique online, gestita direttamente a partire da gennaio 2017, sono molto, molto positivi ha spiegato il management in una nota.

"Risultati che possiamo considerare eccellenti sono riportati dalla nostra più grande boutique “fisica”, aperta nel gennaio 2017 in via Montenapoleone a Milano, che immaginiamo abbia saputo coniugare il desiderio di trasferire l’immagine e l’atmosfera della “nostra terra” con il “nostro modo di vivere e lavorare”, contribuendo a elevare l’allure del brand", ha sottolineato Cucinelli.

Numeri alla mano, il canale retail ha messo a segno un incremento del 19,8 percento, con i ricavi che hanno raggiunto i 187,3 milioni di euro (incidenza del 48,7 percento) rispetto ai 156,3 milioni di euro nei primi 9 mesi dello scorso anno (incidenza del 44,9 percento).

Il canale monomarca wholesale, ha registrato vendite pari a 21,8 milioni di euro (incidenza del 5,7 percento), con una crescita del +3,0 percento, escludendo i passaggi dalla gestione di terzi alla gestione diretta della boutique on-ine e delle 4 boutique di Mosca.

Il canale multimarca wholesale ha messo a segno una crescita del +7,7 percento, con i ricavi pari a 175,1 milioni al 30 settembre 2017 (incidenza del 45,6 percento) rispetto ai 162,6 milioni al 30 settembre 2016 (incidenza del 46,7 percento).

Foto: Brunello Cucinelli press office
Gruppo Salvatore Ferragamo: ricavi a -0,9 percento nei nove mesi

Al 30 settembre 2017, il gruppo Ferragamo ha realizzato ricavi pari a 1.005 milioni di euro, in diminuzione dello 0,9 percento a tassi di cambio correnti (inclusivi dell’effetto hedging), rispetto ai 1.014 milioni di euro registrati nei primi nove mesi dell’esercizio 2016. A cambi costanti la crescita dei ricavi è stata pari allo 0,2 percento.

In particolare nel terzo trimestre 2017, i ricavi sono stati pari a 287 milioni di euro, in diminuzione del 5,5 percento a tassi di cambio correnti (inclusivi dell’effetto hedging), "a causa dell’impatto negativo dell’andamento delle valute (+0,5 percento a cambi costanti", come ha spiegato il management dell'azienda fiorentina in una nota.

Il canale distributivo retail del Gruppo Ferragamo ha registrato ricavi consolidati in aumento dell'1,2 percento

Il consiglio di amministrazione di Salvatore Ferragamo, società a capo del Gruppo Salvatore Ferragamo, riunito ieri sotto la presidenza di Ferruccio Ferragamo, ha esaminato e approvato il resoconto intermedio consolidato di gestione al 30 settembre 2017.

A ottobre Salvatore Ferragamo ha nominato con effetto immediato Paul Andrew direttore creativo della linea donna del marchio. Lo stilista prende il posto di Fulvio Rigoni che dopo due stagioni non è più design director della collezione donna dell'etichetta fiorentina.

La collezione disegnata da Paul Andrew debutterà nella stagione autunno inverno 2018/2019.

Nel suo ruolo lo stilista avrà il compito di supervisionare lo sviluppo stilistico di tutte le categorie prodotto donna e i contenuti creativi di tutte le attività. La collezione debutterà nella stagione autunno inverno 2018/2019.

Tornando ai dati approvati ieri, al 30 settembre 2017 la rete distributiva del Gruppo, composta da un totale di 687 negozi, poteva contare su 407 punti vendita diretti e 280 punti vendita monomarca operati da terzi nel canale wholesale e travel retail, nonché sulla presenza nei principali department store e specialty store multimarca.

Il canale distributivo retail ha registrato, al 30 settembre 2017, ricavi consolidati in aumento dell'1,2 percento (+2,9 percento a tassi di cambio costanti), con un andamento del -1,0 percento a tassi e perimetro costanti (like-for-like), rispetto allo stesso periodo del 2016.

Il canale wholesale, "penalizzato in particolare dal destocking, dalle tensioni in Corea del Sud e dalla razionalizzazione strategica in Giappone, spiega il management in una nota, ha riportato, nei primi nove mesi del 2017, ricavi in contrazione del 4,7 percento sia a tassi di cambio correnti, sia costanti.

L’area Asia Pacifico si riconferma il primo mercato in termini di ricavi per il Gruppo, in crescita del 2,8 percento (+3,5 percento a tassi di cambio costanti), rispetto ai primi nove mesi del 2016. L’area Europa ha registrato, nel corso dei primi nove mesi del 2017, una diminuzione dei ricavi dell'1,6 percento (-0,9 percento a tassi di cambio costanti) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un canale retail positivo e un business wholesale negativo, penalizzato dal destocking.

L’area del Nord America ha registrato, nel corso dei primi nove mesi del 2017, una contrazione dei ricavi pari al 4,3 percento (-3,3 percento a tassi di cambio costanti), rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2016, in particolare penalizzata anche dall’andamento delle vendite dei department store.

Il mercato giapponese, nei primi nove mesi del 2017, ha registrato una discesa dei ricavi del 6,7 percento (-4,0 percento a tassi di cambio costanti), attribuibile alla razionalizzazione strategica del canale wholesale, mentre i negozi a gestione diretta hanno registrato vendite stabili. L’area del Centro e Sud America ha registrato una crescita del 3,1 percento (+6,9 percento a tassi di cambio costanti2), rallentata nel terzo trimestre a causa del terremoto avvenuto a settembre in Messico.

Foto: Salvatore Ferragamo press office

Aeffe: ricavi a +10 percento nei nove mesi

Ieri, il consiglio di amministrazione di Aeffe ha approvato i risultati consolidati relativi ai primi nove mesi del 2017. Numeri alla mano i ricavi consolidati sono stati pari a 235 milioni di euro, rispetto ai 213,8 milioni dei primi nove mesi del 2016, con un incremento del 9,9 percento a cambi correnti e del 10,0 percento a cambi costanti.

L'Ebitda è stato pari a 30,4 milioni di euro, rispetto ai 21,3 milioni dei primi nove mesi del 2016 (+43 percento), con un miglioramento di 9,1 milioni.

Aeffe è quotata al segmento Star di Borsa Italiana e opera sia nel settore del prêt-à-porter sia nel settore delle calzature e pelletteria con marchi come Alberta Ferretti, Philosophy di Lorenzo Serafini, Moschino, Pollini, Jeremy Scott e Cédric Charlier.

L'utile pre-tax è stato pari a 18,6 milioni di euro, rispetto all’utile pre-tax di 10,5 milioni dei primi nove mesi del 2016 con un miglioramento di 8,1 milioni di euro (+77 percento).

L'utile d’esercizio per il gruppo è stato pari a 11,9 milioni, rispetto all’utile di 4,9 milioni dei primi nove mesi del 2016, con una crescita di 7,0 milioni di euro (+144 percento).

I ricavi della divisione prêt-à-porter sono stati pari a 179,9 milioni, registrando un incremento del 9,8 percento sia a cambi correnti, sia a cambi costanti rispetto ai primi nove mesi del 2016.

I ricavi della divisione prêt-à-porter sono stati pari a 179,9 milioni, registrando un incremento del 9,8 percento

I ricavi della divisione calzature e pelletteria hanno segnato una crescita del 12,8 percento al lordo delle elisioni tra le due divisioni e sono ammontati a 80 milioni.

“Guardiamo al futuro con positività alla luce dei risultati dei primi 9 mesi dell’esercizio, sia in termini di crescita del fatturato, sia della progressione più che proporzionale della redditività, anche grazie a una raccolta ordini primavera/estate 2018 che ha registrato una crescita del 15 percento. Questi risultati ci fanno ben sperare e soprattutto ci confermano la bontà dei capisaldi della nostra strategia di lungo termine volta al rafforzamento della distintività dei nostri brand, che contempla la massima attenzione alla qualità delle nostre collezioni e del servizio post-vendita e alle dinamiche del mercato con un orientamento ad investimenti sul fronte dell’ecommerce e dello sviluppo retail”, ha sottolineato Massimo Ferretti, presidente esecutivo di Aeffe.

Nei primi nove mesi del 2017 le vendite in Italia, pari al 49,3 percento del fatturato consolidato, hanno registrato, rispetto al corrispondente periodo del 2016, un andamento molto positivo crescendo del 20,2 percento a 116 milioni di euro, grazie alla crescita organica sia del canale wholesale, sia del canale retail.

A tassi di cambio costanti, le vendite in Europa, con un’incidenza sul fatturato del 20,8 percento, hanno riportato una progressione del 5,8 percento. Il mercato russo, pari al 3,0 percento del fatturato consolidato, ha registrato una contrazione pari a 0,2 milioni di euro (-3 percento) rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio. Le vendite negli Stati Uniti, con un’incidenza sul fatturato del 6,3 percento, hanno registrato un calo pari al 13,4 percento a tassi di cambio costanti.

Nel resto del mondo, il gruppo ha conseguito ricavi per 48,2 milioni di euro, con un’incidenza sul fatturato del 20,5 percento, in aumento del 3,8 percento a cambi costanti rispetto ai primi nove mesi del 2016, grazie soprattutto all’andamento dell’area della Greater China, che è cresciuta del 16 percento.

Foto: Alberta Ferretti website

Prada ammessa al regime di cooperative compliance

Prada è stata ammessa al regime di cooperative compliance (adempimento collaborativo ex D. Lgs. 128/2015), consistente in una nuova modalità di interlocuzione trasparente con l’amministrazione finanziaria che consentirà di aumentare il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. Questo quanto annunciato ieri dal gruppo guidato da Patrizio Bertelli, in una nota.

L’adesione a questo regime "rientra nella più ampia strategia fiscale del gruppo Prada, da sempre basata sulla gestione in via preventiva dei rischi e sull’impegno a promuovere una cultura aziendale improntata alla correttezza e al rispetto delle norme", si legge nella nota.

"Si tratta di un importante traguardo nel percorso di collaborazione e fiducia reciproca che Prada ha avviato da tempo con le amministrazioni finanziarie, nella crescente consapevolezza che una gestione del rischio fiscale basata sulla trasparenza comporti benefici per tutti gli stakeholder del gruppo".

L'azienda ha archiviato i primi sei mesi del 2017 con ricavi pari a 1.469 milioni di euro, in calo del 5,5 percento rispetto al primo semestre 2016 per il Gruppo Prada.

Performance positiva per il ready to wear, sia per Prada, sia per Miu Miu, Ebitda a 279,6 milioni, 19,1 percento sui ricavi netti (21,2 percento nel primo semestre 2016) ed Ebit a 166,8 milioni di euro, 11,4 percento sui ricavi netti (13,8 percento nel primo semestre 2016). Risultato netto pari a 116 milioni, 7,9 percento sui ricavi netti (9,1 percento nel primo semestre 2016).

Foto: Prada

Ynap: ricavi netti nei primi nove mesi a 1,5 miliardi di euro

Ynap segnala che nei primi nove mesi dell'esercizio gli ordini in termini di volume sono stati 6,8 milioni, rispetto ai 5,9 milioni di un anno fa, e che le visite sul sito di ecommerce sono state 586,5 milioni dai 510 milioni dello stesso periodo 2016. In lieve calo, da 331 euro a 330 euro, il valore medio per singolo ordine: una variazione che il gruppo ritiene "attribuibile" all'andamento sfavorevole dei tassi di cambio.

Il consiglio di amministrazione di Yoox Net-a-porter Group riunitosi ieri, ha esaminato i ricavi netti consolidati e le principali metriche di business relativi ai primi nove mesi al 30 settembre 2017 raffrontati con i medesimi dati finanziari relativi allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ynap: nel terzo trimestre l'Italia ha messo a segno ricavi netti pari a 34,1 milioni, in crescita del 14,2 percento a tassi di cambio costanti

Nel dettaglio, nel terzo trimestre del 2017, la società ha conseguito ricavi netti consolidati, al netto dei resi sulle vendite e degli sconti concessi ai clienti, pari a 481,8 milioni, in aumento del 17,7 percento su base organica (+10,7 percento reported), rispetto a ricavi netti pari a 435,4 milioni nel terzo trimestre del 2016.

Questa performance si è tradotta in ricavi netti nei primi nove mesi del 2017 pari a 1,5 miliardi di euro , in crescita del 18,6 percento su base organica (+13,8 percento reported) rispetto a ricavi netti pari a 1,3 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2016.

Per quanto riguarda le singole aree geografiche, la società fondata da Federico Marchetti ha registrato crescite positive in tutti i principali mercati di riferimento nel corso del periodo.

Nel terzo trimestre, il Regno Unito ha conseguito ricavi netti pari a 63,8 milioni, in aumento del 20,1 percento a tassi di cambio costanti. Questa performance rappresenta una significativa accelerazione rispetto al secondo trimestre del 2017 (+11,7 percento a tassi di cambio costanti), guidata dai risultati di tutti gli online store multimarca del gruppo.

Il Nord America, primo mercato del gruppo, nel terzo trimestre ha conseguito ricavi netti pari a 138,6 milioni di euro, in aumento del 10,3 percento a tassi di cambio costanti rispetto a 132,9 milioni nel terzo trimestre del 2016.

L’Italia ha registrato, nel terzo trimestre, ricavi netti pari a 34,1 milioni, in crescita del 14,2 percento a tassi di cambio costanti (+14,1 percento reported). L’Europa (esclusi Italia e Regno Unito) ha confermato anche nel terzo trimestre il trend in miglioramento, con ricavi netti pari a 134,7 milioni, in accelerazione al 17,5 percento a tassi di cambio costanti (+16,8 percento reported). Nei primi nove mesi del 2017 si sono attestati a 401,6 milioni, in aumento del 12,3 percento a tassi di cambio costanti.

Nel terzo trimestre l’area Asia Pacifico ha conseguito ricavi netti pari a 82,2 milioni, in aumento del 14,0 percento a tassi di cambio costanti (+7,1 percento reported).

Infine, nel terzo trimestre l’aggregato Altri Paesi e Ricavi non legati ad area geografica ha registrato ricavi netti pari a 28,5 milioni e pari a 91,8 milioni di euro nei primi nove mesi del 2017, in aumento rispettivamente del 24,9 percento e del 16,5 percento a tassi di cambio costanti.

Foto: Federico Marchetti, ph. Wayne Maser, dall'ufficio stampa Ynap

Geox: ecommerce a +25 percento nei nove mesi

Geox ha esaminato ieri l’interim management statement relativo ai primi nove mesi del 2017. “Geox sta lavorando bene, si vedono i primi risultati concreti della nuova strategia incentrata sull’aumento della redditività e sull’ottenimento di un business sano e profittevole. Sono pertanto fiducioso che questo primo passo, congiuntamente agli investimenti fatti nello stile, nei nuovi prodotti, nel nuovo concept dei negozi, nella nuova comunicazione incentrata sul binomio tecnologia-stile e nella forza commerciale nei nuovi mercati a grande potenziale, ci permetteranno di conseguire a breve anche una crescita profittevole, solida e duratura", ha commentato Mario Moretti Polegato, presidente e fondatore di Geox.

Il canale multimarca Geox ha riportato una crescita del +3,5 percento

L'azienda quotata alla Borsa di Milano, ha archiviato i primi nove mesi del 2017 con un fatturato sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, grazie alla crescita del canale multimarca, con buone performance di Russia, Est Europa e Cina e alla crescita a doppia cifra del canale ecommerce, che hanno parzialmente compensato la programmata razionalizzazione della rete dei negozi monomarca, come ha sottolineato il management in una nota.

Il canale multimarca ha riportato una crescita del +3,5 percento anche nel portafoglio ordini della prossima stagione primavera/estate 2018.

I ricavi consolidati dei primi nove mesi del 2017 si sono attestati a 732,7 milioni, sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente (-0,9 percento a cambi correnti, -1,3 percento a cambi costanti) con la crescita del canale multimarca che compensa parzialmente la programmata razionalizzazione della rete dei negozi monomarca.

Nel dettaglio, i ricavi dei negozi multimarca, che rappresentano il 48 percento dei ricavi del gruppo (47 percento nei primi nove mesi del 2016), si sono attestati a 352,7 milioni, in crescita del 2 percento (+1,5% a cambi costanti) evidenziando una performance stabile in Italia e nel resto dell’Europa e una crescita a doppia cifra in Russia, Est Europa e Cina e nel canale online.

. I ricavi dei negozi a gestione diretta, che rappresentano il 37 percento dei ricavi del gruppo hanno mostrato una riduzione a 269,0 milioni (-1,9 percento a cambi costanti). Tale andamento è dovuto alla programmata ottimizzazione della rete dei negozi in particolare in Europa e all’espansione nei paesi più dinamici come Russia, Est Europa e Cina. Il saldo netto è comunque di 31 chiusure.

Per quanto riguarda le singole aree geografiche, i ricavi realizzati in Italia, che rappresentano il 30 percento dei ricavi del gruppo (31 percento nei primi nove mesi del 2016), si sono attestate a 222,4 milioni, rispetto a 231,2 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

L'andamento è dovuto principalmente alla prevista razionalizzazione del network dei negozi monomarca (-43 chiusure nette) al leggero calo registrato nelle vendite comparabili dei negozi diretti mentre il canale multimarca è in linea con lo scorso esercizio.

I ricavi generati in Europa, pari al 43 percento dei ricavi del gruppo, sono ammontati a 318,3 milioni di euro, rispetto a 322,8 milioni dei primi nove mesi del 2016, registrando un decremento dell'1,4 percento principalmente dovuto, come in Italia, alla prevista razionalizzazione del network dei negozi monomarca (-31 chiusure nette), alla leggera crescita registrata nelle vendite comparabili dei negozi diretti e alle vendite del canale multimarca in linea con lo scorso esercizio.

Il Nord America ha registrato un fatturato pari a 43,9 milioni, riportando un decremento del 6,2 percento (-7,2 percento a cambi costanti) dovute all’andamento del mercato canadese, alle vendite comparabili dei negozi diretti stabili, e alle 5 chiusure nette registrate.

Gli altri Paesi hanno riportato un fatturato in crescita del 6,9 percento rispetto ai primi nove mesi del 2016 (+5,0 percento a cambi costanti) con performance positive sia nel canale multimarca, sia nel canale dei negozi Dos (LFL) e particolarmente significative in Russia, Est Europa e Cina.

Per quanto riguarda l’intero esercizio 2017, il management si attende un fatturato in leggero calo ma un significativo aumento della redditività rispetto all’esercizio precedente.

Foto: Geox press office